Le Ricette di Casa Placida: ‘A Mescciûa

Antico piatto d’origine spezzina,  mescciûa significa “mescolanza”.

Esistono ben tre versioni sulla sua origine:

1) Origini di “quando si era poveri” : quando la massaia doveva preparare per la numerosa famiglia pranzi sostanziosi usando il poco che aveva in dispensa; se non aveva abbastanza fagioli, abbastanza farro, abbastanza ceci per cucinare piatti di fagioli, farro e ceci che sfamassero più bocche, li metteva tutti insieme in un’unica pentola tanto era tutto buono.

2) Origini “ladronesche” sempre dettate dalla povertà; bambini e vecchietti di casa raccoglievano sulle calate dei porti i legumi secchi sfuggiti ai sacchi caricati sui mercantili, mettendoli tutti insieme.

3) Origini “antispreco”: i marinai sulle barche che trasportavano sacchi di legumi, una volta scaricatili a terra spazzavano accuratamente le assi dei pavimenti delle stive raccattando tutti i legumi caduti, e poi buttavano tutto in pentola.

Scegliete un po’ voi l’origine che vi piace di più.

Di certo la mescciûa è un piatto antico, ma non antecedente al XVII secolo, come dimostra la presenza dei fagioli in ogni ricetta solo dal 1800 in poi.
Il che però non impedisce di pensare che esistesse anche prima della “scoperta” di quei legumi, chi lo sa…

Lasciamo però che siano gli storici a spaccarsi la testa con questi astratti problemi e dedichiamoci invece all’assai più gratificante  pratica.

Io la mescciûa per 6 persone la faccio così:

200 gr di ceci
200 gr di fagioli cannellini
200 gr. di farro
origano
(placida variante)
sale
olio
pepe

Ammollo per 24 ore e in pentole separate i legumi.

Poi li cuocio, sempre separati, unendo (quando mi ricordo) in ciascuna pentola un pizzico di bicarbonato per renderli morbidi e con tempi di cottura ovviamente diversi: 3 ore e mezza circa i ceci (grandi, quelli piccoli impiegano meno tempo a cuocere, se poi usate quelli in scatola fate ancora prima), 1 ora i cannellini, 3 il farro.

Scolo grossolanamente ceci e farro, e li schiaffo nella pentola dei fagioli: il liquido complessivo dovrà risultare circa 1 litro e mezzo.

Salo, mescolo, cuocio ancora 15 minuti e servo in scodelle; in questa stagione la trovo meravigliosa gustata tiepida, inondata d’olio crudo, origano e pepe nero.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

3 Replies to “Le Ricette di Casa Placida: ‘A Mescciûa”

  1. nella zona est di spezia molti ci mettono anche la cipolla e il sedano in cottura, seppure in quantità molto moderata, per addolcire il gusto dei legumi

    almeno a spezia, l’origano proprio non ci va, ma si sa che oltre il bracco è tutta un’altra liguria

  2. Sempre in caa della solita nonna, la mescciùa era la minestra di verdure, lasciate a tocchi e senza pasta ma sempre e comunque col pesto. Se poi i tocchi non piacevano, si schiacciavano sopra la “cassarea” in modo da renderla poltiglia ma non crema. Mi conferma il qui presente il Sig Guelfo, di Pieve Ligure, che anche a casa sua non è una zuppa di legumi ma di verdure miste in cui possono entrare anche i fagioli.

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