Vi Racconto Perché A Genova Si Dice: Scialla, Scialla!

 scialla scialla

Le mamme di un tempo, che rimanevano in casa coi bimbi mentre il marito andava a lavorare, insegnavano con  filastrocche ai figli battere le mani come espressione di felicità espressa nel vedere il papà tornare.
In Italiano una delle ancora diffuse è

Batti, batti le manine,
che arriva il tuo papà
porterà le caramelle
e (nome del bimbo) le mangerà.

In Liguria, nei tempi in cui gli uomini erano per lavoro imbarcati per mesi oppure, anche per brevi periodi di pesca, rischiavano la vita tra tempeste e bufere, le mamme ai loro bimbi piccini insegnavano la stessa filastrocca, ma con la prima strofa diversa:

Scialla, scialla
ch’u gh’è u papà
porta tante ciappellette
ecc

Scialla scialla” dunque anche qui è un’espressione di gioia come il gesto fatto dai bimbi battendo le manine e, etimologicamente, ha di sicuro una derivazione araba, come tantissime parole del popolo genovese stato per secoli, vuoi per commerci vuoi per battaglie, a stretto contatto con il Medio Oriente. Ma in più ha un significato di speranza e sollievo.

Probabilmente deriva da Inch’Allah, che significa “Se Dio (lo) vuole”, ma forse ancora di più da  Law sā’Allāh, “Se Dio volesse”, formula che viene in arabo utilizzata per esprimere desideri.
In ogni ogni caso, la storpiatura della pronuncia Inscialla ha lasciato solo un Scialla che ha preso il significato di “Evviva evviva! Stai sereno!”, esortazione all’allegria e alla spensieratezza.

Come spesso accade però i genovesi l’hanno in seguito evoluta in significato più ironico e sarcastico dicendo “Scialla Scialla” e “Fare Scialla“, ad esempio, quando vedono degli sprechi di denaro pubblico o privato, o commentano tenori di vita un tempo invidiabili per lusso e ricchezze e ora finiti con ‘e pesse (pezze) in to cù a causa di troppo allegre e incoscienti dilapidazioni di patrimoni.
Una curiosità; scialla potrebbe in questo caso far venire in mente il verbo “scialare“, il quale però deriva dal latino exhalare nel significato estensivo di “emettere, mandare fuori”. Diverso l’etimo, ma uguale il concetto nemico della parsimonia. 

© Mitì Vigliero