Vi Racconto Perché Si Dice: Non c’è trippa per gatti

Modo di dire romanesco che in parole più eleganti significa: “Non vi è alcuna speranza che una certa cosa venga concessa”.

Si usa soprattutto per negare qualcosa a qualcuno in modo molto deciso.

Risale ai primi del ’900, quando il sindaco di Roma Ernesto Nathan cancellò, causa l’eccessiva spesa, dal bilancio del Comune l’acquisto mensile di trippa destinata a sfamare i felini che servivano a dar la caccia ai topi che infestavano il Campidoglio.

E così sul libro del Bilancio Comunale qualcuno scrisse pari pari la frase poi passata alla storia: Nun c’è trippa pe’ gatti.

© Mitì Vigliero

Bucolici Appunti&Saluti&Felini

Immersa da tre giorni della Campagna Romana, accolta dal ciclone Lucy, presa tutta l’acqua dell’Urbe sul cranio, tentato di riordinare una casa semi-abbandonata da un anno, svuotato un freezer il cui contenuto è stato messo KO dalla nevicata di febbraio che ha fatto saltar la luce per 48 ore, osservato piangendo (da dietro i vetri delle finestre, visto che il muro d’acqua che cadeva incessante) i danni che la succitata nevicata ha provocato al giardino (disintegrate ginestre, abbattute yucche, stecchiti gelsomini, spaccati rami di pini e olivi), accompagnata perennemente dal concerto uccellesco che non s’interrompe manco sotto i nubifragi, velocissima, prima che la lentissima e irritante bucolica connessione mi abbandoni, vi mando un saluto e un abbraccio.

(Anche i gatti di casa mostran facce annoiatissime per colpa della pioggia)

(Resti di rami spezzati dalla neve e diventati futuri Ceppi Natalizi. Ne avremo almeno per 15 Natali)