Dichiarazione d’Amore alla mia Città

Colonna sonora: Genova e la Luna, di Bruno Lauzi

Genova col porto che ti accoglie come un abbraccio spalancato; con piazze come De Ferrari, o Corvetto,  che vista dall’alto sembra il perno di un ventaglio di strade aperto sul turchese del mare.

Vedere la Foce, che i foresti non capiscono perché mai si chiami così, e scoprire che è a causa di un fiume che a un tratto scompare coperto da viali e giardini; ed abbinare all’immagine le parole del recitativo “La nostra spiaggia” di Bruno Lauzi (interprete anche della colonna sonora lassù, NdPS), che alla Foce nacque e passò gli anni più belli della giovinezza:

“Ricordo che c’erano solo i relitti delle chiatte da sbarco,
quello che era il parco giochi di chi sognava l’avventura
e lungo tutta la Foce l’acqua era limpida e pura
e sugli scogli i pescatori avevano la mano sicura:
è così che tanti anni fa era il nostro quartiere…”

Vedere all’improvviso Boccadasse, sorpresa sempre nuova in riva a mare, intatto borgo pescatore superstite glorioso alla civiltà urbanistica e romantico testimone di un tempo che fu.
E osservandola così ritratta nella sua pace, si capisce bene la poesia di Edoardo Firpo:

O Boccadaze, quando a ti se chinn-a
sciortindo da-o borboggio da çittae,
s’à l’imprescion de ritorna in ta chinn-a
o de cazze in te brasse d’unna moae.
Pa che deslengue un po’ l’anscia da vitta
sentindo come lì s’eggian fermae
ne-a bella intimitae da to marinn-a
a paxe antiga e a to tranquillitae.

che io ho tradotto così:

O Boccadasse, quando si scende a te
uscendo dal subbuglio della città,
si ha l’impressione di ritornare nella culla,
o di cadere fra le braccia d’una madre.
Pare che si sciolga un po’ l’ansia della vita
sentendo come lì si sian fermate
nella bella intimità della marina
la tua pace antica e la tranquillità.

Ecco, tranquillità; pura serenità il sentimento che si prova a guardare Genova in alcune sue giornate.

Immergersi nei suoi colori; colori tenui, nulla di urlato: cipria, terracotta, cenere, albicocca. E pistacchio, sale, pepe, zafferano, un pizzico di cannella e peperoncino: quelle “droghe” un tempo così amate dagli antichi mercanti di qui, spiccano ancora nel paesaggio con funzioni di chiaroscuro.

E scoprire così che la luce di Genova è dolce e lenitrice.

Di giorno, un giorno magari sferzato dalla tramontana, la luce è vitale, tutto sembra nitido, lavato di fresco e si rischiarano anche le idee, si raffreddano le rabbie, svaniscono le nebbie della malinconia.
Invece la luce della sera ricopre per un lungo attimo di rosa, tra l’antico e il confetto, le facciate delle case e d’argento le centinaia di tetti d’ardesia, facendoli luccicare come altrettante scaglie di mare.

E Genova, così come sa regalare tramonti struggenti, sa donare notti di fiaba; quando sulle alture si accendono lumini da presepe, la città dorme sotto la Luna mentre il porto e i lungomare indossano i loro gioielli più belli che riflettono sull’acqua lunghe catene scintillanti, palpitanti scie d’oro e diamanti che  fanno sognare l’anima.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


24 Replies to “Dichiarazione d’Amore alla mia Città”

  1. Bellissimo post, complimenti alla tua Genova ed a te, carissima!
    Qui il Borineto si è trasformato in Bora: soffia ed il cielo è nuvoloso!
    rabbrividisco solo al pensiero di metter il naso fuori della porta.

    Buon giovedì !Un baxin, Renata

  2. Boccadasse è pazzesca, bellissima, un romantico sogno.Buongiorno Mitì.

  3. Genova la Superba oggi sarà anche Fiera di ospitare una persona speciale come te.

  4. la amò il grande nietzsche

    “là voglio essere io: e confido
    in me, d’or innanzi, e nel mio timone.
    aperto è il mare: nel suo cupo azzurro
    si spinge la mia prora genovese.”
    (da la gaia scienza)

    ultimamente anche il cinema ha riscoperto genova, alcuni bei film sono lì ambientati

  5. Io ci torno, sai? tra pochi anni ci torno. Non voglio passare tutta la mia giovinezza-maturità a Milano, voglio tornare a Genova non da pensionata. E sappiamo già come e cosa fare :o)

  6. Antonio, sono tutte foto, la maggioranza protette da (C). Faccio prima a linkarle che a scrivere agli autori per chiedere il permesso di pubblicazione :-)

  7. Mitì, dalle terrazze del tuo quartiere Genova è un sogno a volo d’uccello. Me ne innamoro ogni anno, anche se a volte la sua verticalità, i suoi viadotti spericolati mi spaventano. Mi succede (un po’ meno) anche con Napoli, ma io sono abituata ai colli coperti di case, quasi invisibili.

  8. Genova è una bellissima città ma è giusto che ognuno faccia le sue dichiarazioni d’amore: le mie sono per la “mia” Alpe !!!

    ciao e a presto sui ns Blog

  9. Bella dichiarazione d’amore Mitì: sai che la tua Genova è stata la mia prima città italiana quando arrivai per la prima volta in questo Paese nel lontano 1970? Non avevo un soldo, ero una studentessa squatrinata sbarcata al porto con il “Canguro” che saltava da Barcelona a Genova e viceversa e un gentilissimo e muscoloso “camallo” m’invitò alla mensa dei portuali dove ebbi un colpo di fulmine per il “minestrone con il pesto” e per la farinata di ceci!

  10. Leggo soltanto adesso (in questi ultimi tempi galop è dire poco), questa tua dichiarazione d’amore alla nostra Genova è un capolavoro ! Complimenti,cara Mitì, sono orgogliosa e commossa, grazie !

  11. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » 8 maggio 2010: Viadelcamp a Genova

  12. Pingback: ViadelCamp 2010 a Genova

  13. anche io leggo solo ora e soprattutto leggo questo post e quello dopo. Io e Stefi faremo carte false per venire a Genova al Via Del Camp, perché ci resta un buco nel cuore per non averla mai vista (se non dall’autostrada) e perché avremo l’opportunità di scoprirla insieme a te! E finalmente ci conosceremo!!!

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