Menù di Natale: qual è il piatto regionale tradizionale che non deve mai mancare sulla vostra tavola a Natale, e qual è il suo nome in dialetto?

In Liguria il pranzo di Natale (e del 26, giorno di Santo Stefano, in cui si mangiano ravioli) è sempre stato più importante del cenone della Vigilia, solitamente  magro e assai frugale.
Piatti tipici e tradizionali del 25 dicembre sono:
Natalin in to broddo- Bibinna a rosto co e patatte- Cappon buggie – Friti in ta negia – Scrozonaea e Radicce boggie o frite – Berodo- Stracchin – Panduçe – Candii – Confittue de Natale – Ciccolatin – Torron
ossia
Maccheroni in brodo di “3 canti” (pollo, cappone, manzo) – Tacchina arrosto- Cappone lesso – Fritti nell’ostia -Scorzonera e radici fritte o in insalata – Sanguinaccio – Latte dolce fritto-  Stracchino.  Pandolce – Canditi – Frutta secca e fresca e candita – Fondant e gocce colorate – Cioccolatini – Torrone.
Oggi, ovviamente, ciascuno cucina quel che vuole, badando meno all’usanza storica.
E voi mi dite nei commenti (specificando il luogo geografico), qual è il cibo  regionale tradizionale e antico che non deve mai mancare sulla vostra tavola di Natale e qual è il suo nome in dialetto?

©Mitì Vigliero


A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.
  • 15 December 2010 at 09:28ArMyZ e S.elene
    io non rispondo, troppo facile. S:
  • 15 December 2010 at 09:32Mitì Vigliero
    Selene, ok. resterò nell'ignoranza ;-)
  • 15 December 2010 at 09:32ArMyZ e S.elene
    tortellini in brodo di cappone! S.
  • 15 December 2010 at 09:32Fatacarabina™
    musetto ( che petta)
  • 15 December 2010 at 09:35Mitì Vigliero
    (di fianco mi scrivete la regione/città? grazie! :-**)
  • 15 December 2010 at 09:38simple
    In Friuli brovada e muset con polenta e direi che rimane sempre un posticino anche per la Gubana
  • 15 December 2010 at 09:38ArMyZ e S.elene
    tortellini in brodo di cappone (turtlén in brod, Bologna) S.
  • 15 December 2010 at 09:41Dario Pecorella
    peperoni in bagna cauda (non si scrive così ma non c'ho testa di scriverlo meglio) [puvrun in bagna cauda] - piemonte
  • 15 December 2010 at 09:45Dodicidodici
    Timballo di scrippelle! AKA "lu timball a la teramàn" :) ho già l'acquolina...
  • 15 December 2010 at 09:45la strega
    dario, ma la bagna cauda è per la vigilia! :)
  • 15 December 2010 at 09:46Gaspar Torriero
    il barsch di magro della Notte di Natale: brodo rosso di barbabietole crude e porcini, sporcato di panna acida e accompagnato da vol-au-vent ai funghi (porcini).
  • 15 December 2010 at 09:55Omar Degoli
    turtlèn, o cappelletti, a seconda che lo dica mia nonna o mio padre (modena)
  • 15 December 2010 at 09:57ArMyZ e S.elene
    turtlén :P S.
  • 15 December 2010 at 10:01Mitì Vigliero
    lastrega, in alcune regioni (di solito centro-sud) è "più importante" il Cenone della vigilia. In altre il cenone è strettamente di magro e leggero, ed è più importante il pranzo del 25. Peperoni in bagna cauda mi sembra un classico di magro della Vigilia.
  • 15 December 2010 at 10:05Dario Pecorella
    a casa mia normalmente la vigilia è a base di bagna cauda, che solitamente avanza e viene utilizzata il giorno dopo sui peperoni arrostiti che vanno a comporre un antipasto del pranzo.
  • 15 December 2010 at 10:08ianf3anc
    a Piacenza, anolini in brodo di carne (anvei in dialetto). Sono ravioli al ripieno di carne (stracotto+pane grattato+grana padano+noce moscata). Singola sfoglia ripiegata e tagliata a mano con apposito stampino
  • 15 December 2010 at 10:09dud (modifica | elimina)
    tortellini in brodo, bollito misto (sette tagli: cotechino, zampone, coda, guancia, pancia, lingua e testina di vitello). contorni: lenticchie e pure. aceto balsamico tradizionale di modena, salsa verde, mostarda di carpi. (modena, of course)
  • 15 December 2010 at 10:11Nervo
    Da noi è d'obbligo il brasato al barolo (non so il nome in dialetto) - Piemonte (Torino)
  • 15 December 2010 at 10:12Librando
    Dalla nonna anconitana: il 24 sera menù rigorosamente privo di carne. Piatto tipico lo stoccafisso con patate (non so dirtelo in dialetto, perdonami). Il 25 cappelletti in brodo, con brodo di cappone o di gallina. Come secondo la carne dei pennuti bolliti per il brodo e del fritto misto di carne.
  • 15 December 2010 at 10:16reloj
    A me pare che in sardegna non ci sia un piatto specifico, anche se il porcetto non manca mai. Ma per quello ogni occasione è buona :)
  • 15 December 2010 at 10:16Mitì Vigliero
    yummi, è un bel modo per ribadire l'Unità d'Italia ;-*
  • 15 December 2010 at 10:19Raflesia
    Tortellini in brodo di cappone :D
  • 15 December 2010 at 10:19ArMyZ e S.elene
    copiona, copiona! S.
  • 15 December 2010 at 10:24Mitì Vigliero
    Selene, è che siete tanti della stessa zona!:-)
  • 15 December 2010 at 10:25ArMyZ e S.elene
    :) S.
  • 15 December 2010 at 10:25Santippe
    quest'anno Natale non arriva nemmeno
  • 15 December 2010 at 10:26lu©@ntonini+1
    da 22 natali a casa della suocera raieou cou touccu cou i pigneu ravioli col sugo di carne con i pinoli
  • 15 December 2010 at 10:28malaria
    Il 24 U Capton. Capitone con il sugo per condire gli spaghetti e poi anche arrostito.
  • 15 December 2010 at 10:29Selkis
    a napoli, in genere si festeggia più il 24 che il 25. Il 24 è a base di pesce, il 25 di carne. In genere a casa mia il menù del 24 è sempre lo stesso: Insalata di rinforzo, insalata di mare, insalata russa, a volte prosciutto crudo e melone. Poi spaghetti con le vongole, insalata verde e pesce, spesso flan di spinaci (che è il piatto forte dello zio). Poi.... struffoli, cassata, susamielli e rococò, frutta secca e cioccolato a volontà.
  • 15 December 2010 at 10:30zisho
    Che domande, O' Capitone :P La sera della Vigilia. Impanato e fritto. E gli struffoli. L'insalata russa. E il baccalà con le olive, ma non so se è tradizione solo da me o in generale.Sicuramente solo a casa mia ci sono gli spaghetti con olive e capperi, tradizione nata perché ad un mio zio non piacevano le vongole. Il 25 pasta al forno e capretto. Il 26 brodo di gallina o con i tortellini o più spesso con gli spaghetti spezzati.
  • 15 December 2010 at 10:31Mitì Vigliero
    Selkis, cosa sono "susamielli e rococò"?
  • 15 December 2010 at 10:32Mitì Vigliero
    (Santippe, perché? :-*)
  • 15 December 2010 at 10:32zisho
    I roccocò sono delle specie di biscotti fatti con la pasta di mandorle e spesso ricoperti di cioccolato.
  • 15 December 2010 at 10:33Mitì Vigliero
    (zisho, grazie :-*)
  • 15 December 2010 at 10:34Santippe
    @Mitì: ero già in pieno Xmas Blue ancor prima dell'avvento della Polidori!!!
  • 15 December 2010 at 10:34zisho
    Ah e i susamielli non li conosco, ma ci sono anche i mustacciuoli che sono totalmente ricoperti di cioccolato.
  • 15 December 2010 at 10:35Marta
    Io sono di Venezia, ma la famiglia è emigrata dalla Campania... quindi da noi si è sempre sentita di più la cena della vigilia, che per me *è* il Natale: menu rigorosamente di pesce, pasta con le vongole o le cozze, frittura mista, pesce al forno, antipasti e contorni di pesce e verdure al forno o impanate e fritte, come dolce struffoli (che mia nonna produce a tonnellate), frutta secca e frutta fresca. Insomma un cenone campano in terra veneta :P Poi a Natale si festeggia il pranzo dalla famiglia di mio padre (veneti), così non scontentiamo nessuno, lì la nonna paterna si scatena, non siamo tradizionalisti, di solito c'è un primo che può essere pasticcio o un risotto, poi di secondo arrosto e abbondante contorno di verdura (sennò io faccio la fame, visto che non mangio carne). Il dolce di solito è il panettone.
  • 15 December 2010 at 10:37Ailyn Seen
    tortellini in brodo (turtlein)
  • 15 December 2010 at 10:38giovanni arata
    [a chiavari] la nonna passava l'intera settimana prima della festa a preparare ravioli al ragù (ravieu cu u tuccu) in vista delle maratone gastronomiche dei giorni successivi. la mamma è passata ai tortellini in brodo. oggi io e la mia compagna cerchiamo soluzioni sincretiche tra liguria, calabria ed emilia romagna =)
  • 15 December 2010 at 10:41Leo Rubbini Bolognesi
    La salamina da sug - as capis.
  • 15 December 2010 at 11:06Selkis
  • 15 December 2010 at 11:07Selkis
    le "ciambelle" sono i roccocò, i susamielli sono praticamente uguali ma a forma di S, quelli ricoperti di cioccolato sono i mistacciuoli e poi le mini-cassatine. @zisho, non proprio con la pasta di mandorle, con mandorle intere, zucchero, spezie e poco altro :)
  • 15 December 2010 at 11:10Mitì Vigliero
    (vi leggo, tiro fuori dal frigo il mio solito yogurt, e piango un po')
  • 15 December 2010 at 11:10Mitì Vigliero
    Selkis, piango ancora più forte ;-*
  • 15 December 2010 at 11:14Selkis
    Mití... anche io sto con il mio yogurt magro, e quest'anno mi faccio anche natale da emigrante :( spero mi lascino qualcosa per capodanno!
  • 15 December 2010 at 11:16Marco Dal Pozzo [mdp]
    Lu brod nghe la pallotin d' carn e lu cardon :)
  • 15 December 2010 at 11:17maurizio (videogioco)
    cappelletti in brodo, caplèt
  • 15 December 2010 at 11:21Nervo
    trovato in pemontese: Brasà al bareul (e già ho l'acquolina in bocca :))
  • 15 December 2010 at 11:24lamarta
    le scalille
  • 15 December 2010 at 11:28Mitì Vigliero
    Marco, brodo con polpettine di carne e il ? (cardon?) :-*
  • 15 December 2010 at 11:28Mitì Vigliero
    Nervo, anch'io.
  • 15 December 2010 at 11:28Mitì Vigliero
    lamarta, dicesi scalille ? :-*
  • 15 December 2010 at 11:30lamarta
    le scalille sono dei diabolici biscotti calabresi fatti con una pasta frolla pienissima di uovo e poi glassate al cicoccolato
  • 15 December 2010 at 11:30Stefania [stered]
    pasticcio (quella che normalmente viene chiamata lasagna), lesso con la pearà e pandoro (Verona)
  • 15 December 2010 at 11:32chiaratiz™
    la vigilia il baccalà. Il giorno di natale i tortellini in brodo
  • 15 December 2010 at 11:32vecchiogiovine
    l'allesso co li rugni.
  • 15 December 2010 at 11:32Mitì Vigliero
    vecchiogiovane, rugni? in che regione? :-*
  • 15 December 2010 at 11:33Mitì Vigliero
    stefania, la pearà, uno dei miei amori gastronomici...(ora mi metto a singhiozzare)
  • 15 December 2010 at 11:34vecchiogiovine
    Mitì, vicino Macerata. E' il nome dialettale della cicoria. :)
  • 15 December 2010 at 11:34Stefania [stered]
    Mitì, la adoro :)
  • 15 December 2010 at 11:34Mitì Vigliero
    vecchiogiovane, grazie!
  • 15 December 2010 at 11:39Mitì Vigliero
    tracina, dove (luogo geografico)?
  • 15 December 2010 at 11:41PerlaM/BlackCelebration
    la "scacciata" con la tuma catanese!
  • 15 December 2010 at 11:44paolino (e basta)
    qui mangiamo i casiunsiei... sarebbero tortelloni col ripieno alle rape... (edit: feltre, prov di belluno)
  • 15 December 2010 at 11:45Marco Dal Pozzo [mdp]
    Miti' complimenti. Abruzzese ad honorem...a dire la verita' avrei dovuto scrivere cardun. E' il cardone...piu' o o meno viene fuori questo http://www.cookaround.com/cucina/portata/confro-1.php?id_ricetta=3460 :)
  • 15 December 2010 at 11:46Mitì Vigliero
    Perlam, "scacciata"?
  • 15 December 2010 at 11:48PerlaM/BlackCelebration
    scacciata in catanese, o schiacciata ;) La conosci?
  • 15 December 2010 at 11:52Barbara-Woman
    Caplèt in brod ed capoun (Capelletti in brodo di cappone) e Turtèe ed sòca e vèrd (tortelli di zucca e verdi) e come dolce Turtlèin al foren cun al savôr (Tortellini al forno con marmellata http://www.romagnamania.com/ricette_romagna/Savor_marmellata_romagnola.asp)
  • 15 December 2010 at 11:52ultrafragola
    I miei sono di vicino Macerata , mi associo @vecchiogiovane x i rugni (che a Milano non si trovano!!). Vigilia pescetti fritti e il giorno di natale cappelletti, lesso e costolette d'agnello fritte (ma questa forse è una deriva familiare)
  • 15 December 2010 at 12:07Mitì Vigliero
    Perla, una torta? specie di focaccia?
  • 15 December 2010 at 12:08Mitì Vigliero
    Barbara, pasta ripiena a gogò :-*
  • 15 December 2010 at 12:08Mitì Vigliero
    ultrafragola, "rugnare" in genovese significa "piagnucolare" ;-*
  • 15 December 2010 at 12:23Mitì Vigliero
    Trovo molto belli i menù familiari composti da piatti di regioni diverse.
  • 15 December 2010 at 12:30degra
    Direi agnolotti in brodo e bollito misto con bagnetto verde e rosso. Ma non ho mai sentito parlare di cene per la vigilia, qui (agnulót an breu e bujì cun al bagnet vèrt o rus, in Vercellese).
  • 15 December 2010 at 14:13Selkis
    mai sentito parlare di cene della vigilia? e il 24 che fate? e i regali ve li scambiate il 25???
  • 15 December 2010 at 14:26Selkis
    al sud ogni occasione è buona per mangiare :-D comunque sì, da noi è molto più sentito il 24
  • 15 December 2010 at 14:31Francesca Sanzo
    turtleìn o tortellini come li chiamate voi che abitate fuori porta Mascarella...;-)
  • 15 December 2010 at 14:37emme
    hanno già detto tutto: io son bolognese e dunque avrei tortellini in brodo (più zampone e lenticchie e purè) per il 25, ma poiché il mio compagno è di napoli da 5 anni facciamo le feste in trasferta e replichiamo lo schema di Selkis per la sera del 24, dall'antipasto ai dolci plurimi, passando per pasta con le vongole, fritto di pesce e pesce al forno.
  • 15 December 2010 at 14:39Barbara-Woman
    @Mitì: si ripiena a gogo... per questo in emilia siamo ben farciti tutti :)
  • 15 December 2010 at 14:57FranZen
    cappelletti in brodo
  • 15 December 2010 at 14:59la strega
    @mitì (sulla bagna cauda) sì, sì, rispondevo a dario che la mangia a natale (se ho capito bene :D)
  • 15 December 2010 at 15:10Dario Pecorella
    @lastrega: la vigilia (proprio per fare "vigilia") magiamo bagna cauda praticamente solo con cardi, patate e bierava (quella cosa viola di cui non ricordo il nome italiano). Quella che avanza la si mette il giorno dopo sui peperoni che vanno a comporre (come antipasto) il pranzo di natale assieme a vitello tonnato (vitel tunee) e lingua in salsa (verde e rossa) + altro. Nota, non son di Torino, ma della provincia e non so quanto mia nonna sia fedele alle tradizioni (tipo la bagna cauda la prepara con l'aggiunta della panna).
  • 15 December 2010 at 15:13LaSte77
    i turtei cun la suca (tortelli di zucca) la vigilia e i caplèt ( cappelletti in brodo meglio se di cappone) il giorno di natale
  • 15 December 2010 at 15:27la strega
    @dario: prima e dopo? ma siete inverecondi :D :D :D cmq con la bagna cauda consiglio anche la mela renetta... una vera RAFFINERIA
  • 15 December 2010 at 15:30Dario Pecorella
    e dei topinambur (tapinabò) vogliamo parlare?
  • 15 December 2010 at 15:35Nervo
    ah beh, quelli con la bagna caoda sono un must :)
  • 15 December 2010 at 15:44la strega
    aaahhhh, mi hanno detto (ma non ho ancora provato, però) alla fine, per far su l'ultimo po' di bagna cauda che rimane nel ciotolino – il fuoco deve rimanere acceso – romperci dentro un uovo e mescolare. pare che venga una pappottiglia che è la fine del mondo :)
  • 15 December 2010 at 15:45Dario Pecorella
    da me non si usa, ma a me piace finire quel poco (nota che la preferisco "densa") utilizzare una fetta di albese.
  • 15 December 2010 at 15:46la strega
    la tua è una bella idea proverollo pure quella, la variante uovo è un'invenzione di un mio amico :D
  • 15 December 2010 at 15:49Dario Pecorella
    ecco possiam dire che la bagna cauda nella sua semplicità lascia spazio alla fantasia
  • 15 December 2010 at 16:08degra
    per chi ha chiesto, per la famiglia di mio padre (vercelli) e mia madre (ligure) non sono mai esistite vigilie nei loro paesi (e nemmeno adesso). infatti si stupiscono tutti gli anni, quando i tg parlano di cene della vigilia. i regali si aprivano dopo la mezzanotte quando ero bambino, ma quelli dei parenti si aprivano i 25 a pranzo con tutta la famiglia. io di cene della vigilia ho sentito parlare solo quando seguivo "un posto al sole". :)


14 Replies to “Menù di Natale: qual è il piatto regionale tradizionale che non deve mai mancare sulla vostra tavola a Natale, e qual è il suo nome in dialetto?”

  1. ops, il luogo geografico è Crema, provincia di Cremona, ma non chiamateci cremonesi ché siam cremaschi, infatti i tortelli di cui sopra son conosciuti fuori dalle nostre zone come tortelli cremaschi

  2. come primo primo da 30 anni a questa parte tortellini in brodo seguiti dal tradizionalissimo LESSO CON LA PEARA’ :)
    Che se non sai che cosa è devi assolutamente provarla!

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  4. Mitì, per la vigilia sempre spaghetti col tonno e fritto di verdure in pastella, in particolare cavolfiore e carciofi, volendo anche con i filetti di baccalà. Cucina povera romana.

  5. A Siviglia, dove andrò fra poco: Besugo al horno con patatas, bacalao con coliflores, sopa de picadillo, pavo relleno, polvorones, mantecados, alfajores, turròn de Jijona, turròn de almendras.AUGURI CARA MITI’!!!

  6. il ripieno è fatto con gli amaretti scuri, il cedro candito, spezie, mentine; si lessano in acqua -i tortelli- e si condiscono con abbondante burro e salvia e parmigiano grattugiato.

  7. A Sorrento ( Na) il cenone della vigilia è a base di pesce.

    A Natale in casa mia si usa cucinare i cappelletti in brodo oppure pasta al forno, e carciofi fritti. Un piatto napoletano, tipico del pranzo di Natale e di Santo Stefano, ma anche di Capodanno o Pasqua, è la minestra maritata (“menesta maretata” ) che si prepara con 6-7 tipi di verdure (bietole, cicoria,verza, borragine, scarola, a volte catalogna) cotte separatamente in un brodo di carni suine, sgrassato e schiumato. Si servono tutte insieme, condite con formaggio e un po’ di peperoncino piccante. Ormai la prepara solo una zia, che resiste per più di due ore al rituale gastronomico.

    A conclusione di cena e pranzo sfilano le le “sciosciole” (frutta secca) cioè noci, nocelle (arachidi e nocciole infornate), fichi secchi, ripieni di mandorle o coperti di cioccolato, castagne del prete, e i tipici “ folarielli o follovielli”(involtini di uva passa o fichi secchi aromatizzaticon frutta candita).

    Tra i dolci di Natale oltre agli struffoli, roccocò, mustaccioli e susamielli ci sono le sapienze (variante dei susamielli) e le zeppole di Natale(scauratielli), diverse da quelle di San Giuseppe. Sono ciambelline fritte, condite con miele sciolto con un po’di anice e scorzette di arance e limoni, ed infine cosparse di confettini colorati, detti diavulilli.

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