Il Gufo e la Gardenia

La cosa che odio di più dell’insonnia è la tremenda sensazione di perdita di tempo.

Stesa a letto con le palpebre spalancate a mo’ di gufo, sento fisicamente passare i minuti; e li sento passare tutti su di me, pesanti come una carica d’elefanti.

Leggere non se ne parla; gli occhi sono affaticati dalle tante ore diurne passate davanti al monitor, o chini su fogli e libri.

Pensare mi fa fatica, e in certi casi paura; di notte s’ingigantiscono le cose, si deformano sproporzionate in un cervello annebbiato da stanchezza e rabbia, quella rabbia inutile che prova chi non riesce a dormire.

Allora l’unica è alzarmi, e vagolare per casa alla ricerca di qualcosa da fare per passare il tempo.

A volte cucino; sughi, ragù, brasati che racchiudo poi amorevolmente in appositi contenitori dentro al freezer, dimenticandoli lì per l’eternità.

Altre mi do’ al giardinaggio.

Silenziosa, sul mio lungo balcone, dopo essermi inondata di citronella antizanzare inizio a innaffiare e pulire i gerani dai fiori secchi e dalle foglie ingiallite; lo stesso per le rose e poi le azalee, i ciclamini, le viole, il limone e le erbe aromatiche, che di notte profumano ancora di più.

E infine la gardenia: sembra una nuvola di fiori bianchi.

Stanotte alle quattro ne ho colti due e li ho messi in un bicchiere.
Lo studio dove scrivo e passo la maggioranza della mia vita è grande, molto.
Ma il profumo di quei piccoli fiori l’ha invaso completamente.

Un profumo morbido, spesso, vivo.
Un profumo che m’ha portato alla mente tanti ricordi lontani.

Un profumo persistente, vibrante, talmente concreto che a un tratto ho avuto la netta impressione che si fosse tramutato in un nastro di seta che mi cingeva le tempie, tentando di coprirmi quelle palpebre sempre spalancate a mo’ di gufo.

E se gufo sono ancora, per lo meno mi sento un gufo stanco, ma sereno.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

8 Replies to “Il Gufo e la Gardenia”

  1. Esiste nel mondo una specie di setta della quale fanno parte uomini e donne di tutte le estrazioni sociali, di tutte le età, razze e religioni: è la setta degli insonni, io ne faccio parte da dieci anni. Gli uomini non aderenti alla setta a volte dicono a quelli che ne fanno parte: ‘se non riesci a dormire puoi sempre leggere, guardare la tv, studiare o fare qualsiasi altra cosa’. Questo genere di frasi irrita profondamente i componenti della setta degli insonni. Il motivo è molto semplice; chi soffre d’insonnia ha un’unica ossessione: addormentarsi. (Titta Di Girolamo)dal film “Le conseguenze dell’amore”

  2. Se l’insonnia ti fa scrivere un pezzo come questo! Che dire: è talmente bello, tenero, poetico…nn ho parole e nn so perchè mi ha commosso! E poi la gardenia è uno dei miei fiori preferiti.

  3. I profumi notturni, così inebrianti, sensuali, avvolgenti. Sembra che il silenzio e la solitudine della notte li amplifichino.
    Le piante attendono la notte per regalare il loro profumo. Ricordo il gelsomino, così fragile e delicato da non passare l’inverno, nelle notti di quell’unica estate che passò con noi mi abbracciava col suo profumo.
    E adesso il pitosforo, dolce e fresco al tempo stesso: mi fermo al buio in giardino per catturarne la scia odorosa.
    E il caprifoglio, in agguato dietro un muro di cinta, o il geranio odoroso che continua a sorprendermi quando distrattamente ne sfioro le foglie.
    E tre gardenie , come te messe in un bicchiere, tre fiori regalati da un amica che hanno riempito di profumo le stanze per giorni, nessun profumo creato dall’uomo è capace di fare altrettanto.
    Con il tuo bel post mi hai risvegliato ricordi odorosi, grazie mia cara!

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