Serate

(foto di Andrea)

E riunire una sera persone che ami, familiari ed amiche e a cena, seduta a capotavola – dove ti mettono stile Matriarca, ma lo sono, davvero, la più grande – osservarle chiacchierare fra loro, ridere, scherzare, mangiare di gusto, parlare e ascoltare.

E vedere la ragazza bionda, che l’anno scorso ha reso insonni me e suo padre per la preoccupazione dovuta alla sua salute; vederla ridere e divorare la focaccia col formaggio che da tanto sognava, sotto lo sguardo soddisfatto e allegro di tre medici – amici e fratelli miei – che l’han seguita, amata e coccolata come noi.

E vedere la giovane splendida coppia che con gli occhi che brillano ti racconta progetti di vita e lavoro, gioiosa e tranquilla, determinata e sorridente.

E vedere due bimbi che s’incontrano per la prima volta, lui maschio, tuo adorato nipote “di sangue”, lei femmina, figlia dell’amica più cara, un anno di differenza; dolcissimi e belli, tanto, ambedue, che appena si vedono iniziano a chiacchierare e giocare come si conoscessero da sempre.

“Io ho un dente che mi balla” fa lui.

“Io tre” fa lei.

E si mettono uno di fronte all’altro, con le bocche spalancate come due passerotti, tastandosi a vicenda i denti ballerini con espressioni fra l’orripilato e lo sghignazzante, con quel divertimento meravigliosamente irresistibile tipico solo di quell’età, che chiamo “sc-ciopar di stupidera“.

E fra il profumo della farinata e della focaccia, cullata da voci amiche e amate, mentre fuori il mare sospirava lungo le rive dell’antico porto, io ho passato una delle serate più belle e serene della mia vita.

Grazie, di tutto, a tutti.


A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

25 Replies to “Serate”

  1. Con quanta dolcezza lo hai descritto Mitì, si avverte fino a Roma la tua serenità, te ne auguro all’infinito di quelle serate.

  2. momenti belli che danno un senso al vivere e dispensano felicità vera ….. :)))

  3. CARPE DIEM… TROTE GNAM! ;) ho fatto la battutaccia! ma ne valeva la pena.

    E’ proprio nei momenti di full immersion in love che si deve fermare la propria mente ed assaporare fino in fondo tutti quei momenti deliziosi e teneri, che riempiano le nostre future giornate, che ci facciano galleggiare.

    Sc-ciopar lo dico anchio!!!
    Sorelle d’Italia ?? ;)

    Un strucon Mitì, con tanto tanto affetto la tua Renata

    P.S. vedo che non hai “ritirato” il premio che ti ho assegnato : guarda nel mio sito se hai tempo

  4. brano di grande stile, leggermente sdolcinato, di grande verità nei contenuti; la vita vera è fatta di queste cose, di preoccupazioni che quando si sciolgono lasciano il cuore leggero, e allora puoi gustare le vere soddisfazioni, che sono appunto quelle più semplici; certo la cornice d’una bella città e il profumo della farinata aiutano; io penso a quante famiglie, in queste sere, mentre assaggiano la buonissima focaccia, stanno in pensiero per il figlio trentenne senza lavoro o per il babbo 50enne sul punto di perderlo; già sedersi al tavolo senza il pensiero dei 10 euro di focaccia, in italia, di questi tempi, è già qualcosa; bel brano, comunque, cara p.s.

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