Appunti di Campagnitudine

bucoliche

Arrivata, accompagnata dalla curiosa sensazione che ogni volta la strada diventi un po’ più lunga e faticosa.

Svegliata alle 6 dal solito concerto d’uccellini festosi dalle armoniose vocine (di sicuro stamani c’erano pure un paio di condor affetti da raucedine fuori dalla finestra) unito al miagolio dell’esercito felino e all’abbaiar della cana bianca conversante coi suoi amici cani di tutta la vallata, che solleciti le rispondevano in coro . 

A questi suoni si sono presto uniti quelli di trapani, seghe, flessibili,  martelli e (presumo) cariche di tritolo;  virile sinfonia dell’Umanità Operosa che ormai da ore si sta dedicando agli infissi di casa.

Il  primo che mi parla di Bucolica Quiete, giuro che gli stacco il naso con una bucolica roncola.