Canzoni dedicate alle Città: quali conoscete?

E’ da stamane che canticchio


Bello dedicare versi e musiche alle Città: come fossero persone anche loro, amate o detestate…
A voi quali vengono in mente?
(QUI le risposte su FriendFeed)



Placidi Auguri 2011


Per noi che seguiamo il Calendario Gregoriano arriva il 2011, ma se lo calcoliamo dall’ Ab Urbe condita sarà il 2764.

Per il Calendario Armeno sarà il 1459—1460, per il Calendario Berbero arriva il 2961; invece il Calendario Bizantino segna il 7519—7520.

Il Calendario Buddhista stanotte aspetta il 2555, il Calendario Cinese il 4707—4708, il Calendario Copto il 1727—1728 e il Calendario Ebraico il 5770 — 5771.

In compenso il Calendario Etiopico festeggerà il 2003—2004, il Calendario Induista il 2066 — 2067 (Vikram Samvat), il 1933—1934 (Shaka Samvat) e il 5112 — 5113 (Kali Yuga).

Infine il Calendario Islamico attende il 1432—1433 e il Calendario Persiano il 1389—1390.

Insomma, visto che l’Umanità da millenni non riesce nemmeno a mettersi d’accordo su che anno sia quello che fra poche ore arriverà, come Placido Augurio per tutti voi non riesco a pensare a nulla migliore di

Buon Anno, Tesorimiei!


Volta la Carta e il Gioco dell’Oca. E voi, quali filastrocche o “conte” infantili conoscete?



(Lele Luzzati)

La donnina che semina il grano
volta la carta e si vede il villano.

Il villano che zappa la terra
volta la carta e si vede la guerra.

La guerra con tanti soldati
volta la carta e si vede i malati.

I malati con tanto dolore
volta la carta e si vede il dottore.

Il dottore che fa la ricetta
volta la carta e si vede Concetta.

La Concetta che fa i brigidini
volta la carta e ci sono i bambini.

I bambini che van per i campi
volta la carta e si vedono i lampi.

I lampi che fanno spavento
volta la carta e si vede il convento.

Il convento con frati in preghiera
volta la carta e si vede la fiera.

La fiera con burle e con lazzi
volta la carta e si vedono i pazzi.

I pazzi che cantano a letto
volta la carta e si vede lo spettro.

Uno spettro che appare e va via
volta la carta e si vede Lucia.

Lucia che fa un vestitino
volta la carta e si vede Arlecchino.

Arlecchino che fa gli sgambetti
volta la carta e ci sono i galletti.

I galletti che cantano forte
volta la carta e si vede la Morte.

La Morte che falcia la gente
volta la carta e non si vede più niente.

Questa è una delle tante versioni  di una delle più celebri filastrocche, che venne musicata anche da De Andrè (che ne variò il testo), e che forse però pochi sanno essere ispirata alle tavole del Gioco dell’Oca.

I primi esemplari del gioco, in stampe, li troviamo nel 1600; ma probabilmente esisteva anche prima.

Gli Enciclopedisti francesi nel 1792 pubblicarono lo schema tipico: 63 caselle nella caratteristica successione a spirale ellittica, che riportano disegnate oche in modo sparso e poi numeri fissi caratterizzati da figure fisse (6 il ponte, 19 l’ospedale, 26 e 53 i dadi , 58 la Morte ecc.)

Quei numeri e quelle immagini non sono affatto posti a caso; le oche sono messe tutte sul 9 e i suoi multipli (18, 27, 36 ecc).
E il 9 è considerato il numero della perfezione.

Tutto il gioco è diviso in 7 sezioni, e il 7 nella numerologia antica è il numero del “periodo vitale”: 7 i giorni della Creazione, 7 le Fasi Lunari, 7 le epoche della vita .
Infatti Dante stabilisce la metà del cammin di nostra vita (esistenza attiva) a 35 anni (multiplo di 7).

E le 63 (9×7) caselle del gioco dell’oca simboleggiano il “gran climaterio”, nel Seicento (tempi in cui la vita umana era più breve) considerato la fine del ciclo fisiologico della vita umana e il conseguente arrivo alla vecchiaia.

E propro con la vecchiaia finisce il gioco , col verso finale “La Morte che falcia la gente/volta la carta e non si vede più niente”.

©Mitì Vigliero

E voi quali filastrocche (o “conte”) conoscete?

(QUI i commenti su FriendFeed, che ha deciso di far sciopero e non traslocarli)