Ricordi in bianco e nero: voi ricordate come giocavate da bambini?

Riguardo alcune belle fotografie dell’archivio Gettyimages pubblicate da Repubblica.it anni fa.

Mi risvegliano ricordi in bianco e nero di giochi d’infanzia.

Tanti mi sono estremamente familiari; le tante sederate prese al parco del Valentino   cadendo dai pattini (foto 2), sulle discesine attorno la Fontana delle Stagioni

E poi le bambole coi servizi da tè (foto 10), il Meccano (foto 22), cavalluccio (foto 13), l’hulahop (foto 1), Campana (foto 7) e pallamuro (foto 13), lanciata a ripetizione recitando filastrocche surreali.

Questo invece (foto 25non so che sia… Una specie di Campana?

Di girandole (foto 3)  ne ho ancora una, piantata in un vaso di gardenie sul terrazzo.

Guardando quei giochi, rammentandone tanti altri  non lì presenti e confrontandoli con quelli di oggi, mi accorgo di quanto fossero semplici ed essenziali, un poco rozzi, senza tanti orpelli e meccanismi e colori e forme precise, imperfetti nella struttura…

Ma l’ingrediente che li rendeva speciali , facendoci concentrare su di loro per ore e ore, senza passare freneticamente da uno all’altro causa noia improvvisa, era la nostra Fantasia.

E voi li ricordate i vostri giochi?

© Mitì Vigliero

Cosa sta dicendo?

 


(immagine trovata qui)

Comincio io:

Mitì: Ma poffarbacco! Cosa credono, che le mie giornate siano fatte di 56 ore, eh?

Ester hoshimem Memoli: Ridatemi il mio ciucciottooooooo!! GROOOWLLLLLL!

MaxG: Quante volte ve lo devo dire che il latte mi piace tiepido e non bollente?

Graziella: Mettetemi giùùùùù!

Mimosafiorita: A De Rossi, passa er pallone a Totti.. ma je voi passa’ quer pallone porcaccia la miseriaaaaa, ma che’ dovemo arigala’ nantro goal alla Lazio, mannaggialamiseriaaa…

Maxime: Restituitemi immediatamente il mio badge viola altrimenti potrei avere qualche idea della madonna con un alto tasso di creatività!!!

Cristella: Mamma, sbrigati! E’ un’ora che mi fai stare in posa, con quella maccchina fotografica in mano, e non ti sei ancora accorta che c’ho il pannolino da cambiare?????????? E muoviti!!!!!!!!!!!

ZiaPaperina: E il blog, e friendfeed, e twitter…Ti vuoi staccare da quel computer, Mamma, che io HO FAME?!?

Roger: EHHHH…NOOOOO…ANCORA LA PAPPETTA DI VERDUREEEEE…NOOOOOOBASTAAAAAAAAAAAAAAAA…

Abr: Adriaaaaanaaaaaaa!!!

Tittieco: Ma siete sordi? Vi sto dicendo da un’ora, che il cane mi ha rubato il ciuccio e l’ha nascosto nella sua cuccia!

Eli: OOODIOOO LE MELANZANEEEEE!

Skip:  Se mi tieni così, non mi passa il singhiozzo!

AndreA: “Bastaaaaaaaaaaaaaa!!!! Ora prendo io il comando e poi ve lo do io ALITALIA, LE TASSE, I PROCESSI I LODI E TUTTO IL RESTO !!!! Siete davvero dei bambini viziati!!!!”

Brigida: Toglietemi sto completino rosa che Paris Hilton la odio!

Kat l’expat: Brigida mi ha battuta di un soffio. Ho immediatamente pensato anch’io:” Il golfino rosa, nooooooooooooooooooooo!”

Beppe: Bimba dolce puccipucci A CHI?!?!

Paz83: urla con rabbia: Si…può…fareeeeeeeeee

Noi che siamo la generazione dei ricordi in bianco e nero

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Durante lo splendido lunedì, trascorso ad allenare l’anima mi sono arrivate tante belle, dolcissime mail che mi rimproveravano affettuosamente di non parlare mai di me, della mia famiglia, della mia vita in questo blog.

Veramente io di me non parlo quasi mai anche fuori da qui.

Ma visto il periodo che sto vivendo, dove per forza vengo bombardata da ricordi lontanissimi (concretamente bombardata: oggi da un soppalco m’è caduta sulla testa una scatolona zeppa di vecchie foto)…Insomma, vabbé, farò un’eccezione.
Però ve la siete voluta eh? ;-)

Allora.

Questi due bei giovini sono il mio papà, Filippo, e la mia mamma, Anna (1956)

Il 5 luglio di un anno dopo, sono arrivata io; leggiadra virgulta già incline ai bagordi mondani ( Natale ’57; notare il fiocchetto sulla testa)

Vivevo felice e serena e soprattutto figlia unica fra Torino e Rapallo;  qui sono in giardino a Rapallo, a 1 anno con Mamma, Cherry il barboncino e Zio Dedi, Amedeo, fratello di mamma: 10 anni meno di lei, 10 più di me.
Dei protagonisti di questa foto, sono rimasta solo io…

Poi un bel giorno del 1960, i miei hanno deciso di darmi un fratellino.
Guido.
Bellissimo.
Dolce e tenerissimo.

Siamo molto legati, noi due.
E dato che abbiamo sempre abitato in case molto grandi, allora l’aiutavo ad attraversarle (ora è lui che ricambia, non con le case ma con l’auto in città: mai preso la patente, io…)

E come tutti i bimbi della nostra epoca, potevamo stare alzati la sera solo in occasioni speciali.
Ad esempio la Notte di Natalecome questa del ’64 – autorizzati ad aspettare svegli l’arrivo di Gesù Bambino.

E poi…

E poi domani, anzi, vista l’ora, oggi mi devo svegliare prestissimo causa il trasloco numero 1 (casa là – casa qua; ad esempio, quella poltroncina dell’ultima foto ha già un posto qui che l’aspetta); e lo zzzii zzziii dello scanner mi concilia il sonno.
Continuerò a caricarle le foto, se proprio vorrete…

Ma vi chiedo…Trovate qualcosa di tanto diverso tra queste immagini e quelle vostre, di voi, che appartenete alla mia generazione?
Noi, che abbiamo i ricordi in bianco e nero.
In fondo, non siamo un po’ tutti fratelli?

© Mitì Vigliero