Cielo, che Gaffe!

C’è chi colleziona francobolli, chi tazzine, chi orologi; io da anni mi dedico a una collezione particolare: quella delle gaffe,  parola francese che in italiano può essere tradotta in “frase infelice, azione goffa”.

Il Gabrielli invece, nel Dizionario dello stile corretto scrive:
La gaffe è propriamente il raffio, il ronciglio; e in senso traslato vale sbaglio, abbaglio, balordaggine”.

Sorvolando sul raffio e sul ronciglio, termini che siete pregati di andarvi a cercare da soli sul vocabolario, è certo che le gaffe conducano sempre ed inevitabilmente a una brutta figura.

Esse sono paragonabili a piccoli virus di demenza improvvisa e passeggera che possono attaccarci in qualunque momento; e nessuno, ma proprio nessuno, ne è immune…

Dove mi rifornisco di materiale per la mia collezione di gaffe?

Ovunque, anche se le riunioni pubbliche, mondane e sociali ne sono una miniera inesauribile.

Ricordo per esempio un pranzo di nozze molto chic, in cui un’invitata chiese al padre dello sposo:
“Scusa, ma chi è quella bruttissima signora vestita di rosso?” e il padre dello sposo rispose con voce gelida: “La sorella di mia moglie”.
Al che l’invitata impallidendo rispose: “Oddio, perdonami…sono stata proprio scema a non notare subito la somiglianza…”.

Sempre a proposito di nozze giudico sublime l’avventura capitata a un avaro signore il quale, dovendo fare un regalo importante al nipote che si sposava, si recò da un amico antiquario.

Ogni oggetto gli sembrava troppo costoso sino a quando notò posato in un angolo uno splendido vaso di Rosenthal rotto in sette grandi pezzi.

“Quanto costa quel vaso?”, chiese all’antiquario che rispose “Niente, è rotto in maniera irreparabile…”
“E allora fammene un bel pacchetto” disse con un ghigno satanico il signore “Ho avuto un’idea geniale: stasera andrò da mio nipote per portargli il regalo. Appena entrato in casa farò finta d’inciampare e lancerò il pacco a terra; poi urlerò “Accidenti vuoi vedere che l’ho rotto? Un oggetto unico, preziosissimo, che non potrò mai più permettermi d’acquistare, ed io l’ho rotto!”.
Mio nipote aprirà il pacco, troverà i cocci: magari penserà che sono un vecchio rimbambito, ma io avrò fatto ugualmente una bella figura senza spendere una lira”.

E così accadde che il signore andò a casa del nipote, inciampò, fece cadere il pacco, si lamentò come Geremia e poi desiderò di morire quando il nipote, dopo aver aperto il pacchetto, vi trovò dentro sì sette cocci di vaso, ma accuratamente imballati e fasciati uno per uno, separatamente.

Anche i funerali sono un’occasione splendida per i gaffeur.

Una volta, durante il rosario celebrato per la moglie appena defunta, il marito inconsolabile picchiò una terribile gomitata contro la maniglia di una porta.
Mentre si massaggiava disperatamente la parte lesa, si sentì dire da un’amica: “Non preoccuparti; il dolore che si prova picchiando un gomito èviolentissimo, ma dura poco: infatti lo chiamano il dolore del vedovo…”.

E si sa che di solito i funerali sono l’unica occasione che spesso si ha per incontrare membri di famiglia che normalmente non si frequentano mai, e le cose da raccontare sono molte; gaffe fantastica fu quella fatta da un tale il quale, dopo aver assistito a un funerale di uno zio, si recò a casa della zia vedova assieme a tutti gli altri parenti.

Dopo ore di chiacchiere, guardò l’orologio ed esclamò: “Ehilà! Ridendo e scherzando abbiamo fatto le sei!”.

©Mitì Vigliero

E voi, avete mai fato una gaffe?

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


102 Replies to “Cielo, che Gaffe!”

  1. Si l’ho fatta, ed è fresca di giornata preferragostana, ho detto ad una collega che aveva messo su qualche chilo, ma che essendo lei magrissima stava una meraviglia e il vestitino che indossava le risaltava molto, volevo farle un complimento perchè è davvero carina, ma forse dovevo omettere di dire dei chili in piu’.

  2. Non so perche’, ma le mie tendo a NON volerle ricordare:-D
    Pero’ sono degna figlia di mio padre, e lui, modestamente, e’ un gaffeur di professione! brilla fra tutte quando saluto’ il padre di un nostro vicino di casa con un entusiasta: “In gamba eh!!!”. trattavasi di un ometto vecchierello. Seduto sulla sedia a rotelle e con una gamba amputata.

    :-D
    (ARGH!)
    E giuto che e’ vera…

  3. io ne faccio parecchie, per questo negli anni ho imparato a tacere:) il più bello in viaggio di nozze 1988, indonesia una coppia di friulani misti romani e noi due abbiamo un’escursione insieme per un problema della guida e si passa la mattinata insieme a pranzo si parla si parla si parla, e si finisce sul servizio obbligatorio militare, io lo avevo finito meno di 6 mesi prima ed avevo ancora una certa carogna che mi saliva ogni tanto, di li e i marescialli qui i tenenti li i capitani qua e non parliamo dei collonelli…dopo un pò lui ma tu cosa fai adesso e io pasticceria bar catering ect e..e tu ? ehhhh io sono capitano dell’esercito curo i cavalli del carosello dei carabinieri :(

  4. Tipo avvicinarsi ad una stesa al sole per guardare l’ora sul quadrante del suo orologio senza chiederle niente e quando si è vicini lei apre gli occhi ed inizia ad urlare scambiandoti per un maniaco?

  5. Forse la gaffe più grande la facemmo noi di una classe di ginnasio: regalammo il cuscino per la bara a una prof che però stava malissimo, ma non era morta! Glielo facemmo recapitare a casa…;)

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