Galòp e Segnalazio’

Allora.

Oggi sarò al galòp che più galòp non si può.

Vi lascio con alcune cosine carine per giocare o semplicemente da guardare:

1) Questo si chiama Face in Hole e potete metterci la faccia (il posto lo scegliete voi). Ha funzionato tutto il giorno e ora, ovviamente, è in manutenzione. Al massimo riprovate più tardi eh?

2) Questo è un giochino maledetto da fare solo ed esclusivamente se siete calmi, rilassati e pieni di pazienza. Sennò lasciate perdere. E’ un consiglio d’amica.

3) Qui c’è tutta una serie di irresistibili foto di cuccioli di ogni razza animale.

4) Qui foto buffe di gatti

5) Per le signore e signorine: un meraviglioso sito di gioielli antichi. Anche questo non è male…Sbav!

6) Questa invece è Surripedia , la casa dei lemmi folli e surreali: se leggendoli ve ne venisse in mente qualcuno di vostra invenzione, lasciatelo pure nei commenti. Verrà consegnato poi a chi di dovere.

7) Poi c’è sempre il PlacidoTumblr, con un bel po’ di cosette nuove.

8) Infine, un regalino per voi.

Il Braccialetto: storia e curiosità

 

Nato originariamente come simbolo di potere sia politico che religioso, la sua origine risale all’età del bronzo; un semplice cerchio liscio in legno, fibre vegetali intrecciate con strisce di pelle o in bronzo, sostituito poi dal ferro nell’omonima era.

I Micenei crearono bracciali d’oro a spirale o a nastro, incisi di forme geometriche  dai magici significati; gli Egizi e i Babilonesi indossavano, anche alle caviglie, spessi cerchi decorati con immagini mitologiche, incisi con smalti e incastonati di scarabei in turchese.

I Greci prediligevano invece i modelli detti “a rosario”; su cordoncini o fili d’oro infilavano perle, pietre, coralli.

Gli Etruschi, grandi orafi, mettevano i braccialetti all’omero sinistro; inventarono modelli splendidi, composti di scaglie incernierate l’una all’altra e impreziositi di avorio, ambra, vetro e corallo.

Celebre è il loro cosiddetto bracciale “chimera”, rigido,  aperto e terminante con due teste affrontate: due di leone, o una di leone e l’altra di capra.

I soldati Romani si distinguevano per l’uso di “armillae” al braccio sinistro, alti, lisci e piatti cerchi in oro, simbolo del valore militare.

I patrizi sfoggiavano invece i “destrali”, bracciali più elaborati indossati rigorosamente al polso destro; molto raffinati erano considerati anche i “torques brachiali”, dalla forma di cordone attorcigliato.

Di quell’epoca è anche il bracciale  alla schiava”, a forma stilizzata di rettile arrotolato su se stesso, indossato esclusivamente dalle donne al di sopra del gomito.

Anche gli schiavi veri, poverini, avevano i loro bracciali: di metallo, fissati al polso e alle caviglie, muniti  di un anello al quale, in caso di insubordinazione, venivano legati alla catena…

Nel Medioevo, causa la moda che imponeva abiti a maniche lunghissime e già molto decorate ai polsi con spessi ricami, il braccialetto quasi scomparve.

Tornò in auge nel 1600, epoca di smalti e miniature, ma raggiunse la massima espansione durante il Direttorio (1795-99), grazie ai vestiti d’ispirazione greca che lasciavan le braccia nude; il modello più diffuso fu il “boite à portrait”, un nastro di velluto con al centro cucito un medaglione con cammeo.

Per tutto l’Ottocento e i primissimi Novecento i braccialetti furono i gioielli più usati, e artisticamente più belli; di varie forme e metalli, verso la metà del secolo in Italia persino decorati patriotticamente con piccoli mosaici o miniature raffiguranti le varie città o i ritratti dei Reali.

Nell’Inghilterra Vittoriana spopolavano, quale pegno d’amore, quelli di capelli intrecciati a sottilissimi fili d’oro.

E sempre in quell’epoca e sempre in terra d’Albione nacquero i “charms”; l’uso deriva dall’abitudine materna di donare alla figlia appena “sviluppata” un braccialetto a catena (sottile simbolo della schiavitù menarcale).

Per tutta la vita poi, ad ogni ricorrenza (compleanno, bel voto, onomastico ecc), amici e parenti donavano alla fanciulla dei ciondoli (charms, portafortuna) di varie forme da appendere a quella catena.

Infine furono l’Art Decol’Art Nouveau a creare i bracciali più originali;  modello molto in voga era quello che raffigurava una vipera con una pietra preziosa incastonata sulla testa o al posto degli occhi, simbolo di un genere femminile – appunto – vampiresco, fatale e con impliciti riferimenti sessuali; un ritorno alla “schiava” romana che però, stavolta, era decisamente decisa a rendere schiavo l’uomo.