Serate

(foto di Andrea)

E riunire una sera persone che ami, familiari ed amiche e a cena, seduta a capotavola – dove ti mettono stile Matriarca, ma lo sono, davvero, la più grande – osservarle chiacchierare fra loro, ridere, scherzare, mangiare di gusto, parlare e ascoltare.

E vedere la ragazza bionda, che l’anno scorso ha reso insonni me e suo padre per la preoccupazione dovuta alla sua salute; vederla ridere e divorare la focaccia col formaggio che da tanto sognava, sotto lo sguardo soddisfatto e allegro di tre medici – amici e fratelli miei – che l’han seguita, amata e coccolata come noi.

E vedere la giovane splendida coppia che con gli occhi che brillano ti racconta progetti di vita e lavoro, gioiosa e tranquilla, determinata e sorridente.

E vedere due bimbi che s’incontrano per la prima volta, lui maschio, tuo adorato nipote “di sangue”, lei femmina, figlia dell’amica più cara, un anno di differenza; dolcissimi e belli, tanto, ambedue, che appena si vedono iniziano a chiacchierare e giocare come si conoscessero da sempre.

“Io ho un dente che mi balla” fa lui.

“Io tre” fa lei.

E si mettono uno di fronte all’altro, con le bocche spalancate come due passerotti, tastandosi a vicenda i denti ballerini con espressioni fra l’orripilato e lo sghignazzante, con quel divertimento meravigliosamente irresistibile tipico solo di quell’età, che chiamo “sc-ciopar di stupidera“.

E fra il profumo della farinata e della focaccia, cullata da voci amiche e amate, mentre fuori il mare sospirava lungo le rive dell’antico porto, io ho passato una delle serate più belle e serene della mia vita.

Grazie, di tutto, a tutti.


L’Idea di Felicità

 

Enrica riflette sulla Felicità, e  chiede quale sia la mia idea in proposito.
Una domandina da niente, vero? ;-D

Secondo me, più diventiamo grandi (nel senso di età), più la nostra idea di Felicità diventa piccina.

Ma non piccina nel senso di insignificante, anzi!

Quando siamo giovanissimi, Felicità è per noi come una pietra preziosa grezza; grande di dimensioni, ma indefinita , mescolata com’è ad altri minerali di poco valore che ci impediscono di vederne la forma.

Ci vuole molto tempo, molto lavoro, molta pazienza e soprattutto molta esperienza per eliminare il materiale superfluo attorno alla pietra, e poi lucidarla, tagliarla sfaccettarla, sino ad ottenere una gemma davvero preziosa

Ed è un risultato che otteniamo solo vivendo tutte le cose belle e brutte che la Vita ci pone di fronte; ogni accadimento “ridimensiona” la nostra iniziale idea di Felicità.
Impariamo a distinguere, a soppesare, a valutare, a vagliare, comprendendo alla fine che cos’è che davvero ci dà Felicità.

Quel “cos’è non è uguale per tutti, perché nessuno di noi è perfettamente uguale ad altri; varia con le “esigenze” dell’età, si modifica con le esperienze e i caratteri di ciascuno.
Ma di certo la base è simile, ed è data dall’equilibrio interiore che ci permette di cogliere ed assorbire in pieno tutte le miriadi di componenti che formano la Felicità: stabilità, sentimento, emozione, gioia, calore, allegria, commozione, senso di pace, di appagamento, entusiasmo ecc., “ingredienti” che possono riunirsi in un unica parola: Serenità.

Ecco, per me Felicità è semplicemente l’insieme di tutto ciò che mi dona una continua Serenità e mi fa vivere col “sole dentro”, anche se fuori infuria la bufera.

Ed averlo finalmente capito, mi rende felice.  

E la vostra Idea di Felicità, qual è?

MaxG: Mi è piaciuta molto l’immagine della Felicità come una pietra preziosa da lavorare. E hai ragione: l’idea di felicità cambia con gli anni. E con il senso del valore delle cose. Condivido ogni tua parola. E ne sono felice

Regi: E’ un po’ ridicolo, data l’età, ma è quando mi addormento sapendo che i miei figli stanno dormendo sotto il mio stesso tetto.

Luca: C’è un detto che recita
Ricco è colui che ha bisogno di poco
credo che lo stesso valga per la felicità le piccole cose mi rendono felici non ne voglio fare un elenco dico solo aver organizzato una cosa sul lavoro che è andata bene mi rende felice
basta poco che ce vò

Skip: Condivido la tua opinione: si è felici in modo diverso a seconda dell’età, del carattere e delle esperienze fatte.
La felicità è una dimensione interiore.
C’è la felicità di un momento, che nasce da un sorriso, da un bel paesaggio, da un ricordo o una piccola cosa, e una “felicità” più duratura, mediata e ambita.
Secondo me la felicità è più semplicemente un modo di vedere e di sentirsi “in pace” con se stessi, cioè si è felici quando si riesce a conciliare in modo equilibrato il proprio mutabile mondo interiore, ricco di pensieri e sentimenti , con quello esterno e concreto caratterizzato da fatti, cose e persone.

Betta: Mi viene in mente una poesia di Trilussa, – Felicità –
C’è un’ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa

Così è anche per me, cerco di cogliere il bello ed il piacevole nei gesti quotidiani della vita.
Felicità a tutti!

Cristella: Domanda da cento milioni! A 50 anni condivido quanto dici tu: felicità uguale serenità.
Come mamma, aggiungerei: “la mia felicità è uguale alla serenità delle mie figlie”.
Aggiungo anche: non avere rimpianti.

Odiamore: Io, a trent’anni, mi trovo ancora su un crinale: da un lato in molte circostanze tendo a identificare la felictà con la serenità. Dall’altro, tuttavia, sono ancora alla ricerca di quell’emozione forte e lancinante che, come scriveva Cassola, “non può durare più di qualche istante, proprio prima di diventare immensamente dolorosa”.

ZiaPaperina: Vero. Ciò che mi rendeva felice a 13 anni era diverso da quello dei 18, e poi dei 25, e dei 35. Vero. Vagliare, tagliare, pulire. Arrivare al cuore della Felicità. Tante piccole cose STABILI. Grazie di queste tue parole che mi hanno resa sicura e serena.

Nicky: Felicità è (per me) un suo sorriso, uno sguardo complice, una parola sussurrata, il bacio di un bambino, un abbraccio affettuoso, una carezza, un paesaggio condiviso con la persona che amo, una risata sincera, guardare un film accoccolata tra le sue braccia.. insomma piccole cose che mi donano felicità e serenità.

MareadiLuce: In questo periodo della mia vita sono felice quando mi sento amata dalla persona che amo e quando posso esprimere il mio affetto alla mia famiglia.

Sancla: Il “ti voglio bene” di mia figlia (banale, se volete, ma unico)

Alianorah: Non so se sono stata davvero felice qualche volta. Ora non lo sono, ma non sono nemmeno infelice. E se bastasse questo?

JillL: proprio oggi pomeriggio mi è stata rivolta questa domanda, sei mai stata felice?
sul momento ho risposto no (triste vero? ma chi ha chiesto intendeva proprio FELICE)
poi ho ricordato una volta che, 22 anni fa, ho trascorso tre giorni “sollevata da terra” … è proprio la sensazione che avevo!!
col senno di poi sono risalita al motivo, ero rimasta incinta ma ancora non lo sapevo

Aglaia: la Felicità è sapere che hai fatto quello che potevi al meglio e qualcuno lo apprezza anche!!