Di blog, bloghissimo e blogghitudini varie

Tutti vanno in ferie e io no, ma per lo meno le assenze altrui mi lasciano un minimo di tempo libero da dedicare al mondo blog che in tutti questi mesi ho trascurato assai.

Bordesàndo bordesàndo (navigando navigando, trad. per i non genovesi), mi sono imbattuta in cose carine  come Bloghissimo, un nuovo aggregatore a cui mi sono subito iscritta che mi è piaciuto immediatamente per la struttura e per il fatto che dia grande importanza ai contenuti di un blog. E poi sono rimasta incantata dal progetto degli autori, YouReporter, in cui i blogger si tramutano in video-fotoreporter testimoniando avvenimenti vari di cronaca e attualità; guardate ad esempio questa immagine della tempesta che ha colpito Torino l’altro ieri…

Poi mi sono messa di buzzo buono a cercare di riordinare il mio blogroll, il PlacidoArcipelago che da tempo ho reso privato perché diventato troppo disordinato e mostruosamente affollato; col cuore stretto sto eliminando blog che non esistono più, e che non riapriranno più per vari motivi; poi toglierò i blog fermi da mesi, quelli che sono cambiati da com’erano, quelli che leggo sempre via feed.

In compenso, sempre bordesàndo, in questi giorni ho trovato blog piacevolissimi da aggiungere; Morosita, che scrive benissimo e mi piace molto come “carattere” femminile, brillante, colta, ironica, per nulla gnegnegne e mai banale; l’interessante Mysterium; il blog di archeologia – mia grande passione – Hermes. Le brillanti riflessioni di Birra, l’irresistibile Aldo Caposaldo, le letture di quadri di Eleonora, il coinvolgente e saggio Gigi Tagliapietra e poi Ri-creazione, divertente e utile, che insegna a riciclare qualunque cosa…

Perché un blog, per piacermi, deve avere caratteristiche per me fondamentali

Personalità,
ossia quel “quid” che lo rende diverso, immediatamente riconoscibile.
Lievità: di qualunque cosa tratti, dal personale alla cucina, dall’infomatica a qualunque altro argomento, deve essere in grado di trasmettermela in modo non tronfio e trombonesco, ma immediato, semplice, diretto.
Umiltà ed Educazione: il non offendere mai pur nell’eventuale sfottò, essere esenti dal “complesso di padreternìte” cioè il non atteggiarsi a blogstar anche se si è considerati tali (o se ne è solo autoconvinti), il non descrivere mai i propri comportamenti assolutamente normali come follia o delirio: purtroppo il delirio vero nella blogsfera è spesso quello di chi si crede interessante, diverso dal comune e “divino” compiendo in realtà azioni ed esprimendo  pensieri totalmente banali e comuni.
Sorriso: il non prendersi mai troppo sul serio.
Intelligenza: trattare argomenti ben conosciuti a chi scrive, senza impelagarsi in trattati socio-economici o di filosofia morale se nulla si sa di sociologia, economia, filosofia morale. Anche la cosiddetta fuffa è bellissima se raccontata con coinvolgimento da chi ama la fuffa.  

E per voi, quali sono le caratteristiche che deve avere un blog per piacervi?.  

Massim.: mi piacciono i blog che raccontano piccoli fatti di vita quotidiana, che permettono a chi li legge di conoscere l’autore e di immergersi in quel piccolo mondo che appartiene ad ognuno di noi.

Tanuccio: Per piacermi un blog deve essere, stimolante, divertente, di piacevole lettura e con post non troppo lunghi.

Krishel: Non saprei cosa aggiungere oltre le cose che hai già detto tu. Diciamo che quelli che leggo io sono tenuti da persone intelligenti, che non si prendono troppo sul serio, che non si pavoneggiano o ostentano quello che non sono. Sei poi parlano di tradizioni che non conosco oppure raccontano uno spaccato di vita che, per forza di cose, io non ho vissuto è ancora più bello.

Michele: fondamentalmente sono d’accordo con tutti i tuoi punti. ovviamente prediligo la “fuffa” essendone io un grande produttore e consumatore. spero di non essere stato troppo superbo o maleducato, in passato; infine, detesto (cordialmente ma non troppo) l’eccessiva autoreferenzialità di troppi bloggher, che piano piano elimino definitivamente dal feedreader. 

AndreA: Secondo me deve – essere originale. – creare atmosfera – stupire – catturare – non deve essere troppo personale o volgare 

Morosita: Io penso che un blog, per piacere, debba essere poco egocentrato, ma anche questo dipende. Gli italiani sono mostruosamente curiosi e gossippari ma, a mio avviso,bisogna trovare il giusto mezzo tra parlare di sé e delle proprie riflessioni, e la discrezione.
Quello che in fondo accade nella vita cosiddetta reale come se poi qui scrivessimo imbottiti di LSD e “Lucy in the sky with diamonds” in cuffia :)

Giulia: E’ difficile per me definire cosa mi piace in un blog… Non hanno delle caratteristiche precise. Forse una sì, non deve essere “anonimo” nel senso che, quando lo leggo, mi deve dire qualcosa di chi scrivere, a prescindere dal “cosa scrive”…

Antonio Vergara: interessante. punto.

Gattostanco: A ciò che indichi, aggiungerei anche la cura trasmessa al visitatore dal singolo blogger nel proprio bloggare (cura intesa diversa dall’accuratezza: per esempio, l’aspetto grafico può essere anche mezzo sbiellato). Anche un minipost può mostrare il silenzioso desiderio di confezionare un piccolo intenso regalo in primo luogo per il blogger stesso che l’ha scritto e in seguito anche per l’eventuale visitatore. I blog mantenuti con una costante fretta evidente non mi ispirano a seguirli.

ZiaPaperina: Per piacermi deve avere tutte le caratteristiche che hai esposto e poi:
1) non deve essere esibizionistico ma mantenersi entro livelli di narcisismo accettabili (in giro ho visto cose che voi umani…). 2) non devo subdorare arroganza nell’esposizione e nelle risposte ai commenti. Gli arroganti-isterici li casso subito dal feedreader. 3) posso concepire qualche parola del gatto, ma MAI bestemmie. Pur non essendo cattolica praticante, mi danno un vero fastidio fisico e mi fanno considerare subito malissimo la persona che le scrive.

MaxG:  Quoto tutto. Solo nella parentesi del punto 1 di ZiaPaperina aggiungerei “ho visto e SENTITO cose che voi umani…” (continua)

Nonsisamai: Imprescindibili anche per me la leggerezza e la tolleranza, la buona educazione. Aggiungerei un buon uso della lingua che’ quelli che si sbizzarriscono con le k o le x non riesco nemmeno a guardarli. La sciatteria grammaticale alla lunga mi dà davvero fastidio.

Nives: Deve essere garbato, leggero ma non banale. Come un buon libro deve lasciarsi leggere, suscitando riflessioni ma non ansie esistenziali. Deve essere stimolante e consolante, lenitivo e terapeutico….un angolo dove riposare gli affanni e risintonizzarsi su di sè e sulle “altre cose” che possono riempire piacevolmente la vita

Cosa c’è dentro il cassetto?

 


(immagine © James Phelps, Fotolia)

***

Paola: Un miliardo di sogni

Alianorah: Una lettera d’amore.

Linda: parole, sogni, viaggi … il futuro ancora da vedere e da costruire … pezzi di passato da conservare …

Roger: per me nel cassetto ci sono…TRE CIVETTE
Ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò
aggiunta estemporanea e istantanea nonchè in rima…
e nel cassetto le ficcò!
e la figlia del dottore
e la pianse pè tre ore
passò lì Mitì Vigliero
e sul blog mise il mistero

AndreA: Tanti sogni, tanti progetti, un po’ di confusione, un po’ di paura, ma anche un po’ di incoscienza e di coraggio e tanto altro….insomma, c’è un bel po’ di ognuno di noi…. ;-)))

Adamo: una scatola di latta con le foto della nonna :)

Beppe: La chiave per aprire un altro cassetto

Luca: il mio passaporto appena usato

Irene: Ma che domande: la mappa del tesoro!!  

MaxG: Il blog che forse un giorno aprirò

Margutte: Una serie sconfinata di altri cassetti, a mo’ di matrioska. E nell’ultimo cassetto, un bigliettino che recita: “Fregato!”.

Rosy: Lettere d’amore legate con un nastrino di seta azzurra. Fazzolettini di pizzo al profumo di lavanda.

Viadellaviola: una chiave, chisà di cosa, un bigliettino d’amore, una vecchia fototessera, un nastrino, un fermaglio per capelli, la ricetta della torta come la faceva mia nonna, una rubrica di due anni fa…un fondo segreto…

Tittieco: Dentro al cassetto c’è:
un sassolino a forma di cuoricino
che il mio bambino trovo’sulla riva
del mare, tanto tanto tempo fa…

A.A.A. Gelato cercasi

Visto che ferie anche quest’anno ciccia, come consolazione mi sono regalata il gelataio.

Voi avete un gelataio o una gelatiera?

E mi raccontate che gelati/sorbetti/granite fate, al di là di quelli riportati sui ricettari?

Non so perché, ma ho sempre pensato che i mangiarini “inventati” dagli amici abbiano un tocco in più, e siano più buoni…:-)  

Beppe: Gelato al limone all’odor di arancia (non ridere, nonna me l’ha detto così)
2 limoni non trattati
1 arancia rossa
1/2 kg. di zucchero
1 litro d’acqua
sciogliere lo zucchero nell’acqua. metterci dentro per almeno 6 ore la buccia (senza bianco) di un limone e dell’arancia e il succo dei 2 limoni. Poi filtrare e mettere nella gelatiera.

Zuck: Io faccio il classico sorbetto alla fragola, tritando fragole vere aggiungendo il limone via via, insieme allo zucchero. Alla fine, dulcis in dulcis, un mezzo bicchiere di sciroppo di amarena fabbri, ad esaltare il gusto e spezzare ogni remora.

Clarita: Mia madre prepara un ottimo gelato al torroncino che ha come base il gelato al caffè ma è arricchito da pezzettini di cioccolato, di mandorle tostate e di nocciole… io invece adoro i frappè

Simona: Di recente ho inventato questo gelato all’anice stellato .

MademoiselleAnne: Gelato al miele Ingredienti: 2 rossi d’uovo, 130 gr. di zucchero, 1/5 di panna fresca da montare, 1/4 di latte, 6-7 cucchiai di miele di acacia, una bustina di vaniglina.
Sbattere le uova con lo zucchero, poi aggiungere la panna e la vaniglina. Mettere sul fuoco il latte, versare il miele a goccia e lasciarlo sciogliere continuando a mescolare. Far intiepidire e unire i due composti. Una volta freddo, mettere tutto nella gelatiera e avviare il programma standard (io uso la gelatiera del Kenwood Chef, non so se vale per tutti!) . Servire con lingue di gatto e una goccia di miele.

Skip: Ho trovato questa gustosa ricetta per il gelato alla pesca con mandorle e amaretti.
200 g di polpa di pesca (la polpa di 2 o 3 pesche sode e mature), 250 g di panna fresca, 1/4 l di latte, 100 g di zucchero, 100 g di amaretti morbidi, 40 g di mandorle fresche sgusciate.
Portate a ebollizione il latte con la panna e lo zucchero. Dopo un minuto togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Frullate la polpa delle pesche e incorporatela al composto raffreddato. Trasferite nella gelatiera procedendo secondo le istruzioni. Sbriciolate grossolanamente gli amaretti e tagliate a metà le mandorle fresche. Quando il gelato è pronto suddividetelo in porzioni con l’apposito cucchiaio e servitelo cospargendolo con l’amaretto e le mandorle. A piacere, potete guarnire con spicchi o fettine di pesca

Nives: Ricetta per sorbetto: 200/300 ml succo di lime, 200/300 ml si sciroppo di zucchero di canna in procinto di bollire. ( la proporzioni tra succo e sciroppo e la quantità di zucchero dipendono dai tuoi gusti). versare lo sciroppo caldo sul succo e aggiungere 6-7 foglie di menta. lasciar raffreddare. Con la miscela ottenuta fare il sorbetto che va mantecato con la cachassa. Puoi anche sostituire la menta col basilico.

Tittieco: Sorbetto di fragole e agrumi.
Dose per 8 persone
1Kg fragole
800 g. zucchero
800 g. acqua
2 arance
2 limoni
In un pentolino a fuoco moderato fare uno sciroppo con acqua e zucchero. Quando si sarà raffreddato unire il succo di limoni e il succo delle arance + le fragole frullate. Amalgamare bene.
Versare in una forma di gelato e lasciare gelare in freezer per 3 ore.
Servire con panna (facoltativo)
Le dosi di questo sorbetto sono per un reggimento, ma si possono sempre dimezzare le quantità.