Un po’ di “Perché si dice”

Ninna oh, questo bimbo a chi lo do? Lo darò all’uomo nero…

Si tratta di una ninna nanna di tono minaccioso cantata, sin dal ‘200, dalle mamme che  abitavano sulle coste italiane ai figli che non volevano dormire. In quel tempo infatti erano frequenti le incursioni dei Mori (uomini neri, non tanto di pelle quanto di abbigliamento), che durante le razzie spesso rapivano i bambini per farne schiavi.

Piove, governo ladro!

Nel 1861 apparve sul Pasquino, giornale romano, una vignetta con questa battuta. Si riferiva a una grande manifestazione organizzata dai mazziniani per protestare contro le tasse. Ma un grande acquazzone obbligò a rimandare  tutto e i dimostranti se la presero – ovviamente – col governo esoso, come se fosse stato lui a mandare la pioggia. (Altre supposte origini, qui).

Cambiare registro.

In alcuni strumenti musicali come l’organo, esistono dei tasti meccanici detti “registri” attraverso i quali si può cambiare la “voce” del suono. Cambiare registro quindi vuol dire cambiare atteggiamento, modo e tono.

Per filo e per segno.

Gli antichi falegnami, quando dovevano segare una tavola di legno, dovevano fare attenzione a non uscire dal segno lasciato dalla sinopia, tinta rossa con la quale si coloravano i fili utilizzati a segnare in modo preciso il punto da tagliare.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

8 Replies to “Un po’ di “Perché si dice””

  1. Anche “in pillole” i tuoi “si dice” sempre interessanti. Buon Placido fine settimana.

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  3. sai che canto spesso al mio piccolino questa canzoncina e non mi sono mai chiesta la sua storia!!!

  4. I bambini che non dormivano venivano poi lasciati a lupi di tutti i colori e a vecchie befane….

  5. Quando hai voglia di indagare, dovresti scoprire anche l’origine della frase “dare il resto del carlino” che compare tra l’altro nel libretto della “Cenerentola” di Rossini (il libretto era di Jacopo Ferretti)

    Ciao!
    Tlaz

  6. Come ti ho già scritto un milione di volte e non smetterò di farlo: sempre interessantissimi i tuoi post!

    Ciao dalla Puglia Mitì!!!

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