Placidicompleanni: 5/7/57 = 57

57

In numeri romani è LVII.
Solenne quinquaginta septem.
Molto cool fifty-seven.
Très charmant cinquante-sept.
Musicale cincuenta y siete.
Assai autorevole (ma impronunciabile, secondo me) siebenundfünfzig.

E poi ha un che di cabalistico, non trovate?

Giorno, mese, data di nascita, anni compiuti oggi; numeri tutti uguali.

Forse provare a giocarli al Lotto non sarebbe una cattiva idea.

5 – 7 – 57.

Suggerirei Ruota di Torino-città natale, Genova-città di residenza e Margarita-nido rifugio (se ci fosse una ruota, per lo meno a Cuneo). Ma poi fate come volete.

Se vincerete, mi offrirete da bere.

Per ora brindo io a voi, Amici cari, che ormai da tanti anni festeggiate su questo blog o su Twitter, Friendfeed e Tumblr insieme a me il Placidocompleanno.

Vi voglio sempre più bene!

Mitì

Placida Meteoropatia: di Pioggia e di Spleen

pioggia

Ogni goccia che cade oggi accompagna in un ritmo battente i miei pensieri.
Una ridda di riflessioni, idee, ricordi, collegati uno all’altro per attinenze che solo io conosco.
Ogni goccia che cade scandisce il passare del tempo: nessun attimo è uguale all’altro.

Pensare alle mille e mille parole che quotidianamente, come tutti, ascolto e leggo; e sentirmi spesso sempre più distante da un modus vivendi che mi appartiene sempre meno.

Rendermi conto di quanto sia vero che la gentilezza, la buona educazione e il buon senso siano ormai termini considerati desueti e pure un po’ ridicoli.
Vedere quanto siano sicure certe persone, così piene di certezze, di convinzioni assolute, di chiavi della Felicità e della Verità.
Notare quanto tutto questo, troppo spesso, sia accompagnato da una dose colossale di superficiale egoismo incosciente; di quanto tutto oggi paia fermarsi all’arroganza dell’apparenza e dell’urlo lanciato più forte; di quanto sia imperante il Vuoto, pur cosparso di lustrini; di quanto l’ignoranza della storia dell’umanità passata impedisca di vedere al di là del proprio naso riflesso nello specchio.

In certi momenti mi sento una marziana che osserva da un piccolo pianeta, con stupore misto a invidia e paura, esistenze altrui.
Mi vergogno anche un poco delle mie certe mancanze di certezze, e delle mie sicure insicurezze date da esperienza di vita.
Così arruffo le penne e mi vien voglia di accoccolarmi ancor più nascosta nel mio nido lontano.

In ogni goccia di pioggia che cade e scompare, oggi rivivo brandelli di vita.
Ed è una malinconia dolce-amara quella di oggi, di cui mi scuso con chi mi vede sempre col placido sorriso; un piovoso spleen nato probabilmente da stanchezza, che di certo svanirà appena tornerà il sole.

© Mitì Vigliero