A.A.A. Gelato cercasi

Visto che ferie anche quest’anno ciccia, come consolazione mi sono regalata il gelataio.

Voi avete un gelataio o una gelatiera?

E mi raccontate che gelati/sorbetti/granite fate, al di là di quelli riportati sui ricettari?

Non so perché, ma ho sempre pensato che i mangiarini “inventati” dagli amici abbiano un tocco in più, e siano più buoni…:-)  

Beppe: Gelato al limone all’odor di arancia (non ridere, nonna me l’ha detto così)
2 limoni non trattati
1 arancia rossa
1/2 kg. di zucchero
1 litro d’acqua
sciogliere lo zucchero nell’acqua. metterci dentro per almeno 6 ore la buccia (senza bianco) di un limone e dell’arancia e il succo dei 2 limoni. Poi filtrare e mettere nella gelatiera.

Zuck: Io faccio il classico sorbetto alla fragola, tritando fragole vere aggiungendo il limone via via, insieme allo zucchero. Alla fine, dulcis in dulcis, un mezzo bicchiere di sciroppo di amarena fabbri, ad esaltare il gusto e spezzare ogni remora.

Clarita: Mia madre prepara un ottimo gelato al torroncino che ha come base il gelato al caffè ma è arricchito da pezzettini di cioccolato, di mandorle tostate e di nocciole… io invece adoro i frappè

Simona: Di recente ho inventato questo gelato all’anice stellato .

MademoiselleAnne: Gelato al miele Ingredienti: 2 rossi d’uovo, 130 gr. di zucchero, 1/5 di panna fresca da montare, 1/4 di latte, 6-7 cucchiai di miele di acacia, una bustina di vaniglina.
Sbattere le uova con lo zucchero, poi aggiungere la panna e la vaniglina. Mettere sul fuoco il latte, versare il miele a goccia e lasciarlo sciogliere continuando a mescolare. Far intiepidire e unire i due composti. Una volta freddo, mettere tutto nella gelatiera e avviare il programma standard (io uso la gelatiera del Kenwood Chef, non so se vale per tutti!) . Servire con lingue di gatto e una goccia di miele.

Skip: Ho trovato questa gustosa ricetta per il gelato alla pesca con mandorle e amaretti.
200 g di polpa di pesca (la polpa di 2 o 3 pesche sode e mature), 250 g di panna fresca, 1/4 l di latte, 100 g di zucchero, 100 g di amaretti morbidi, 40 g di mandorle fresche sgusciate.
Portate a ebollizione il latte con la panna e lo zucchero. Dopo un minuto togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Frullate la polpa delle pesche e incorporatela al composto raffreddato. Trasferite nella gelatiera procedendo secondo le istruzioni. Sbriciolate grossolanamente gli amaretti e tagliate a metà le mandorle fresche. Quando il gelato è pronto suddividetelo in porzioni con l’apposito cucchiaio e servitelo cospargendolo con l’amaretto e le mandorle. A piacere, potete guarnire con spicchi o fettine di pesca

Nives: Ricetta per sorbetto: 200/300 ml succo di lime, 200/300 ml si sciroppo di zucchero di canna in procinto di bollire. ( la proporzioni tra succo e sciroppo e la quantità di zucchero dipendono dai tuoi gusti). versare lo sciroppo caldo sul succo e aggiungere 6-7 foglie di menta. lasciar raffreddare. Con la miscela ottenuta fare il sorbetto che va mantecato con la cachassa. Puoi anche sostituire la menta col basilico.

Tittieco: Sorbetto di fragole e agrumi.
Dose per 8 persone
1Kg fragole
800 g. zucchero
800 g. acqua
2 arance
2 limoni
In un pentolino a fuoco moderato fare uno sciroppo con acqua e zucchero. Quando si sarà raffreddato unire il succo di limoni e il succo delle arance + le fragole frullate. Amalgamare bene.
Versare in una forma di gelato e lasciare gelare in freezer per 3 ore.
Servire con panna (facoltativo)
Le dosi di questo sorbetto sono per un reggimento, ma si possono sempre dimezzare le quantità.

Il Polpettone di Nonna Tina

 

Le ricette di Casa Placida

Continuo a riportare qui le ricette trovate conservate in foglietti sparsi nel libro di Mamma.

Questa è scritta con la grafia di Nonna Tina, mamma di mamma.

E’ la ricetta di un polpettone saporito e profumatissimo, che non mangio da anni e che era diventato solo un ricordo; sono felice di averlo ritrovato.

Va la riporto pari pari.

Polpettone col sugo bianco

Mettere in una insalatiera 4 etti di manzo tritato, 3 uova, un pugno di formaggio gratt., sale, noce moscata e amalgamare molto, prima con un cucchiaio e poi con le mani.

Dare una forma di salame, badando che sia ben compatto, senza vuoti.

Infarinarlo e farlo rosolare in padella con poco olio, fin che fa la crostina.

A parte in un tegame far soffriggere in burro e olio sedano, carote, cipolla tutto a fettine e 2 foglie di alloro; poi aggiungere il salame e poco dopo bagnarlo con un bicchiere di vino bianco.

Far consumare il vino, poi coprire il salame a metà con acqua calda, mettere il coperchio e far cuocere piano piano per un’oretta.

Spegnere il fuoco, levare il salame e passare tutto il sugo e le verdure nel passaverdura.

Rimettere tutto nel tegame e aggiungere il sugo di un limone.

Se il sugo sarà tropo liquido, farlo consumare a fuoco vivo per qualche minuto; al contrario, aggiungere un poco d’acqua (poca).

E buon appetito.

© Mitì Vigliero

Misteri culinari nel Cucchiaio d’Argento

Tra le varie cose che sto portando a casa, ci sono anche dei libri di cucina.

Il primo scelto e messo in borsa – salvandolo dagli scatoloni che verranno sballottati nel trasloco – è il Cucchiaio d’Argento, libro che dal 1950 ha venduto più di un milione di copie e di cui sono state stampate non so quante edizioni.

Ne posseggo già una nuova e aggiornatissima; ma quella che oggi è qui con me è – credo – una terza edizione: 1955 o giù di lì.

Non posso essere più precisa perché il libro è stato, chissà quando, rilegato nuovamente con finta pelle bordeaux, e ha perso alcune pagine iniziali.
Era sporchissima quella copertina; il CSI si sarebbe divertito a scoprire tutte le impronte digitali ed i menù preferiti dalla mia dinastia…Sono riuscita a pulirla con un prodotto per lavare i pavimenti di legno, e che non richiede risciacquo.
Sono o no una brava donnina di casa? ;-)

Tornando al libro.
Pur amandolo molto non è tanto lui che mi interessa (come ho detto, già lo posseggo); ma quei millemila foglietti scritti a mano che lo “farciscono” facendolo diventare il doppio del suo spessore; decine e decine di ricette scritte al volo da mamma, nonne, zie, o signore e signori sconosciuti di cui assolutamente non ho riconosciuto la grafìa, e conservate poi fra le pagine.

Munita di lente e spirito da farmacista (gli unici in grado di comprendere orride grafie), ne ho trovate di bellissime, che condividerò più avanti con voi se lo vorrete.

Altre curiose, come questa che vi riporto pari pari, di anonimo “stensore” anziano, suppongo, visto la scrittura a penna a stilo puntuta, minutissima e un po’ tremolante…

Integratore di calcio per debolezze

6 uova di campagna
6 limoni grandi
5 cucchiai di zucchero
1/2 litro di marsala secco

Mettere le uova ben lavate ed asciugate in un recipiente di vetro con chiusura tipo ermetico (per conservare nei frigidair) versare sopra il succo dei limoni chiudere il contenitore e mettere al freddo.
Dopo 4 giorni con tanta delicatezza girare le uova con 2 cucchiai senza romperle e lasciare ancora al freddo per 4 giorni.
Poi romperle in un recipiente unendo il liquido del contenitore, togliere la pellicina bianca interna attaccata alla rimanenza del guscio che si sarà quasi sciolto nel limone e buttarla, unire la parte di guscio rimasto al limone e alle uova e frullare tutto finissimo aggiungendo lo zucchero e il marsala, amalgamando bene e travasare nella bottiglia filtrando con un colino.
Agitare prima di bere.

Praticamente, è il VOV

Infine ce ne sono alcune misteriose, scritte probabilmente – anzi, di sicuro – al galòp con la certezza di ricordarsi poi il “meccanismo” e la composizione.

Ad esempio questa, senza titolo, scritta velocissima e tutta sbilenca (la vedo, in piedi e poggiata contro un muro o sulla borsa come scrivania…) da mamma su un minifoglietto di notes a quadretti:

10 savoiard
175 gr condensat
100 fondente gra
1 cucc nescafè
rum cucc picc
Trrr.
Frigo.
Palline.

Chi ci vuol provare?

© Mitì Vigliero

Se volete conoscere alcune ricette scritte su quei foglietti, cercate fra le categorie del mio blog “Ricette di Casa Placida” #ricettediCasaPlacida