Parole da Salvare

parole

Nella lingua italiana esistono splendide parole che non vengono più utilizzate sia per appiattimento lessico-culturale, quello che ci fa utilizzare un linguaggio composto da un massimo di 200 vocaboli, sia perché giudicate antiquate, sia perché sostituite da termini stranieri.

Ma soprattutto e più semplicemente perché, dato che non vengono più usate, tutti ne dimenticano l’esistenza e il significato.

Per questo ho deciso di fondare l’EPPIVDE :
Ente Protezione Parole In Via d’Estinzione.

Portate qui la Parola (o più Parole) che volete salvare!

Non solo sarà accudita amorevolmente, ma faremo in modo di riportarla in circolazione.

MaxG: Sapido, Duttile, Malleabile…Mi vengono in mente soprattutto aggettivi, chissà perché.

Clò: *vendonsi*…si, lo so, non è proprio estinta, ma ormai sui cartelli si legge quasi sempre il solito “vendesi”…le rare volte che la trovo, però, mi procura un secondo di intensa felicità! :) e anche *inanellati*, si, è un aggettivo che mi piace proprio. un gran bel suono!

ZiaPaperinaSensatezza, Acume, Arguzia.

Mimosafiorita: Abnegazione, Combattività, Complicità, Collaborazione.

Nikink: su tutte, come ripeto sempre: Desueto (parola ormai metasignificamte). Poi aggiungerei Serotino, soppiantato in ogni uso da Serale, di tanto più banale

Beppe: Turgido. Mi piace dirlo: turrrgido. E poi salverei Filippica, Lai, Genetliaco, Agape, Simposio.

Tittieco: Sgomento, Attonito, Bisognevole, Diaspora.

Skip: Guantiera,solerzia, compiacenza- compiacente , smodato,pertinace,ubertoso, ubbioso,sorprendente.

Bobboti: Le mie parole sono: Occaso, Tratturo, Pittare.

Fatacarabina: le parole da salvare…meravigliosa idea, e allora ti do una mano. Le mie parole da salvare sono meraviglia, sapido, immaginazione, panciera, calza, pinza, velluto…tanto per cominciare :)

Angelapia: Mi vengono in mente: garbo, garbato, garbatezza. Interessante iniziativa.

Anna: Algido, rebbio, brolo, costipazione.

La GiraffessaMADIA – è così suggestiva, come in genere quell’infinità di parole legate a oggetti, piante, quotidianità, che ora non si usano più. difficile a volte leggere pasolini, rimbaud… senza l’enciclopedia sottomano!

Suomitaly: Ne avrei tante. Eccone alcune: uggioso, sonaglio, tremulo, chioccia, guanciale, arboreo, gabbare.

Fatacarabina: aspetta: gozzovigliare e il magnifico sollucchero :)

Diegochiosa, logoro, vezzosa, ceruleo, diafano, sciamare, codesto. ma la nostalgia non è delle parole, ma del mondo cui appartenevano, che non c’è più. se muore un modo d’essere, muoiono anche le sue parole, salvo qualche rivisitazione ad uso pubblicitario (come dire le parole del mulino bianco)

Grace: A me viene in mente “la fine della settimana”. Sarà che ho un’innata antipatia per il termine *week-end* e per la definizione “il fine settimana”. Un’altra consuetudine che non capisco è definire *vivere* come contrario di *morire*. Non dovrebbe essere *nascere*?

Luca: cribbio, perbacco, stola, coloniali, sponsali, squisitezza.

Graziellagalantuomo, perbene (persona). forse mi vengono in mente ascoltando il vociare pieno di insulti e volgarità dei nostri politici.

Aglaia: dabbenaggine e sagacia, così di primo acchitto, due termini che sanno di tempi migliori…

Littlechini: A me vengono in mente florilegio, all’uopo oppure d’uopo, addurre, paternalistico, autoctono, adombrare, adorno, acchito, rabbonire… Mi piacerebbe ritrovarle in un articolo di giornale, in un racconto, in uno slogan pubblicitario, sentirle al telegiornale… speriamo che restino in vita!

NonnaPapera: Idea sagace, cara Mitì, che mi entusiasma. In questi giorni sto ascoltando alla radio “Le sorelle Materassi” di Palazzeschi dalla voce impareggiabile di P. Poli (RadioRai 3 dalle 9 alle 9.30) Quante parole da salvare ci sono in quel testo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eccotene qualcheduna: greve, oblungo, sbocconcellato, mezzodì, ignudo, ciondolare,abbrancare, bonomia, bizzarro, bislacco, lapis

Roger: tantissime qui

Lu: Diamine!, becero, aulico.

La cuoca itagnola: Anch’io, anch’io voglio far parte del tuo ente, l’EPPIVE, cara Mitì: nonostante io sia spagnola mi batto da anni per la difesa della bella lingua italiana contro l’inglesismi e contro la mancanza di alcune (molte, troppe)parole nei mezzi d’informazione. Come ad esempio “defunto” o “morto” sostituite per “scomparso”: mio fratello, ad esempio e come già sai (grazie per le tue parole di conforto Mitì) , non è scomparso alcuni giorni fa, ma è morto. Non sarà scomparso finché qualcuno l’avrà nella memoria o nel cuore!Perché questa paura di nominare la parola morte? Vogliano capire che fa parte della nostra impermanente esistenza?

Elibasire (quanto me piasce!)

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


41 Replies to “Parole da Salvare”

  1. Sapido, Duttile, Malleabile…Mi vengono in mente soprattutto aggettivi, chissà perché.
    Bella iniziativa!

  2. *vendonsi*…si, lo so, non è proprio estinta, ma ormai sui cartelli si legge quasi sempre il solito “vendesi”…le rare volte che la trovo, però, mi procura un secondo di intensa felicità! :) e anche *inanellati*, si, è un aggettivo che mi piace proprio. un gran bel suono!
    mille baci

  3. su tutte, come ripeto sempre: Desueto (parola ormai metasignificamte)

    poi aggiungerei Serotino, soppiantato in ogni uso da Serale, di tanto più banale ,-P

    (oh, hai saltato una A in utilizzAre, seconda riga: va mica bene, in un post sulla difesa della lingua :)

    ,-***

  4. Nik, grazie, corretto. Ma stavolta è colpa della tastiera che sta tirando il gambino e non mi scrive 2 lettere su 3…Ne devo prendere un’altra e non ho avuto ancora il tempo di farlo.

  5. Turgido. Mi piace dirlo: turrrgido.
    E poi salverei Filippica, Lai, Genetliaco, Agape, Simposio.

  6. le parole da salvare…meravigliosa idea, e allora ti do una mano. Le mie parole da salvare sono meraviglia, sapido, immaginazione, panciera, calza, pinza, velluto…tanto per cominciare :)

  7. Mi vengono in mente: garbo, garbato, garbatezza.
    Interessante iniziativa.

  8. MADIA – è così suggestiva, come in genere quell’infinità di parole legate a oggetti, piante, quotidianità, che ora non si usano più. difficile a volte leggere pasolini, rimbaud… senza l’enciclopedia sottomano!

  9. chiosa, logoro, vezzosa, ceruleo, diafano, sciamare, codesto

    ma la nostalgia non è delle parole, ma del mondo cui appartenevano, che non c’è più

    se muore un modo d’essere, muoiono anche le sue parole, salvo qualche rivisitazione ad uso pubblicitario (come dire le parole del mulino bianco)

  10. A me viene in mente “la fine della settimana”.
    Sarà che ho un’innata antipatia per il termine *week-end* e per la definizione “il fine settimana”.
    Un’altra consuetudine che non capisco è definire *vivere* come contrario di *morire*.
    Non dovrebbe essere *nascere*?

    [Ot: fatti un giro sui monili gufosi di questo sito.]

  11. galantuomo, perbene (persona). forse mi vengono in mente ascoltando il vociare pieno di insulti e volgarità dei nostri politici.

  12. galantuomo, perbene (persona). mi vengono in mente forse perchè si sente il bisogno di persone così.

  13. Siete meravigliosi, leggere queste parole è come entrare in un magnifico bosco, tuffarsi in un’acqua frizzante e rivitalizzante…
    Perdonatemi se rispondo brevemente solo a qualcuno (sì lo so che dovrei stare senza galòp per ancora un po’, ma è il galòp che non riesce a stare senza di me…)

    Allora.

    La giraffessa: è proprio quello che vorrei fare, salvare e rendere ancora comprensibili parole che oggi sembrano streniere…Ma poi, esiste forse una lettura più divertente e interessante del vocabolario? A me ipnotizza e affascina ogni volta che lo prendo in mano (cosa che accade praticamente ogni giorno, vivo di dubbi e ricerche ;-*)

  14. Diego: è vero. Ma secondo me tocca proprio a noi non far dimenticare quel mondo, continuando a usare parole come queste. E se qualcuno dirà “non capisco”, eh bé, gliele si spiegherà. E se dirà “ma son desuete” (anche se dubito che chi non capisce quetse parole possa usare il termine “desueto” ;-D), gli si risponderà “Sforzati, cerca, usa il vocabolario. E se non ti va…Peggio per te”
    Fìnche ci sarà qualcuno che le capirà, vorrà dire che ci sarà speranza di salvarsi dal totale abrutimento ;-***

  15. Graziella, politici e non politici, stampa e folla…si salvano in pochissimi. :-(

    E hai ragione; leggendo le parole qui riportate, sono moltissime quelle che ricordano l’eleganza, la civiltà, la buona educazione. Come ci mancano, eh?

    Motivo di più per mantenerle in vita! :-*

  16. dabbenaggine e sagacia, così di primo acchitto, due termini che sanno di tempi migliori…
    un abbraccio Mitì!!

  17. A me vengono in mente florilegio, all’uopo oppure d’uopo, addurre, paternalistico, autoctono, adombrare, adorno, acchito, rabbonire… Mi piacerebbe ritrovarle in un articolo di giornale, in un racconto, in uno slogan pubblicitario, sentirle al telegiornale… speriamo che restino in vita!

  18. Idea sagace, cara Mitì, che mi entusiasma.
    In questi giorni sto ascoltando alla radio “Le sorelle Materassi” di Palazzeschi dalla voce impareggiabile di P. Poli (RadioRai 3 dalle 9 alle 9.30) Quante parole da salvare ci sono in quel testo, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eccotene qualcheduna: greve, oblungo, sbocconcellato, mezzodì, ignudo, ciondolare,abbrancare, bonomia, bizzarro, bislacco, lapis…

  19. cnissoregmia (cnis-so-reg-mì-a) sost. f. sec. XIX et. non riportata. Indisposizione di stomaco, dovuta a problemi digestivi o al tipo di cibo ingerito, per cui il soggetto emette rutti acidi.

    rocmo (ròc-mo) sost. m. sec. XVII? et. non riportata, tra le più probabili: a. dal lat. raucus, roco; b. più accreditata, dal gr. rògchos, il russare; suono che viene emesse tra le fauci durante il sonno; va quindi inteso il singolo suono, e non il russare nel suo insieme come fenomeno; si potrebbe sinonimizzare con russìo (Zing. 1396), che però è sost. frequentativo, o meglio con russo (ib.), il suono emesso.

    strecola (strè-co-la) sost. f. sec. XIX et. non riportata. 1. Colpo o pugno dato sotto la gola; 2. colpo dato genericamente nel viso, tuttavia vanno specificati: grifone, dato sul muso; mascellone, nel mento; sergozzone, nella gola dal basso all’alto; 3. colpo qualsiasi, perlopiù inferto di taglio con la mano.

    e poi….riprese da un sondaggio di Repubblica….

    1 abbacare (calcolare, computare)
    2 acquavite (drink, beverone; scherz.: bibitona)
    3 affannone (trafelato, ansioso; gerg.: schizzato)
    4 afroroso (puzzolente; volg.: puzzone)
    5 agugliata (filo per cucire)
    6 anòdino (calmante, analgesico)
    7 appigionare (affittare, noleggiare)
    8 arruffamatasse (gerg.: casinista)
    9 bàbbio (sciocco, volg.: pirla)
    10 baloccarsi (giochicchiare; volg.: cazzeggiare)
    11 biascicapaternostri (bigotto, teocon, teodem)
    12 brigatore (maneggione, mestatore, faccendiere)
    13 buonamano (mancia, tip)
    14 cafarnao (casino, macello)
    15 callido (furbetto)
    16 chauffeur (autista, driver)
    17 cospettone! (accidenti! che botta! volg.: caz.!)
    18 desueto (disusato)
    19 disgarbare (dispiacere, irritare)
    20 equitatore (cavallerizzo, jockey)
    21 faloppa (bugiardo, infido)
    22 freniatra (psichiatra; volg.: strizzacervelli)
    23 frigidaire (frigorifero, frigo)
    24 gettonare (dare un colpo di telefono, squillare)
    25 granciporro (errore, svista)
    26 guardamerci (scorta, security)
    27 imbuscherarsi (disinteressarsi; pop.: fregarsene; volg.: fott.)
    28 invacchire (ingrassare, rammollirsi)
    29 licet (gabinetto, toilet; volg.: cesso)
    30 mezzala (trequartista)
    31 missiva (e. mail, messaggio, lettera, sms)
    32 moscardino (bellimbusto, gigolò, sirenetto; pop. volg.: figo)
    33 murcido (fiacco, moscio, volg.: scazz., scogl.)
    34 omnibus (treno regionale)
    35 pipita (pellicina attorno alle unghie)
    36 reclamista (account executive)
    37 ribotta (baldoria, rave party, orgia)
    38 ricoglitore (saggista, intellettuale)
    39 rumentiera (cassonetto)
    40 senapismo (persona noiosa; pop. volg.: rompic.)

  20. Anch’io, anch’io voglio far parte del tuo ente, l’EPPIVE, cara Mitì: nonostante io sia spagnola mi batto da anni per la difesa della bella lingua italiana contro l’inglesismi e contro la mancanza di alcune (molte, troppe)parole nei mezzi d’informazione. Come ad esempio “defunto” o “morto” sostituite per “scomparso”: mio fratello, ad esempio e come già sai (grazie per le tue parole di conforto Mitì) , non è scomparso alcuni giorni fa, ma è morto. Non sarà scomparso finché qualcuno l’avrà nella memoria o nel cuore!Perché questa paura di nominare la parola morte? Vogliano capire che fa parte della nostra impermanente esistenza?

  21. Roger, lo ricordo bene quel sondaggio…”Presero l’idea” (eufemismo ;-)) una settimana dopo l’uscita di un mio post identico a questo, che esiste ancora sepolto nell’archivio e che allora privatizzai per evitare altre “ispirazioni”, ma ce appena riesco a trovare un minuto di tempo andrò a riesumare. :-D*

    Per tutti gli altri, baci ammirati! Mi crogiolo fra le parole che avete scritto, piena di goduria! :-**

  22. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Parole da Buttare

  23. C’è un vecchio libro di Leo Pestelli, “Dizionario delle parole antiche”, dove se ne trovano di bellissime (ancora in uso o meno). La mia preferita è “donneare”, che più o meno vuol dire “passare piacevolmente del tempo con le donne parlando d’amore”. Ma mi rendo conto che del tutto desueta, e quindi forse fuori tema.

  24. Pingback: Placida Signora: tradizioni (ma non solo) | EcletticaMente

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