A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

Placida vita nuova

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Finisco l’anno con una placida vita completamente nuova, caratterizzata da galòp se possibile ancor più frenetico, e che comprende anche due nuove case; una è questa.
Ovviamente, come in ogni nuova casa che si rispetti, devo ancora ambientarmi; dopo aver più o meno sistemato la soffitta, devo ora capire come funziona qui la caldaia, scoprire dove sono i vari contatori di luce, acqua e gas, evitare di spaventarmi per tutti quei nuovi rumori e luci e suoni che ogni casa possiede ed emana.
In attesa dei decoratori che daranno l’impronta definitiva tinteggiando pareti ed appendendo quadri e link, cerco di far funzionare la nuova serratura; quindi non preoccupatevi se lasciando un commento non lo vedrete comparire subito. Le serrature nuove hanno bisogno d’essere usate per un po’, prima di funzionare perfettamente.
Per il resto, sappiate che qui – a parte l’indirizzo – non è cambiato assolutamente nulla.
Questa placidacasa è sempre quella che volli quasi 3  anni fa scrivendo le parole che riporto da là a qui
: e non ne cambio una virgola.
La vita è come un gioco…
…governato dalla luce, e la luce stessa è vita.
Provo a giocare anch’io, anche se gioco in casa; qui ho già molti amici, molto calore, molto -direi- amore.
Sappiate che questo salottino sarà sempre uno spazio tranquillo per riflettere, imparare, scambiare idee, cultura, saperi, ricordi, tirare il fiato, sfogarsi, rilassarsi, sorridere in piena tranquillità.
Un mazzo di fiori sempre freschi sulla tavola, morbide poltrone foderate di stoffa allegra anche se un po’ lisa, divani, tappeti, pouf, un grande camino da accendere quando è il caso, una cucina una ghiacciaia e una dispensa piene di cose buone da bere e da mangiare: gli amici qui sono sempre i benvenuti, ogni giorno è buono per fare una piccola festa.
Serenità, ecco.
Vorrei, voglio donarvi, e ricevere, serenità.
Il resto sarà anche sempre tutto un gioco più o meno allegro e onesto, fatto però al di fuori di questa porta: ma qui dentro non entreranno mai né isterici strilli, né gratuita volgarità, né acida cattiveria, né stupida superbia, né ambiziosi sgomitamenti, né beceri esibizionismi, né invidie e gelosie, né melliflua malafede, né ferocia da branco, né sterili polemiche.
Lo prometto.
Che la notte vi sia lieve e dolcissimi i sogni.

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Ben ritrovati, Tesorimiei. Mi siete mancati da morire.
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