Il Coniglio alla Papà Pippo

Questa ricetta finirà stampata su un foglio che poi, dopo averlo piegato in quattro, infilerò fra le pagine del vecchio libro di Mamma per continuare la tradizione.

Quando la settimana scorsa sono andata in campagna, son tornata carica di burro, formaggi, un bel coniglio già lavato e pulito ed in testa la ricetta per cucinarlo insegnatami da Papà.

1 coniglio
1 bottiglia di vino bianco buono
tanto tanto tanto rosmarino
3 cucchiaini di sale
2 spicchi d’aglio
olio

Tagliare il coniglio a pezzi.
Staccare una gran quantità di foglie di rosmarino (prendendo il rametto sulla cima e, stringendo le dita, passarle alla base delle foglie in senso contrario all’attaccatura, andando verso il basso) e tritarle finissime, quasi in polvere (io ho usato un coso tipo questo): il quantitativo dovrebbe essere quello di una tazza .
In una padella grande, larga e abbastanza alta di bordi, mettere a scaldare un poco d’olio, i due spicchi d’aglio interi e i pezzi di coniglio: far rosolare e colorare molto bene a fuoco vivo.
Togliere l’aglio, unire la polvere di rosmarino, far rosolare ancora un poco mescolando e facendo in modo che il rosmarino si distribuisca bene sui pezzi di carne.
Unire il sale.
Versare sul coniglio tutta la bottiglia di vino bianco (io ho usato del Pigato: quello avevo…).
Mescolare, abbassare il fuoco, mettere un coperchio e cuocere piano piano sino alla quasi completa evaporazione del vino; dovranno rimanere due/tre dita di sughetto scuro e profumatissimo.

L’ho cucinato sabato a cena, servendolo con un po’ di polenta come contorno; Fabio, Gaia ed Enrico hanno molto apprezzato :-).

Spero anche voi!

Il Rosmarino: credenze e nomi

rosmarino

Rosmarino significa “Rosa di Mare”, nome romantico e adatto a una delle pianticelle più profumate, benefiche e appetitose del mondo.

Ma le troppe virtù positive nelle credenze si scontano: qualcuno, come ad esempio nelle Marche, un tempo credeva  nefasto solo l’atto di piantarlo perché si pensava “succhiasse” la vita altrui per crescere bello, rigoglioso e profumato.

In Veneto ne avevano somma cura convinti che, se fosse morta la pianta, si sarebbe di certo ammalato un componente della famiglia.

Nel Meridione in generale è considerata “la” pianta funebre, perché durante le morti per epidemia si usava bruciarla per disinfettare stanze e cose.
Ancora oggi non è raro vederne dei cespugli piantati nei cimiteri dei piccoli paesi.

Invece in Albania, Romania e nell’Est Europa in genere, è creduto afrodisiaco: ma non nei cibi.
Dicono che farci pipì sopra (sic) a mezzanotte in punto, e solo  la notte di San Giovanni, donerebbe vigoria e fertilità.

In Provenza invece le ragazze si appuntavano fiori di rosmarino accanto al cuore, per avere la certezza di essere corrisposte dai loro amati.

Nel Comasco le spose lo univano al bouquet nuziale come simbolo di amor perfetto. 

I  Lombardi dichiarano che tenerne un rametto a contatto con la pelle, renda allegri

E come si dice Rosmarino nei dialetti italiani e nelle altre lingue?

Genovese – Rosmanin – Romanin
Veneto – RosmarinOsmarin
Friulano – Osmarin
Piemontese – Rosmarin
Milanese – RosmarìnUsmarìn
Bolognese – Ušmarén
Toscano – Ramerino
Siciliano– Ruscaruin
Sardo – Spiccu

Inglese – Rosemary
Francese – Romarin
Spagnolo – Romero
Tedesco – Rosmarin
Finlandese – Rosmariini

Altro?

Roger: è ritenuto la pianta del ricordo, come dice Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo…” (continua)

Caravaggio:  in toscana lo chiamano “RAMERINO” in siciliano:”RUSCARUIN”,t’invio una antica ricetta toscana naturalmente è al rosmarino

Suomitaly:  in finlandese si dice rosmariini

Pimpirulin: L’olio essenziale di rosmarino è un ottimo rimedio contro la pressione bassa sia assunto al mattino (una goccia su un po’ di zucchero) sia sniffato al bisogno.

Fabio: in sardo si chiama “spiccu”

ZiaPaperina: A Genova dicono: Se tu veu fâ arraggiâ u vexin, fa-ni suffrizze aggiu e romanin (Se tu vuoi fare arrabbiare – rendendolo invidioso – il vicino, fai soffriggere aglio e rosmarino)