Visite

Ieri sera, mentre con FabioEnrico e Gaia aspettavamo che finisse di cuocere il Coniglio alla Papà Pippo (ricetta che vi darò in questi giorni), hanno suonato alla porta.

Una visita che aspettavamo, visto che avevamo appiccicato sull’uscio il segnale convenuto (le madri genovesi della via dove abito sono in gamba; avvisano prima con grandi cartelli posti negli ingressi dei palazzi, dicendo: Loro verranno. Se li vuoi, metti sulla porta la zucca lasciapassare).

Ed eccoli, i nostri visitatori,   fotografati al volo da Enrico con l’iphone, mentre Fabio diceva: “Sorridete!”

Prima un timido gruppetto:

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Poi il gruppo al completo (anche se si è Esseri dell’Altromondo, è complicato salire le scale abbigliati così e cercando di non imbelinarsi giù dai gradini…;-)

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I Sogni son Desideri nel Cassetto

 

dream-chamber-by-zack-schnepf
(Dream Chamber by Zack Schnepf)

Chi la ricorda, questa?

I sogni son desideri
chiusi in fondo al cuor
nel sonno ci sembran veri,
e tutto ci parla d’amor.
Se credi chissa’ che un giorno,
non giunga la felicita’
non disperare del presente,
ma credi fermamente,
e il sogno realta’ diverra’
.

Nel sonno però non sempre i sogni sono “desideri di felicità”; qualche volta posso essere veri incubi ;-)

Invece io vorrei parlare proprio di quei sogni belli fatti da svegli; quelli che teniamo nel cassetto magari da quando eravamo piccoli; quelli che qualche volta si avverano subito, ma soprattutto quelli che restano lì in attesa di esaudirsi: e quando ci pensiamo, ci scaldano ogni volta il cuore.

Non debbono per forza essere sogni razionali; sognare cose belle e impossibili è in fondo un gioco che facciamo con noi stessi, risvegliando la nostra parte bambina che ringraziando il cielo  non cresce mai.

Voi avete un sogno-desiderio nel cassetto, realizzabile o meno non importa?

Krishel: Ne ho di infiniti come il mare. Ma sono tutti irrealizzabili. Sogno un mondo in cui l’uomo comincia a valere per quello che è e quello che ha da dare al mondo. Sogno la mia anima gemella che esiste, io lo so, ma chissà dove è e cosa fa e se sta perdendo tempo a cercarmi così come lo sto perdendo io. Sogno più certezze e meno dolore per me, per chi amo, per il mondo intero. Sogno di poter chiudere la vita con un sorriso e con la consapevolezza di non aver lasciato nulla di irrisolto e, soprattutto, di aver lasciato un buon ricordo nel cuore delle persone che ho incontrato…

Mimosafiorita: Sogno di NON aver perso le varie occasioni che la vita mi ha generosamente offerto, e che io mi sono fatta sfuggire. Sogno di AVER seguito i consigli che mi hanno dato, e che qualche volta ho ignorato.

Beppe: Da piccolo sognavo di fare il pilota di aerei. Poi quando ho preso per la prima volta l’aereo (avevo 12 anni) per andare in Sicilia, ho scoperto di soffrire tremendamente il mal d’aria. Così ho messo il pilota nel cassetto dei sogni, convinto però che prima o poi inventeranno una pastiglia antinausea veramente efficace.

ZiaPaperina: Io mio sogno desiderio nel cassetto è di andare a vivere in una casa in riva al mare. Prima o poi ci riuscirò, eh?

Il Riso e Latte di Tata

Il Dolce di riso indonapoletano di Enrica mi ha fatto tornare improvvisamente in mente, come una madeleinette proustiana, una meravigliosa minestra di Riso e Latte specialità dell’amatissima Tata, che è stata in famiglia con noi per tutti gli anni dell’infanzia mia e di mio fratello.

Ricordo che Tata a tavola ce ne metteva di fronte due piatti già colmi,  piatti che avevano disegnati sul fondo uno Tom e Gerry e l’altro Titti e Silvestro
Ed era bello ogni volta scommettere su quale dei due disegni ci sarebbe toccato in sorte (io “puntavo” sempre su Silvestro), cosa che avremmo scoperto solo finendo in fretta di mangiare…
Certo che i bambini allora si divertivano con poco, eh? ;-)

La ricetta per 4 persone, accuratamente conservata nel Libro di Mamma, è questa:

Riso, 300 grammi
Latte, 1 litro e mezzo
Acqua, 3/4 di litro
Burro, 20 grammi
Crosta di formaggio parmigiano, 4 pezzi spessi e non piccolissimi (se no si sciolgono e spariscono)
Sale.

Far bollire il latte mescolato all’acqua.
Appena bolle, unire il riso.
Far cuocere a lungo, mescolando spesso facendo attenzione che non si attacchi.
A metà cottura aggiungere le 4 croste di parmigiano.
Se il latte si asciuga troppo, aggiungerne dell’altro.
Quasi a fine cottura aggiungere il burro.  
Alla fine deve assomigliare a un risotto molto liquido.
Assaggiare, aggiustare di sale e servire avendo cura di mettere in ogni fondina un pezzo di parmigiano.

©Mitì Vigliero

E per voi, qual è la ricetta che più vi fa ricordare la vostra infanzia?

Skip: Il riso e latte dolce, descritto da Boh, con zucchero,cannella e cedro che mia nonna preparava alla tribù di nipoti oppure il migliaccio dolce di semolino,specialità di una tata che mi divertivo a guardare quando lo faceva saltare in padella.

Mimosafiorita: Delle semplicissime pizzette fritte con lo zucchero sopra, le faceva sempre mia nonna quando andavamo al paese, non appena vedeva la nostra macchina spuntare,correva in cucina e con un pò di lievito, farina ed acqua tiepida impastava tutto, faceva riposare un pochino, poi con un cucchiaio versava l’impasto nell’olio bollente,venivano sottili e leggermente croccanti, ci spolverava lo zucchero sopra… e che scorpacciate Mitì e che voglia di pizzette fritte mi è venuta.

Tittieco: Esattamente la stessa ricetta del riso e latte che ti preparava la tua Tata, a me lo faceva “uguale-uguale” la mia Nonna Maria!

Roger: il sapore che mi ricordo in modo più vivo del periodo appena successivo alla prima infanzia è…PANE OLIO E POMODORO. Se chiudo gli occhi ancor oggi mi sembra di sentirne il profumo e il sapore e quello che più mi dispiace è che oggi il gusto e il profumo di tre cose così semplici non riesca a ritrovarlo. Esistono ancora, ma purtroppo non sono i soliti, sono diversi …Nostalgia o vecchiaia?

Regi: Una cosa che odiavo, il risotto con la carne macinata, Però penso che niente mi farebbe tornare indietro con tanta immediatezza.

MaxG: il cibo che più ricordo di quegli anni erano la pastina con le letterine, credo di aver imparato a scrivere e leggere con quella…;)

Latifah:  Il riso in brodo con l’uovo! Per me è una vera e propria coccola… tanto che me lo sono fatto preparare da mia madre anche nei primi tempi della maternità, quando ero a casa dal lavoro per curare il pupo e la nonna veniva a trovarci. Ah, bei tempi!

Pimpirulin: La frittura di brischiji (le schie, piccoli gamberetti grigi tipici della laguna di Venezia). Avevo meno di 5 anni, mio papà andò a pesca con degli amici e ritornò con dei sacchi enormi pieni di gamberetti. Per giorni e giorni in paese si sentì solo odore di frittura. Indimenticabile!

Fatacarabina: Mia nonna me lo faceva proprio così e ci metteva anche un pizzico di cannella, per un effetto piccantino :) grazie che mi hai fatto ricordare…

Peppermind: Il  risotto con la salCiccia della nonna. Rigorosamente milanès, che il nonno, se non era fatto secondo i crismi esatti (ricordo che ci voleva, oltre allo zafferano, anche un po’ di sugo di pomodoro, ma poco, e carote) non lo mangiava e faceva sentire in colpa mia nonna. Io me lo sgrufolavo in sette secondi esatti, in qualsiasi modo fosse cucinato,  ovviamente.

Giarina: ho sempre mangiato poco, mitì. però il sapore dell’infanzia è tutto nell’odor di latte bollito della colazione mattutina subito prima d’andare a scuola. e il sapore è quello orrendo della panna che s’appiccicava al pane.

Simona: La panzanella.

Cat: la “minestrina” con la stracciatella d’uovo e la minestrina riso-sedano-patate.
come mai mi vengono in mente solo minestrine e nessuna roba dolce??? devo preoccuparmi?

Marina: Il ricordo in senso positivo è pane, burro e zucchero per merenda, in negativo il piatto di crema di riso (effetto colla liquida) con un filo di olio e una spolverata di parmigiano che mia madre, pessima e frettolosa cuoca, ci propinava anche troppo spesso.

Rosy: Mia mamma faceva una specie di polenta con i fichi che poi, una volta fredda e tagliata a fette, veniva fritta in olio o burro, non ricordo bene. Ogni anno, alla stagione dei fichi, mi viene nostalgia di questo dolce che del resto non me lo potrei più permettere visto le calorie…