Per la Serie “Tipi e Tipetti”: Giambattista e il Regalo di Nozze

L’avarissimo Giambattista, dovendo fare un regalo “importante” a un nipote che si sposava, si recò da un amico antiquario.

Ogni oggetto però gli sembrava troppo caro e stava quasi per andarsene quando vide in un angolo, buttato in un cesto, uno splendido vaso di cristallo rotto in sette pezzi.

–  “Quanto costa quel vaso?”, chiese all’antiquario.
–  “Quanto vuoi che costi? Niente, te lo regalo, è rotto in maniera irreparabile…Ma cosa diavolo te ne fai?”
–  “Ho avuto un’idea geniale: stasera andrò a casa di mio nipote per portargli il regalo. Appena entrato, farò finta di inciampare e lancerò il pacchetto a terra, poi griderò disperato:- “Oddìo l’ho rotto! Era un oggetto unico, preziosissimo che non potrò mai più permettermi di acquistare…e l’ho rotto!”. Mio nipote aprirà il pacco, troverà i cocci, magari mi darà del vecchio scemo ma io avrò fatto una splendida figura senza spendere un euro. Dì alla commessa che me ne faccia una confezione molto elegante, grazie.”

E così accadde che Gianbattista arrivò in casa del nipote, inciampò, fece cadere il pacco, si lamentò come Geremia…e poi fuggì a gambe levate perché il nipote, aprendo il pacchetto, vi trovò i sette cocci di vaso accuratamente imballati e fasciati uno per uno, separatamente.

© Mitì Vigliero

Le Ricette di Casa Placida: Bollito Riciclato al Patè d’Olive Verdi

Dopo aver fatto un quantitativo di brodo di carne che bastava per un reggimento (in questi giorni vado a brodo: passatelli, tortellini, minestrina…)  mi sono ritrovata però con un bel pezzo di manzo bollito che non finiva mai.

Ma dato che siamo in periodo di crisi e ho dichiarato una personale lotta agli sprechi anche culinari, mi sono inventata una ricetta che si è rivelata un successone; e stavolta nel libro c’è un foglietto mio.

Ingredienti

Carne lessa avanzata
Due sacchetti di olive verdi snocciolate
Olio di oliva
Un’arancia grande o due piccole
Senape
Brodo (anche di dado, se non ne avete più di carne)

Togliere il più possibile di grasso dalla carne e tagliarla a fette e tocchetti (facile che si sbricioli, va bene lo stesso).
Frullare le olive ben sgocciolate dalla salamoia insieme all’olio d’oliva; deve risultare una cremina densa.
In una padella larga, sistemare le fette di carne, coprirle col patè d’olive.
Appena inizia a sfrigolare, aggiungere una o due mestolate di brodo (a seconda del quantitativo di carne) e un cucchiaino di senape. Mescolare bene.
Quando il brodo sta per consumarsi, aggiungere il succo dell’arancia.
Far cuocere ancora cinque minuti a fuoco alto, assaggiare, aggiustare di sale e servire a tavola ben caldo.

© Mitì Vigliero