Vans il Mago: una Misteriosa Storia Torinese

Una delle strade più antiche di Torino è Via dei Mercanti; al numero 9, c’è una bella casa del XV sec. conosciuta come Palazzo Romagnano.

Qui, nella metà dell’Ottocento, al terzo piano si trovò per molti anni il frequentatissimo studio-abitazione di Vans Clapié, strano personaggio originario di Chieri.

Lo chiamavano Il Cinese, per via dei viaggi fatti in Oriente causa il suo precedente lavoro, il commerciante di stoffe: ma soprattutto era conosciuto come Il Mago.

Due le sue specialità, entrambe – a suo dire – imparate in Oriente: quella di guarire le persone con macchinari di sua invenzione tramite la magnetoterapia, e la capacità di prevedere il futuro attraverso la lettura di speciali cristalli.

Ad esempio le cronache narrano che nell’ottobre del 1855, annunciò di aver “visto” delle navi attraccare a un’isola e da queste scendere tantissimi uomini vestiti con una camicia rossa,  guidati da un signore barbuto con gli occhi fiammeggianti, anche lui in camicia rossa (lo sbarco dei Mille a Marsala, previsto con un anticipo di 6 anni).

Spesso interpellato – privatamente o tramite stampa – per risolvere casi di scomparsa o gravi malattie, in generale non era ben visto dai concittadini.

Per i medici era un ciarlatano, soprattutto da quando il 3 novembre del 1861 le sue “applicazioni magnetiche” meritarono un articolo sull’Opinione, giornale torinese assai seguito.
Altri, riguardo la sua preveggenza, pensavano o che fosse un furbone dotato di intuito, o che davvero avesse a che fare con la magia nera.

Una volta previde pubblicamente la caduta di un balcone in via Dora Grossa; gli abitanti della zona si limitarono a fare scongiuri ma, tre giorni dopo, un grosso lastrone di pietra si staccò dal balcone d’una palazzina, ferendo un venditore ambulante.

Questo, furibondo, inveì contro il padrone del balcone il quale però si difese urlando di essere vittima del Clapié, uomo pericoloso, che gli aveva sicuramente “fatto il malocchio” con i suoi satanici poteri.

Così un gruppo di cittadini si recò in via dei Mercanti e, come vide arrivare il Mago, gli si scagliò addosso malmenandolo brutalmente.

Da quel giorno il Vans perse molta della sua socievolezza; usciva raramente di casa e quando lo faceva lanciava occhiatacce talmente truci a chi lo incrociava, che le voci maligne sul suo conto si moltiplicavano.

Il 16 ottobre del 1875, con sguardo più torvo del solito, in via Pietro Micca annunciò lugubremente ai passanti  di aver visto nei suoi cristalli l’incendio di un negozio; il fumo purtroppo nella visione nascondeva l’insegna, ma i danni erano gravissimi.

Il 28 ottobre, in via Milano n°14 andò completamente distrutta dal fuoco la drogheria Tortora.

Coincidenze!”, esclamarono in pochi.
Il malocchio del Mago!”, ringhiarono in molti.

Quando pochi giorni dopo fu lo studio dello stesso Clapié ad incendiarsi, causa un suo magneto-esperimento finito non proprio bene, questa volta fu enorme la folla inferocita che si riversò in via dei Mercanti, e la polizia faticò non poco a salvare il Mago dal linciaggio.

Da quello stesso giorno, come per magia, Vans Clapié scomparve da Torino: e di lui non si seppe mai più nulla.

©Mitì Vigliero

Verdi Giuseppe, Capobanda

E continuiamo a parlare di scherzi.

Sempre grazie ai libri  di Marchesi e Palazio, scopriamo che un terribile trio di burloni era quello composto da Walter Chiari, Sergio Renda e Corrado Lojacono i quali, durante gli spettacoli, combinavano di tutto ai colleghi.

Se ad esempio in scena suonava il telefono e un attore doveva rispondere, trovava regolarmente la cornetta incollata all’apparecchio; a un altro avevano riempito le punte delle scarpe con carta bagnata, così quando quello le indossava le trovava più corte di quattro centimetri e recitava zoppicando.

Ma era in treno dove si scatenavano.

Prima dell’invenzione del famigerato Sarchiapone (qui il video della storica scenetta), torturavano sconosciuti ed ignari compagni di viaggio in tal modo: mentre erano seduti in attesa di partire per Roma, aspettavano di sentire gli sportelli chiudersi e, proprio mentre il treno cominciava lentamente a muoversi, improvvisamente uno dei tre diceva ai compari: “Appena arriviamo a Venezia…”

Gli altri passeggeri ovviamente, appena sentivano dire “Venezia” schizzavano in piedi e iniziavano a tirar giù bagagli, valigie, borse, pacchi, annodandosi fra loro e guardando con terrore la pensilina che sfilava via.
C’era sempre quello che quasi piangendo chiedeva: “Ma come “a Venezia”… Questo treno non va a Roma?”
A questo punto i tre satanici con innocente faccia stupita rispondevano: “Sì, ma noi dopo Roma, domani, andiamo a Venezia…”.

Altra grande razza di burloni sono sempre stati i Goliardi: la tradizione degli scherzi universitari è infinita.

Il giornalista Franco Cristofori, in un altro libro di quelli ormai introvabili –Bacco, tabacco e Venere  – ne ha raccontati moltissimi.
Uno molto carino si svolse nel 1970 a Torino durante le”Universiadi” internazionali. 
I numerosissimi goliardi  che avevano lavorato a gratis e come buoi durante l’organizzazione, chiesero un riconoscimento sotto forma di tessere omaggio: ma il Presidente della Fidal gliene offrì solo dieci, dicendo che di tessere omaggio ne erano già state distribuite troppe ad autorità e alte personalità.

I Goliardi meditarono allora una sublime vendetta: dato che,  giovani baldi e belli,  “filavano” in perfetto accordo con le varie segretarie della manifestazione, non faticarono a trafugare cento tessere di libero ingresso, ovviamente in bianco.

Riempirle con nomi attendibili sarebbe stato troppo logico e banale, quindi vennero compilate in tal modo:

Alighieri Dante
, comitato olimpionico. Incarico: cronista.
D’Arco Giovanna, servizi tecnici. Incarico: riscaldamento.
Monti Vincenzo, comitato olimpico. Incarico: traduttore d.t.d.o. (dei traduttori di Omero, ndr).
Verdi Giuseppe, servizi tecnici. Incarico: capobanda.
Volta Alessandro, servizi tecnici. Incarico: Enel.
Leopardi Giacomo, incarico: corrispondente della “Voce Adriatica.
Marconi Guglielmo, servizi tecnici. Incarico: radiologo (sic).

E così  via.

Riuscirono ad entrare tutti.

Un cronista sportivo scrisse sulla Stampa:

“All’atletica si sono presentati insieme Mao Tse Tung, redattore di “Pechino Sera” e Richard Nixon, ufficio legale. Un usciere ha eccepito perché”ufficio” era scritto con una sola effe; nel frattempo però entrava uno con un tesserino speciale che recava la scritta Nembo Kid, recordman”.

©Mitì Vigliero

Cosa -e come- leggi?

gatto-lettore

 

Quando Gaspar lo scorso week end è stato al LitCamp di Torino, ha chiesto a un gran numero di Blogger “Cosa leggi?” e ne ha ripreso le risposte.

Mi sono chiesta che cosa avrei risposto io…

E’ da un bel po’ che amo molto rileggere.
E rileggo sia libri che mi erano piaciuti anni fa -e che continuano a piacermi sempre di più ogni volta che li prendo in mano- sia libri che avevo abbandonato perché in quel momento non erano adatti al mio stato d’animo.

Forse è un mio limite, ma se sono triste non riesco a leggere testi “drammatici”, cosa che invece prediligo fare nei momenti di serenità. 
Subisco molto il coinvolgimento psicologico delle storie narrate dagli scrittori; ammesso che siano storie che mi piacciano, ovviamente.

Non ho mai provato il minimo senso di colpa a piantar lì un libro che non mi soddisfasse; ma non ne ho mai fatto una colpa all’autore, né ho mai discusso della cosa con lettori a cui quel libro è piaciuto.

E’ una semplice questione di gusti, e sono fermamente convinta che anche nella lettura -così come nella scrittura- valga il concetto di Libertà: come ciascuno è libero di scrivere quel che gli pare e piace (basta solo che rispetti il più possibile le elementari regole dell’ortografia e della grammatica, sennò mi irrito) così ciascuno è anche libero di leggere quel che gli pare e di apprezzarlo o meno, senza però scatenare Guerre di Giudizio.

Io sono onnivora nella lettura; leggo di tutto, anche tre, quattro libri in contemporanea, svolazzando di testo in testo come una farfallona occhialuta e golosa.

Mi sono accorta però che da qualche anno evito i romanzi (tranne quelli vecchi che rileggo con amore) e prediligo la saggistica.
Storia, costume e biografie: adoro le biografie.

Ora ad esempio sulla scrivania ho Amanti e regine e Chanel ; in salotto Sinistrati e sul comodino  i due volumi de La “nera” di Dino Buzzati.

E voi?

Morganalarossa: In questo momento sto leggendo (ri-leggendo, proprio come capita di fare anche a te;-) ) “Come un tuo messaggero”: Mayra Montero. Tratta dell’avventura del grande cantante Caruso, a Cuba. Spesso anche io li abbandono li’, i libri, se non si accordano con il 0mio momento’, ma poi li accolgo, e mi lascio ingoiare…

ZiaPaperina: Anche io ultimamente non amo molto la narrativa-romanzo, soprattutto quella italiana. Non mi piace lo stile di scrittura, periodi lunghissimi, virgole secondo me messe a caso, testi troppo colloquiali, ripetitivi, stucchevoli. Ultimamente ho letto “Vado a vivere a New York” di Spadoni, e (stupisci!) sto rileggendo il Gattopardo, che al liceo detestavo e ora trovo meraviglioso. Ora mi sembra di sentirti dire “Come si cambia, eh?” ;oD

Beppe: Rileggo anche io! La Storia d’Italia di Montanelli, che mi aveva regalato una zia per la laurea, un’edizione lussuosissima, tutti i volumi rilegati in pelle, e non avevo mai aperto (mea culpa mea culpa mea grandissima culpa;). Oh. E’ divertentissimo leggerla, sto ripassando/imparando un sacco di cose. E lo stile montanelliano va giù come un bicchiere di acqua limpida e fresca.

Peppermind: Io sto leggendo L’isola dei Cani, della Cornwell (giallone), Apollo e la sua ombra di Giorgio Fonio (saggio sulla storia della percezione della figura umana nell’arte), L’unico e le sue proprietà di Stirner (filosofia). Poi un bel po’ di serie a fumetti, tra le quali Ratman, X-men, Spiderman, Fantastic Four, l’unico e il solo X-Factor (non la trasmissione), e vabbe’, altri ancora…

Roger: ultimamente sto leggendo “I promessi sposi” di Guido Da Verona purtroppo non cartace, ma digitalizzato e liberamente scaricabile da qui

Rosy: Sono onnivora anch’io e, come te, leggo diversi libri alla volta. Ora sto leggendo un libro un po’ difficilotto ma interessanteArtemisia” di Anna Banti. Mi pare che di questo personaggio ne hai parlato anche tu in qualche post. In contemporanea sto leggiucchiando ” I cento cavalieri” di Massimo Manfredi e un po’ di Cecità” di Saramago; uno scrittore che amo molto. Per alleggerire il tutto mi distraggo con la fantasy…

Mimosafiorita: In questi giorni sto rileggendo Lettere da Capri di Mario Soldati, il mese scorso ho riletto Quaderno Proibito di Alba De Cespedes,mi faccio prendere dalle nostalgie e in genere tengo un libro in salotto sul divano ed un’altro in camera da letto, mentre ti posto la mia collega-amica mi ha appena regalato Venuto al Mondo della Mazzantini, urge iniziarlo subito, di nascosto, sfogliandolo dentro il cassetto della scrivania.

Paolo: In questo momentoIl nuovo venuto’ di Marco Vichi. Conosci il personaggio del Commissario Bordelli? Formidabile! Vichi e Andrea Vitali sono i due scrittori italiani che preferisco attualmente. E sono anch’io un fan di Mario Soldati.

Diego: assolutamente prediligo la saggistica, non perchè disprezzi la letteratura, ma perchè di libri al mondo ce ne sono già tantissimi, sicchè non c’è il tempo di leggere le cose vere, per cui è sprecato utilizzarlo per quelle inventate. anch’io amo moltissimo rileggere, in particolare leopardi, nietzsche, rousseau. come scrivo sopra: c’è troppi libri, tutti quelli che hanno qualche pensierino nella testa, subito scrivono un libro. dovrebbero pagarci a noi lettori, perchè in definitiva siamo pochi, scarsi, rispetto a loro, gli scrittori

Fatacarabina: sto leggendo dei libri di blogger in questo periodo
Remo Bassini con La donna che parlava ai morti
Michela De Muro con Sotto un tram chiamato desiderio
e mi sto gustando in versione cartacea Guido Catalano con Motosega
E’ un bel modo di conoscere stili di lettura diversi dai miei.

John: ho appena finito Nereo Rocco” di Gigi Garanzini e devo finire “Gomorra” ma mi sa che lo lascio lì, non perchè non mi piaccia ma direi che va bene così.

Krishel: Al momento sto leggendo L’ombra del vento di Zafon. E’ partito splendidamente e adesso invece mi sembra che l’autore si sia un po’ come dire “seduto”. Comunque a questo punto voglio vedere come finisce. Mitì tu mi conosci da anni sai che sono una sostenitrice dei famosi dieci diritti del lettore tra cui ce n’è uno che recita che il lettore ha tutto il sacrosanto diritto di piantare in asso un libro se vede che quello o non fa per lui o, per dirla breve, una palla colossale. E io mi comporto così. Poi cerco di leggere ovunque: in viaggio sui treni e sul bus, a letto prima di andare a dormire…

Renata: Rileggo sempre con piacere anche poche righe e pagine. tra i miei livres de chevet ;) la trilogia dantesca acquistata in edizione economica per maggior comodità con i saggi di Michael Ivanhov un filosofo e alcuni saggi di psicologia.
Leggevo molto, ora mi sono fermata, bloccata dalla malattia di mio marito: ho comunque il comodino zeppo di libri che amo anche fisicamente: oltre a quelli sopra citati, leggo o rileggo i classici come Il Conte di Montecristo, che mi ha piacevolmente conquistato proprio recentemente. Una volta divoravo i fantasy della Zimmer Bradlay, che ora trovo stucchevoli e limitati. Camilleri è in cima alla mia lista di autori di distensione preferiti, non ne ho perso uno. Ho fatto la scorpacciata della narrativa giapponese e adoro soprattutto la scrittura di Mishima (del quale ho quasi l’opera omnia), il semplice che sempre si rivela intricato, la continua ricerca intimistica e disperata, dopo di chè la narrativa italiana ha perso d’interesse per me. Ultimamente ho letto “mille splendidi soli”. Mi fa morire Erma Bombeck di cui ho letto un paio di libri e compro sempre Erica Jong in edizione economica.

xlthlx: Ora come ora sto leggendo molto poco, e leggo di tutto. Mi piace andare al parco a leggere, quando il tempo lo permette. Adesso sto leggendo ‘Sono io che me ne vado’ di Violetta Bellocchio, e non vedo l’ora di avere tempo per finirlo perché mi piace molto ;)

Nervo: sto leggendo Good Omens di Terry Pratchett e Neil Gaiman (rigorosamente in lingua originale: mi dicono che tradotto non renda un decimo) e “Gesù lava più bianco” di Ballardini; ho terminato Ristorantopoli di M.Zucconi (altrimenti noto come Chinaski77) e l’ho trovato leggero e divertente, oltre che ottimamente scritto come mi aspettavo. In “coda” ho l’ultimo di FalettiIo sono Dio”, gli ultimi tre di Connelly, un paio di Crais e altri che a memoria non ricordo (sempre thriller). A parte questo, ho una decina di serie di fumetti che leggo regolarmente, ma questa è un’altra storia. :)

Sid: io leggo a letto. quando non ci sono più rumori e distrazioni in giro. quindi di sera, di notte. durante il weekend invece, se ci riesco anche di pomeriggio, sul divano, con una bella tisana vicino che mi pare di coccolarmi il doppio.
da ieri sera ho ripreso Pancetta di Paolo Nori che voglio vedere se stavolta riesco a finirlo che ci terrei parecchio.

Skip: Riesco a leggere un libro alla volta e solo a mente fresca e in momenti di relax per riuscire a gustarli meglio.Di recente ho lettoUn cappello pieno di ciliege”di Oriana Fallaci,”L’eleganza del riccio”di Muriel Barbery e “Strega”, un vecchio romanzo di Remo Guerrini.Ora sto leggendo “La grande fame”di John Fante e per la prossima indigestione estiva vorrei leggere alcune opere di Calvino.