Perché si Dice: Essere un Gigione

teatro

Voce tipica del linguaggio teatrale, indicava all’inizio un artista di poco valore, ma di grande arroganzaspocchia.

Deriva dal nome di un personaggio inventato e interpretato da un comico milanese: Edoardo Francavilla (1846-1915).

Gigione (el Gigiun) era un cantante totalmente privo di talento, ma convinto di essere bravissimo e che  dava la colpa del suo scarso successo ad invidie altrui o a misteriosi complotti di nemici.

Tentava di rimediare alla scarsità di voce e allo scarso talento “gigioneggiando“, ossia usando vari artifizi; smorfie, versi, abbigliamento eccentrico, urla, ammiccamenti, gestualità isterica, pose innaturali.

Provava in ogni modo a farsi notare soprattutto dai potenti del suo ambiente, cercando disperatamente di rendersi simpatico adulando chi gli conveniva e trattando sgarbatamente chi pensava non potesse essergli utile.

Ma soprattutto “sgomitava” come un matto pur di mettersi al centro dell’attenzione, finendo sempre in ogni caso per fare figure assolutamente ridicole.

Oggi il termine Gigione pare essere passato di moda; in compenso i Gigioni d’ambo i sessi imperversano ovunque, non solo a Teatro.

 

© Mitì Vigliero