Gli Orrilibri: cosa ne fate?

Vagolando su aNobii, ho trovato un forum in cui si poneva la domanda “Cosa ne fate degli Orrilibri?

Purtroppo mi capita spesso di riceverne in regalo, o di acquistarli – illusa da un bel titolo o da una splendida quarta di copertina.

Però non riesco a eliminarli, regalandoli a mia volta (non potrei mai donare un libro che giudico brutto, se non dietro precisa richiesta) e sono troppo pigra per rivenderli.

Così li esilio nel mio Librazzino , magazzino apposito con tanto di scaffali, di cui uno appositamente dedicato agli Orrilibri.
Magari un giorno mi serviranno per un articolo, forse un giorno troverò qualcuno che li vorrà leggere…chissà.

Tutto mi è invece molto più semplice con gli ebook.  
Li compro, li leggo, e se non mi piacciono li elimino senza nessuna remora dal mio kindle
In fondo è come andassi al cinema, pagassi il biglietto (difatti acquisto quasi sempre ebook di narrativa dal costo mai superiore agli 8, 9 euro)  e vedessi un film che mi delude.
Mica me lo porto a casa materialmente, il film: lo lascio lì e non ci penso più.
Per gli Orrilibri digitali è lo stesso.

E voi, cosa ne fate degli Orrilibri, cartacei e non?

(QUI i commenti su Friendfeed)

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


74 Replies to “Gli Orrilibri: cosa ne fate?”

  1. Più o meno come te. Quelli di carta li porto nella casa in campagna; l’aver ristrutturato anni fa il fienile facendone proprio una biblioteca è stata una delle idee più geniali di mia madre. E con 6 fratelli e relative famiglie, l’interscambio è frenetico ;o). Gli ebook li compra mio marito, e li leggo anch’io. Ma, come dici tu con un paragone azzeccatissimo, è come andare al cinema: se il film è brutto, scrollo le spalle e me lo dimentico. Se il romanzo ebook è brutto (cosa che ahimé oggi accade spesso, ma non solo nella carta), si cancella e bona lè.

  2. Faccio lo stesso gli ebook, se non mi piacciono li cestino senza pietà :)

    Per i libri cartacei distinguo tra quando sono a Torino e quando sono a Dusseldorf: a Torino li porto da un bancarellaio che li pagherà una cifra più o meno ridicola, qui li regalo ad Oxfam
    Diciamo che cerco di farli rivivere assumendo che “a me fa lubidrio ma altri potrebbero apprezzare”

  3. in effetti tu, cara mitì, sei una scrittrice conosciuta, quindi immagino tu riceva in regalo più libri di quanti non ne riceva un comune lettore, quindi può essere che tu abbia anche un afflusso di orrolibri più abbondante della media

    però la domanda è interessante; mi capita di rado che un libro mi appaia una decisa fregatura, ma mi è capitato

    c’è un primo momento in cui tenti di adattarti al libro, cioè pensi “non mi piace perchè sono io a non essere all’altezza”, e cerchi di leggerlo con l’animo più giusto, ma poi ovviamente questo tentativo fallisce; la mia soluzione, dolorosa, è il cassonetto della carta; è una soluzione dura, ma almeno l’amaro e salutare calice della fregatura lo bevi tutto, e pensi anche con rammarico agli euro spesi male (di questi pessimi tempi per me che lavoro in proprio, una “bruciatura” da 15 euro la senti bene bene); l’effetto è che per minimo 3 mesi non compro libri

    francamente, cara mitì, quelli che ti regalano li puoi buttare più a cuor leggero, tanto non li hai pagati (salvo il regalo abbia valore affettivo)

    poi c’è il problema dei libri il cui autore si è pagato la stampa, e per loro provi sempre e comunque tenerezza (anche se alcuni autoeditori sono meglio di taluni famosi mooolto sopravvalutati)

    credo che occorra prevenzione: informarsi bene prima di comprare un libro, leggere recensioni affidabili, possibilmente leggerne parecchio a scrocco in libreria, e poi estrarre i sudati euri dal protafoglio

    se il caso è però irrimediabile, meglio il coraggio: cassonetto della carta, e basta

    poi c’è un problema generale: i libri al mondo sono troppi, in italia son più quelli che scrivono di quelli che leggono, di conseguenza io avverto l’esigenza di pochi libri, perchè non è detto che uno che ha tanti libri poi non abbia la testa vuota

    scusa la lunghezza

  4. diego, molti mi arrivavano per lavoro (sino a quando ho detto a tutti: stop, recensioni non ne faccio più). Ma molti davvero li ho comprati io, trovandomeli davanti per caso in libreria, e lasciandomi affascinare. Buttarli proprio non ci riesco. Riflettevo però che tutti gli orrilibri che ho, sono romanzi. Per la saggistica invece mi capita molto, molto raramente di trovarmi di fronte a un libro decisamente brutto, mal scritto, assurdo di contenuti, di pessimo gusto…Inoltre la saggistica la considero preziosa per il mio lavoro, viene sempre il momento in cui devo approfondire un argomento particolare. :-*

  5. grazie della risposta cara mitì

    io, per la verità compro solo saggistica

    (a parte il tuo delizioso “in campagna non fa freddo”, del quale però avevo prima letto generosi stralci da te messi sul blog)

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  7. Abitando in città, gli orrilibri cartacei li lascio in zone strategiche (parchi, giardini ecc)con un bel bigliettino colorato con sù scritto: “leggimi”. Gli ebook invece, anch’io li cestino senza pietà.

  8. Io accumulo, accumulo sempre. Per me buttare un libro è impossibile. E regalare un brutto libro mi sembra una scortesia inaudita. Come portare un cartone di tavernello a na cena di amici.

  9. Ecco, io non ne sono capace. Cioè: non sono proprio capace di buttare un libro. Non so con gli ibùk perché, ecco, io sono uno parecchio renitente all’addio alla carta, però a occhio e croce non me la sentirei di cancellarli.
    Con la carta faccio una cosa che definirei raccolta differenziata, che in fondo somiglia a quel che fai tu: conservo, ma nella torre più alta del castello più remoto eccetera eccetera (senza il drago, però; i draghi costano e tendono a sporcare).

  10. in biblioteca mi aspettano a braccia aperte :-D ho “donato” di tutto, perfino un’enciclopedia per bambini del mio pargoletto

  11. io non riesco proprio a buttare via un libro, anche se non mi è piaciuto, anche se so con certezza che non lo rileggerò mai più… non c’è niente da fare, lo tengo, magari lo metto in seconda o terza fila nello scaffale, oppure lo porto nel box…

  12. comunque io gli orrilibri non solo non li butto…
    ma autopunisco leggendoli fino alla fine…
    per fortuna non me ne capitano tanti, riesco a comprarne due al mese al massimo.. quindi cerco di selezionarli bene!!

  13. sono anche io tra gli incapaci a buttare un libro. E’ più forte di me, non ci riesco. A volte li regalo, ma solo se so che piaceranno al ricevente (non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace).
    Neppure i files di libri cancello. Sono terribile!

    Avevo un fidanzato che usava i libri per accedendere il camino. Ovviamente non è durato molto come fidanzato.

  14. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Gli Orrilibri: cosa ne fate? | Senza Riflesso

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