Perché si dice: Passare la Notte in Bianco


(Cavaliere Bianco ©Marco Furri)

Oggi definiamo notte in bianco quella trascorsa senza chiudere occhio, spesso senza andare neppure a letto.

L’origine è medioevale, e si riferisce all’epoca del Feudalesimo quando l’aspirante Cavaliere, la notte prima dell’investitura, doveva sottoporsi – in una cappella o in un altro luogo sacro – alla cosiddetta Veglia d’armi : una notte passata completamente insonne vicino alle sue armi e alla cavalcatura che, l’indomani, insieme a lui  sarebbero state benedette e “investite” del gravoso incarico.

E quella notte il futuro Cavaliere la passava in preghiera e meditazione, tutto vestito rigorosamente di bianco come un novizio, in segno di purezza d’intenti e d’animo.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

10 Replies to “Perché si dice: Passare la Notte in Bianco”

  1. Grazie Mitì, i tuoi racconti su usi, costumi e modi di dire, sono sempre una boccata fresca di garbo e cultura, in mezzo ai miasmi della spazzatura che siamo costretti a respirare in questo periodo, o meglio, di questi tempi!

  2. ecco questa usanza diei che…ce l’ho nel sangue…anzi nei cromosomi precisamente!!sigh!!
    un abbraccio Mitì:))

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