Toccaferro in Pillole: Le Campane

campana

Scacciano gli spiriti maligni e rendono favorevoli gli dei; i Fenici le usavano durante le cerimonie, e i Druidi le ritenevano indispensabili nei loro riti. 

Greci in battaglia mettevano delle piccole campanelle dentro i loro scudi, affinché suonando ottenessero la protezione di Marte.

Giulio Cesare racconta che anche i Britanni le usavano per lo stesso motivo, ma tenute appese alle lance.

Campanelli legati al collo di mucche e cavalli li proteggono dai malefici; e un tempo era uso donarne una piccina anche ai neonati, per prevenirli dal malocchio e dalle streghe.

Anticamente si suonavano attorno al letto dei moribondi per allontanare eventuali demoni lì in agguato, per rubare l’anima fuggente. 

Antica anche l’usanza di suonare quelle delle chiese per allontanare i fulmini (in Sicilia i terremoti); infatti su molte di quelle più vecchie si trova l’iscrizione “Fulgura frango” (rompo le folgori) o “Fulgura arcens et daemones malignos” (tengo lontano folgori e demoni maligni”.
Questo perché si pensava che i disastri naturali fossero opera del Maligno e che  quelle campane, essendo benedette, sarebbero state in grado di farlo fuggire.   

Sognare campane che suonano normalmente, dicono sia segnale d’allerta generica; sognarle che suonano a morto, indica litigio; a stormo, assicurano un prossimo successo personale.

In Liguria si credeva segno nefasto una qualunque campana che suonasse da sola (magari mossa dal vento); in Emilia si pensava che udire un suono di campane in lontananza fosse presagio di grane; in Toscana erano convinti che portasse malissimo suonarle senza motivo e praticamente in tutto lo Stivale si considerava cattivo segno il fatto che suonassero mentre l’orologio del campanile batteva le ore. In Lucania invece le donne con problemi di fertilità si recavano nel luogo dove si stava fondendo una nuova campana e saltavano sopra il crogiolo. Temerarie.

Nei Paesi Nordici a Natale porta buono regalare una campanella : alla fine del pranzo, tenendola in mano a turno, ogni commensale esprimerà un desiderio, e subito dopo la suonerà. 

E infine: le campane romane parlano.

©Mitì Vigliero 

Gli altri Toccaferro in Pillole:
I Numeri
I Piedi
I Capelli
Le Orecchie
La Gazza
Tarli e Tarme
Il Sale
Farfalle
Agosto
Il Granchio

Perché si dice: Piantare in Asso

il risveglio di Arianna di William Waterhouse

Nel nostro linguaggio quotidiano piantare in asso significa lasciare qualcuno da solo, solitamente in modo improvviso e inaspettato e possibilmente in mezzo a difficoltà o a situazioni sgradevoli.

Qualcuno dice che questo modo di dire derivi dal gioco dei dadi o delle carte: rimanere con un asso, ossia con un solo punto.

Altri, assolutamente logici ma del tutto privi di romantica fantasia, lo fanno derivare da uno dei significati dell’aggettivo latino assus: “senza accompagnamento, solo”.

Altri ancora – e sono quelli che mi stanno più simpatici- affermano che potrebbe trattarsi della deformazione popolare detta dai colti paretimologia del nome Νάξος (Nasso), isola greca delle Cicladi nel mar Egeo, famosa per la conclusione della storia di Teseo e Arianna.

Infatti il mito racconta che fu proprio qui che l’eroe attico -per nulla grato del fatto che l’innamoratissima Arianna lo avesse aiutato col famoso filo a uscire dal labirinto del Minotauro- dopo averla (oh vigliacco) addormentata con una pozione, l’abbandonò da sola sull’isola.  

Mi piace immaginare che lei, risvegliatasi  mentre il fedifrago si allontanava con la nave, dalla riva furibonda gli gridasse:

“Brutto mascalzone, non puoi piantarmi in Nasso così!”. ;-)

Ma poi sull’isola incontrò Bacco con tutta la sua allegra brigata di ninfe e satiretti, e piantata in asso non fu più.  

bacco e arianna di domenico carracci

©Mitì Vigliero 

E da voi come si dice?

Mimosafiorita: A Roma si dice “m’hai accannato” per definire in generale l’essere stata lasciata dal fidanzato ma anche nei guai da sola, oppure “m’hai lasciato con una mano davanti e un’altra di dietro

Caravaggio:  in siculo si dice: lasciari di piritu.

Placide Soddisfazio’

 

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Oggi sono al galòp, ma scrivo due righe veloci per dire che
mi hanno assegnato
l’Ecletic Site Award – Premio Internazionale per il Web Eclettico
.

M’appunto commossa e fiera il badge sul template, e ringrazio con un bacio.