Vi Racconto Perché Si Dice: Scendere Dal Letto Col Piede Sinistro

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Quando qualcuno durante la giornata si dimostra particolarmente nervoso e di cattivo umore, la domanda classica che si sente rivolgere è: “Stamattina sei sceso dal letto col piede sinistro?”.

La colpa è tutta degli antichi Romani i quali, negli atri (vestiboli) delle loro case, piazzavano apposta un servo il cui compito era esclusivamente quello di avvisare sulla porta d’ingresso gli ospiti dicendo “Entra pure col piede destro”, ossia “Vai tranquillo, in questa casa oggi tutto va bene”.

Infatti si entrava col piede sinistro solo in case in cui erano accaduti luttisventure o grane varie.

Sarebbe bello che l’usanza esistesse anche oggi nei posti di lavoro…

Un apposito addetto che, prima che voi entriate in ufficio, vi avvisasse prima dei nervi del Capo!

©Mitì Vigliero

Toccaferro in pillole: I Piedi

e un due Perché si Dice

Esiste quasi ovunque la convinzione che la dimensione del piede in una donna sia inversamente proporzionale a quella parte che il Creatore pose alla fine della schiena “per maggior comodo sedere”; l’abate Brantome (1540-1614) traduceva il concetto in modo molto chiaro dicendo “Petit pied, grand cul”.

Quando qualcuno si dimostra particolarmente nervoso e di cattivo umore, la domanda classica che si sente rivolgere è:
Stamattina sei sceso dal letto col piede sinistro?”.

La colpa è tutta degli antichi Romani i quali, negli atri (vestiboli) delle loro case, piazzavano apposta un servo il cui compito era esclusivamente quello di avvisare sulla porta gli ospiti dicendo “Entra pure col piede destro”, ossia “In questa casa oggi tutto va bene”.

Infatti si entrava col piede sinistro solo in case in cui erano accaduti lutti, sventure o grane varie.

Sarebbe bello che l’usanza esistesse anche oggi nei posti di lavoro…Un usciere, o un amministrativo apposito che, prima che voi entriate in ufficio, vi avvisasse prima dei nervi del Capo!

©Mitì Vigliero

Corollario

Nei commenti MaxG mi chiede “Perché si dice a piede libero?” 
E’ un modo di dire che si usa per indicare un detenuto in attesa di processo, ma non in carcere.
E quindi privo di quelle catene e ceppi con i quali anticamente si legavano le caviglie dei detenuti nelle prigioni.