L’Italia dalle Strane Porte: Suonatrici, Barometriche, Diaboliche, Inquietanti, Oscene e Animaliste

(Foto © Luca Cerini)

Roma, nel Battistero di San Giovanni in Laterano, c’è una porta che suona; proviene, si dice, dalle Terme di Caracalla.
Aprendone lentamente i battenti, facendoli girare pian piano sui cardini, s’innalzano note diverse che persistono nell’aria come un soave accordo d’organo.

Il suono è prodotto dall’attrito sui perni del grande peso dei battenti, 750 kg l’uno, e dalla particolare composizione del metallo in cui sono forgiati: bronzo e argento.

Un tempo ascoltarla, mossa faticosamente dai custodi, era la gioia di tutte le scolaresche lì in gita; ora pare non sia più possibile per motivi di stabilità. Dicono.

In Lombardia invece, subito fuori Bergamo e sulla strada che porta a Seriate, c’è una diabolica porta che annuncia i temporali.

Si tratta in realtà di un arco di marmo con funzioni da portale, che un tempo faceva parte di una villa chiamata Celadina; la leggenda del Portone del Diavolo è ben raccontata qui ; e il terribile odore di zolfo  pare si senta fortissimo anche oggi, ogni volta che sta per arrivare un temporale.

Un barometro perfetto.

Un altro Portone del Diavolo è nel centro di Torino, nel Palazzo Trucchi di Levaldigi oggi sede della Banca Nazionale del Lavoro.

Tutto il palazzo in realtà ebbe anticamente una fama sinistra, tanto da meritarsi l’appellativo completo di Palazzo del Diavolo.

Il conte Giambattista Trucchi di Levaldigi lo costruì nel 1673 su un terreno consacrato appartenente agli Agostiniani e lì dentro accadero cose da babàu come il misterioso assassinio di una ballerina, tale Emma Cochet,  in una festa del Carnevale 1790 durata tre giorni ininterrotti o, nel 1817, la sparizione del Maggiore Melchiorre du Perril, entrato un attimo nel palazzo portando dei documenti segretissimi e mai più uscitone.

dettagli di tutte e due le storie sono raccontate da Alberto Fenoglio , qui.

Ma quello che più sconvolse la popolazione sabauda fu, nel 1675, la messa in opera in una sola notte del grandioso portone intagliato al centro del quale, come battente, spicca e luccica la spaventosa  faccia di Satana con corna e gran bocca spalancata contenente due serpenti.

Porte inquietanti sono pure quelle delle case di Borzonasca (Ge), in particolare nella zona vicino all’abbazia di Borzone.
Negli stipiti sono incastrate antichissime teste di pietra, messe lì come probabile retaggio del cordiale uso celtico di mozzare i crani ai nemici e appenderli come trofei, o un omaggio ai Lari familiari, o mera scaramanzia.

La porta dal nome più malizioso è invece la milanese Porta Tosa (oggi Porta Vittoria).

Su di essa vi era una scultura detta “La Tonsa” la quale raffigura una donna che, sollevando la veste davanti, si “tosava” le pudende con un paio di forbici.

Rimase al suo posto sino al ‘500, quando fu tolta per volere di San Carlo Borromeo e, dopo varie peregrinazioni, fatta approdare nel Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco.

Infine, assai curiosa e molto animalista è la storia della Madonna della Gattaiola, bella tavola dipinta del XV secolo e conservata nella chiesa di San Giorgio a Montemerano (Gr).

Prima o dopo esser stata dipinta, la cosa non è chiarissima, fu usata come semplice uscio di un’abitazione, come dimostra lo spazio per i cardini e  una porticina rotonda  in basso dalla quale l’amato gatto di casa poteva entrare e uscire a suo piacimento.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.
  • 22 November 2011 at 10:14cassandra
    è sempre piacevolmente riposante e nel contempo stimolante leggere i tuoi post
  • 22 November 2011 at 10:30Mitì Vigliero
    potrei propormi come farmaco da banco in farmacia: Placido Antistress ;-**
  • 22 November 2011 at 11:09Librando
    Voglio andare ad annusare quella vicino a Bergamo.
  • 22 November 2011 at 11:10Librando
    (E sì. Per fortuna che ci sei)
  • 22 November 2011 at 11:23Mitì Vigliero
    Librando, però devi aspettare un giorno di temporale (:-)*)
  • 22 November 2011 at 12:26Stefano
    "Montemaggio e le sue sette porte. Vicino a Monteriggioni accanto ad un paesino chiamato Abbadia Isola vi sorge un bellissimo monte, anche famosissimo per le sue storie nel periodo di guerra, chiamato Montemaggio, un monte particolare, carico di oscure quanto antiche leggende. Una strana e misteriosa setta vi nacque dall'inizio del secolo fino alla seconda guerra mondiale: " Si racconta di un Grand'Uomo che esercitava un potere occulto che gli permetteva di tenere in pugno la popolazione, formando una setta che poteva raggiungere la verità. Arduo fu ed è ricostruire tutta la vicenda, si dice che un sacerdote avrebbe cercato di capire il motivo della setta per impedire al Grand'Uomo di esercitare il suo potere maligno. Il sacerdote trascrisse tutta la sua scoperta in un diario che oggi è andato perso, il poveretto finì con l'impazzire in un modo misterioso per quello che aveva scoperto. Quello che a noi è giunto è il lontano ricordo di un altro parroco che lesse il misterioso diario, purtroppo senza grandi elementi...
  • 22 November 2011 at 12:37Heart Attack
    mi permetto di segnalare la mia piccola collezione: http://giacomocariello.com/2011/08/doorbells-and-knocks/
  • 22 November 2011 at 13:05Stefano
    le porte del cibo......diversi anni fa durante un viaggio in Spagna sono stato a cena in un ristorante che si chiamava Le Sette Porte..... http://www.7portes.com/catala/index2.php .... può darsi che il "Grand'Uomo" della storia che ho postato sopra,si sia trasferito a Barcellona a fare il ristoratore...???????
  • 22 November 2011 at 14:24Mitì Vigliero
    Heart, ma che belle! dove sono? :-*
  • 22 November 2011 at 14:25Mitì Vigliero
    Stefano, ristoratore con cappuccio ;-)*
  • 23 November 2011 at 05:43MrPotts
    (molto bello.)


2 Replies to “L’Italia dalle Strane Porte: Suonatrici, Barometriche, Diaboliche, Inquietanti, Oscene e Animaliste”

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