Galòp e Domande

Oggi sarà una giornata di galòp direi…stressante.
Ma mi tocca.
Vabbé.

Vi lascio con un paio di cosette da leggere:

– La mia risposta alla domanda “E se ti dico rosso?, su InPausa

– Le altrui risposte a questa mia domanda su FF. Mi piacerebbe molto anche sapere le vostre, di risposte: me le lasciate nei commenti?

Un bacio a tutti!


A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


9 Replies to “Galòp e Domande”

  1. Bella quella risposta! La metti poi anche qui?
    Come risposta mia alla domanda sui film de paura, rispondo deciso: Lo Squalo, il primo, visto da ragazzo. Ancora oggi se sento quella musica m’inquieto un po’.

  2. Una poesia di Prevert : TEMPO PERSO
    Davanti alla porta dell’officina
    l’operaio s’arresta di scatto
    il bel tempo l’ha tirato per la giacca
    e come egli si volta
    e osserva il sole
    tutto ROSSO tutto tondo
    sorridente nel suo cielo di piombo e
    strizza l’occhio
    familiarmente
    Su dimmi compagno Sole
    forse non trovi
    che è piuttosto una coglionata
    offrire una simile giornata
    a un padrone?
    Buon galop cara Miti’

  3. La mia risposta alla domanda “E se ti dico rosso? è “Uffa ancora ma un po’ di pesto non ti andrebbe…..” Quanto ai films che più mi hanno terrorizzato, vi sembrerà strano ma ho dovuto piantar li di vedere il “Sesto Senso”. Di solito le scene truculente non mi impressionano molto ma la tensione psicologica soprattutto se rivolta ai bambini non la sopporto…….

  4. Se mi dici rosso penso all’estate e all’anguria! Invece il film che mi ha hatto più paura in assoluto è stato, in Fantasia di Disney, l’episodio Una notte sul Monte Calvo. Ora l’ho rivisto con Attilino; lui rideva tutto felice. Io ho riprovato un brivido!!;o)

  5. Film pauroso “L’esorcista” che mi spaventò anni fa e non sono mai riuscita a vedere del tutto.

    Il rosso mi ricorda tante cose e più di recente una porta, al quale avevo dedicato il post “La porta rossa”

    “Il rosso capta l’attenzione, ferma la corsa, espelle nel gioco,segnala neutralità e tregua per aiuti umanitari, richiede intervento immediato per imminente pericolo di vita.
    Il rosso simboleggia l’amore romantico e quello carnale dei sensi che, come un vino corposo, inebriano e sfrenano, scaldano e suggellano legami. Indica un debito da pagare in denaro o già saldato col sangue del martirio , della Passione, della rivoluzione che cambiò la storia, di un toro che rincorre il drappo traditore. Il rosso stoppa e ammutolisce quando avvampa sulle guance per eccessiva timidezza e vergogna in cuori sensibili e preziosi come rubini .
    Rosso è il fuoco che dà luce e calore, purifica o distrugge .

    Rosso è il colore di una porta, simile ad altre, ma questa volta è proprio rossa. Mi siedo di fronte e, mentre aspetto che si schiuda, il suo rosso cinabro mi attrae. Segna un confine tra la vita normale e quella sospesa. E’ un varco che all’inizio si teme di oltrepassare. Incute soggezione. Lì davanti si perde ogni ruolo, ogni condizionamento, età, esperienza. L’anima si contrae nella sua nudità. Si veste di speranza mentre il corpo scompare sotto un camice verde per accedere al limbo. L’atmosfera ovattata della sala regala risposte alle vanità di tutti i giorni. Non è un mondo fatato ma lì si riesce a credere ad ogni benefico incantesimo e a trovare parole magicamente banali per distrarre e infrangere quella densità emotiva che paralizza. Poi l’anima si riveste dei soliti panni e, allontanandosi da quella frontiera, respira , s’allarga, si sente leggera e più forte. E ogni cosa è ridimensionata nei suoi colori e spessori, perché quella porta cambia prospettiva, recupera e filtra l’essenza della vita rendendola linearmente semplice e lieve.”

  6. Cara Mitì, il massimo dell’horror visto per me fu Profondo Rosso, perchè da allora ho evitato gli horror e splatter come la peste. Purtroppo però ogni tanto qualcosa si infiltra, qua e là. Il terrore infantile maggiore me lo causavano gli episodi di “Ai confini della realtà”. Indimenticabile l’alieno col terzo occhio e l’episodio della rottura degli occhiali.

  7. Se tu dici rosso io dico “vedo rosso”! Quando sono arrabbiata vedo davvero tutto rosso. Mi sento come un toro infuriato col panno rosso davanti.

    Se invece penso, penso al rosso dei papaveri, quanto li amo. Quelli nostrani eh, non quelli da oppio dell’Asia che sono bellissimi quanto pericolosi.:)

  8. Cara Mitì, ecco qui alcuni Haiku brianzoli sull’amore. Dedico l’ultimo a chi in questi giorni è triste perchè è appena stato/a lasciato/a. Pensiamo anche a questi/e che soffrono dure pene d’amore, proprio nei giorni del Santo degl’innamorati:

    Cent e cent’ann
    Moros, ma nanca on dì
    Insema spos.

    Amàa e vess minga
    Amàa, purtropp è ver,
    L’è temp perdùu.

    On amorin
    De soldàa de ventura
    Ben pocch el dura.

    On grand amor
    Senza ona quaj baruffa
    El fa la muffa.

    Amant non è
    Se quand ghe n’è bisogn
    Coragg non gh’è.

    Amor nassùu
    A San Valentin, moeur
    Ne la Quaresma.

    Amor el tegn
    Saldissim el sò regn
    Senza la spada.

    Quella che l’ama
    On forestèe ama el vent
    E la corrent.

    Chi porta el fior
    In man per strada e va,
    El gh’ha l’amor.

    Quej che i se sposa
    Fan ben e quej che minga,
    Fann amò mej.

    L’amor l’è bell
    Quand se gusta novell
    E lo se ‘mpara.

    Soldàa, indoè va
    Morosa el fa, indoè passa
    Morosa lassa.

    No gh’è l’amor
    Senza la gelosia
    Coj sò dolor.

    I amor, quej noeuv,
    I fann desmentegà
    Quej pussèe vecc.

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