Tutti i Nomi delle Castagne


(foto ©Albino Di Lieto)

L’arrivo della televisione cancellò per sempre ”le veglie”, riunioni serali fra parenti e vicini che durante i lunghi inverni nelle campagne liguri (e non solo) si tenevano regolarmente nei luoghi più caldi delle case contadine: cucine e stalle.

Durante le veglie si chiacchierava, si raccontavano fiabe, leggende e ricordi, probabilmente molto più intelligenti, divertenti e interessanti degli odierni programmi tv.

Intanto le donne filavano o cucivano, gli uomini aggiustavano arnesi da lavoro, intagliavano legno o intrecciavan panieri e, ogni sera, si cuocevano le castagne: a seconda di come venivan cottecambiavano (e cambiano) nome.

Ci sono le rustìe, arrostite sul fuoco dentro la tradizionale pentola coi buchi.

E poi le peæ (e qui ci vorrebbe un circonflesso ^ sull’æ, ma non so metterlo…) le pelate, castagne fresche e senza scorza bollite dolcemente e per quasi un’ora in acqua lievemente salata e una bella manciata di semi di finocchio ogni mezzo chilo circa di castagne.

Infine i balletti/ballotte , castagne fresche lessate con la buccia in acqua e sale; e ballettapallina, è anche il soprannome affettuoso che in Liguria si dà ai bimbi piccoli.

L’acqua delle castagne fresche bollite con la buccia, diventa scurissima e densa; ed è per questo che i genovesi, quando si trovano di fronte a un affare dubbio o un tipo losco, lo definiscono in modo poeticamente sarcastico “Cëo cumme l’ægua du balletti“, chiaro, limpido come l’acqua di quelle castagne lesse, attraverso la quale non si vede manco il fondo della pentola.

Anche nella vostra regione le castagne cambiano nome a seconda della cottura?

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

9 Replies to “Tutti i Nomi delle Castagne”

  1. Non conosco le varianti del nome in toscana, ma sicuramente ce ne sono. Posso dire solo che quelle in padella per me sono le più buone…visto che si devono mangiare calde e che quando si tolgono dal fuoco scottano ferocemente, mia mamma le mette dentro un asciugapiatti vecchio che richiude a fagotto, poi lo spreme un po’, così la buccia delle castagne si spacca scricchiolando e si toglie meglio dopo. Quel rumore, quell'”asciughino” e quel profumo sono uno dei ricordi che mi legano a casa :-)

  2. Sempre a Roma le castagne essiccate le chiamiamo -mosciarelle- però non riesco a capire perchè, visto che moscie non lo sono affatto.

  3. a me hanno detto che le castagne fatte sulla brace, in forno o in padella, quando sono pronte si devono mettere in un cartoccio di carta da giornale e si devono “stropicciare” per un pò. Facendo così si spelano più facilmente.

  4. In napoletano

    “veróle” sono le caldarroste,
    “palluotte” le castagne lessate con la buccia,
    “allesse” lessate senza buccia,
    “spezzate” quelle lasciate seccare senza buccia che – denti permettendo- sono buone da rosicchiare.

    Le “castagne d’o prevete” , cioè del del prete, sono castagne sbucciate, lasciate seccare, poi ammollate nell’acqua ed infornate .Spesso sulle bancarelle si vendono collane di queste castagne che hanno un gusto molto particolare.

  5. A Pisa le BALLOTTE erano le castagne bollite, ma siccome noi in casa le facevamo solo arrostite non so dirti se le ballotte fossero lessate con la buccia o senza.
    Che buone le caldarroste!

  6. a Roma e dintorni le “rustìe” sono le caldarroste (callaroste), mentre le “ballotte” sono le callalesse che mi ricordano il miracolo di Don Bosco e quando da bambino (negli anni 50), Laurina, la moglie di “Antonio er sacrestano” le distribuiva a noi in fila al freddo di novembre.

  7. A Viareggio le castagne arrostite in padella con buchi si chiamano “mondine” e quelle lessate con buccia di chiamano “balloccioli”.

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