Perché si Dice: Legarsela al Dito

Nella Bibbia (DeuteronomioEsodo) e nel Vangelo di Matteo si accenna all’antichissima usanza di portare in mano una cosa qualunque per ricordarsi di qualcos’altro.

In Turchia i cavalieri, prima di partire per la battaglia, erano soliti legare all’anulare sinistro delle dame del cuore un filo d’oro, affinché queste, guardandolo, non li dimenticassero.

L’usanza si sviluppò in seguito con l’anello di fidanzamento, simbolo di una dolce promessa da non scordare.
In questo caso, il dito era (ed è) l’anulare (da anulus, anello) sinistro, che si pensava collegato da una vena direttamente al cuore.

Oggi, bandito ogni romanticismo,  “legarsela al dito” significa sempre “non dimenticare”, ma viene riferito al non scordare un torto, un’offesa, uno sgarbo, rimanendo nella paziente attesa che venga il momento di vendicarsi.

©Mitì Vigliero

E voi riuscite a dimenticare i torti subiti? Qual è il vostro rapporto col Rancore?

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A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.
  • 12 November 2010 at 10:49Mitì Vigliero
    E voi riuscite a dimenticare i torti subiti? Quale è il vostro rapporto col rancore?
  • 12 November 2010 at 10:50machedavvero
    io ho il problema opposto: non riesco a portare rancore serio... semmai evito la persona
  • 12 November 2010 at 10:54Mitì Vigliero
    machedavvero, lontano dagli occhi...è più facile dimenticare. O, per lo meno, rimuovere o accantonare.
  • 12 November 2010 at 10:54Pea Bukowski
    io dipende dal torto, dalla persona, etc. ci sono torti che non scordo manco dopo una lobotomia!
  • 12 November 2010 at 10:57Mitì Vigliero
    Pea, vero. Dipende molto dalla persona.
  • 12 November 2010 at 11:01Sergio Mistro
    non porto rancore ma non dimentico mai i torti, mi producono imperitura indifferenza verso chi me li ha fatti
  • 12 November 2010 at 11:03sapu
    La prima volta perdona chi ti fa torto, la seconda percuoti e perdona chi ti fa torto, la terza uccidi e perdona chi ti fa torto, ma mai dimenticare i torti subiti (percuoti e uccidi in senso più o meno metaforico)
  • 12 November 2010 at 11:06Mitì Vigliero
    Sergio, anche per me è così. Ignorare per sempre.
  • 12 November 2010 at 11:07Mitì Vigliero
    sapu, "più o meno metaforico" ;-*
  • 12 November 2010 at 11:13Librando
    Dipende. Raramente "porto rancore". Certo raffreddo molto i comportamenti. Ma non riesco a dimenticare.
  • 12 November 2010 at 11:32Mitì Vigliero
    Lib, siamo tutti un po' "elefanti" riguardo quella memoria lì...;-*


6 Replies to “Perché si Dice: Legarsela al Dito”

  1. io penso sempre di non perdonare nulla, ma non riesco mai a gioire davvero delle disgrazie di questa gente. Anche mi avessero fatto la cosa peggiore del mondo alla fine ci rimango male.

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  3. Ma soprattutto torna indietro…

    Lo sciocco non perdona e non dimentica. L’ingenuo perdona e dimentica. Il saggio perdona, ma non dimentica. (Thomas Szasz)

    Ed è questo il mio rapporto con il rancore e con i torti subiti. Generalmente tendo a perdonare quando vedo che mi trovo di fronte ad una persona che si è reso conto dell’errore. E chiedo scusa quando faccio sbagli ma non pretendo che mi si perdoni per forza. Deve essere l’altro a decidere. In genere non porto rancore. Provo tristezza, non rancore.

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