World Water Day: L’Acqua e i Cinque Sensi

(Placida mano ©Fabio Castellano)

Mi piace guardarla, l’acqua; amo vederla scorrere, osservarne i riflessi, le variazioni di forma. E’ il simbolo stesso dell’esistenza, un fluire continuo, un continuo cambiamento: è il Divenire.
E proprio come simbolo d’élan vital, mi piace sia quando è limpida, pura e infonde allegria, sia qualdo è torbida, scura, e suggerisce tristezza.

Mi piace ascoltarla, l’acqua; quando scroscia violenta dal cielo o da una rupe in forma di cascata; quando romba cupa nei fiumi in piena o nella marina in burrasca; quando  sussurra con lo sciacquìo monotono e tranquillo dell’onda calma che si scioglie sulla riva col ritmo d’una ninnananna.

Mi piace odorarla, l’acqua; ciascuna ha un aroma particolare: pungente quello del mare, dolce quello del lago, vitale quello dei torrenti e della pioggia, malinconico quello degli stagni.

Mi piace gustarla, l’acqua; nel sentirla fresca e dolce entrare in me, immagino davvero di tramutarmi in quel “cespite dell’erba inaridita” di manzoniana memoria, che riprende vita al contatto della rugiada.

E infine mi piace toccarla, l’acqua; per me nata sotto il segno del Cancro è elemento naturale.

Sin da bambina è stata un’attrazione fatale: non riuscire a starne lontano, mai, provare ogni volta che ne vedo un poco, foss’anche solo un filo sgorgante da una fontanella al parco, la necessità istintiva di immergerci le mani.

Ancora oggi, quando mi tuffo in lei, mi sembra d’essere accolta in un abbraccio materno.

Mi sento finalmente a casa.

 

© Mitì Vigliero

Oggi è il #WorldWaterDay