Toccaferro in Pillole: Tarli e Tarme

Affinchè i panni, maglie e vestiti di lana non vengano divorati dalle tarme, secondo le varie credenze popolari bisogna: esporli alla rugiada della magica notte di San Giovanni (24 giugno); non lavare i panni nuovi in luna crescente; non confezionare gli abiti di venerdì; mettere tra le stoffe una pannocchia di mais munita di chicco apicale oppure delle castagne d’India; indossare gli abiti di lana nuova, per la prima volta, la notte di Natale e, infine, non tosare le pecore in luna calante.

Il suono sgradevole e ritmico che fanno i tarli mentre rosicchiano il legno veniva detto, a seconda delle zone, Orologio di San Bernardo, di Sant’Antonio, di san Vitale; il più diffuso è Orologio di San Pasquale, santo portinaio che aveva l’inquietante facoltà di avvertire la presenza o la vicinanza della Morte mediante colpi alla porta chiamati toccus.

Con la polvere fatta dai tarli, gli antichi curavano le ferite della pelle.

©Mitì Vigliero