Le formiche della Madonna, una strana e buffa storia del ’46

In Italia il nome dei santi e quello della Madonna sono spesso uniti a una caratteristica precisa che ne connota la “specializzazione” nella devozione dei fedeli: “del parto, della fortuna, della salute” ecc.

Ne esistono ben tre che hanno come caratteristica principale le formiche, precisamente le “Myrmica Scabrinodis“, volgarmente conosciute come formiche alate.

Di solito a fine estate esse fanno il  “volo nuziale“; maschi e regine volan fuori  dai formicai accoppiandosi e formando impressionanti nuvole nere: finita la pacchia, le regine fecondate formano nuovi nidi, e i maschi muoiono cadendo a terra.

Orbene, a Pomarance (Pisa), esiste una chiesa chiamata sin dal 1200 San Michele delle Formiche; ogni 29 settembre, testimonia il Maffei, “si vede una prodigiosa quantità di formiche che ingombrano tutta la chiesa, coprono gli altari e in poco tempo muoiono”.
La chiesa ormai è un rudere, ma la sua campana è stata messa sulla torre del Palazzo Pretorio: e ora le formiche vanno tutte a suicidarsi lì.

Stessa cosa avviene a Foresto Sparso (BG), nel santuario di San Giovanni delle Formiche, sulla cima del Monte Cunisio; cambia solo la data, 29 agosto.

Ma la più sorprendente accade nella Val di Zena (Bo), a 20 km da Loiano.

Da secoli, ogni 8 settembre milioni di formiche alate vanno a morire dentro e intorno al Santuario di Santa Maria; da sempre il popolo ha pensato che, miracolo, le formiche andassero a rendere omaggio alla Madonna nel giorno della sua festa.

Infatti  un antico distico latino sotto la sua immagine recita: “Centatim volitant formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt” (Ansiose volano le formiche all’altare della Vergine, pur sapendo che ai suoi piedi moriranno).

L’8 settembre i fedeli della Madonna delle Formiche si recano sul Monte delle Formiche, partecipano a una solenne processione in onore della Natività della B.V. e poi, servendosi di larghi e bianchi lenzuoli, raccolgono  i cadaverini delle Myrmicae mettendoli in sacchettini (le “Formiche della Madonna“) che – dopo esser state benedetti – vengono distribuiti previa offerta e poi conservati dai fedeli nei cassetti della biancheria: dicono preservino dai dolori reumatici e da quelli di stomaco .

Ovviamente si tratta di una tradizione che la Chiesa non considera affatto un miracolo; e a causa di questo vi fu una volta in cui le Formiche della Madonna divennero le protagoniste di una bellissima storia decisamente in stile Peppone e Don Camillo.

Era il 1946, immediato dopoguerra: un periodo in cui soprattutto in Emilia Romagna la DC e il PCI si facevano una guerra tremenda.

I primi tacciavano i secondi di essere degli anticristo senza fede, i secondi tacciavano i primi di essere dei manipolatori delle menti e di far vivere i popoli nell’ignoranza della superstizione.

Il santuario era stato bombardato, erano rimasti in piedi solo il campanile e la Santa Immagine della Vergine, ricoverata nella cappellina del cimitero.

Arrivarono le formiche ma il giovane parroco, Don Severino Righi, si rifiutò fermamente di collaborare alla raccolta e alla distribuzione delle formiche, considerandola, stavolta lui, una mera superstizione.

Allora tutte le Sezioni Comuniste della regione insorsero violentemente, accusando il parroco di essere “Contro Cristo e la Madonna” (sic), e di voler privare il Popolo di certezza e salute, doni che da secoli le Formiche della Madonna dispensavano.

E il giorno della festa religiosa, l’8 settembre del ‘46, vennero da Bologna e da tutte le zone limitrofe, portando le loro grandi bandiere rosse prima in Processione e poi  stendendole sui prati al posto dei lenzuoli per raccogliere le formiche miracolose.

Poiché allora nel PCI era in voga lo slogan dell’Onorevole DoniniIl miracolo, arma dei preti“, probabilmente quella mistica reazione fu davvero il più grande prodigio accaduto sul Monte delle Formiche.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


25 Replies to “Le formiche della Madonna, una strana e buffa storia del ’46”

  1. Veramente carina la storia del Santuario delle formiche in Val di Zena. Anche a Offlaga (pianura padana, Brescia) c’è un Santuario della Madonna della Formica. Pare che queste terre fossero infestate da milioni di formichine e quindi i raccolti rovinati. Al Santuario andavano ovviamente in pellegrinaggio per scongiurare quella calamità e avere protezione dalla Vergine. Buona settimana Mitì.

  2. La costanza e il coraggio di alcuni animali è da invidiare, o prendere come esempio.

    Non sapevo che ci fossero queste ‘formiche alate’, non sapevo delle loro tradizioni, e di quelle che hanno aiutato a creare. E nonostante non sia per niente tradizionalista, mi ha dato uno strano senso di felicità leggere il tuo post.

    Ti auguro una giornata felice.

  3. Curiosità originalissima non la conoscevo affatto, e tu sei irragiungibile come sempre, però il sacchetto di formiche nel cassetto, porca miseria, il mal di stomaco te lo fanno venire eh! Spero tu stia maglio con la storta, bacissimi;@)

  4. Pungono, quelle formicazze lì. E sono pizzicate dolorosissime. Quest’anno le ho già viste in giro, si vede che sono in anticipo ^^

  5. Graziella, pare davvero che l’Italia pulluli di Madonne e Santi e Monti dedicati ale formiche…Chissà se ci sono anche in altre nazioni? :-*

  6. Borg, io le ho viste a luglio una sera a Varazze: ce n’era un’invasione. Essì lo so che pizzicano e fan male, maledettine, le ho già “provate”…;-**

  7. Proprio vero, Mitì.
    Ti saprò dire se anche quest’anno ci sarà la calata degli insetti al Monte delle Formiche: mia mamma andrà in ricognizione :-)

  8. Grazie davvero, Mitì. da più di 10 anni abito in un paesino della’alta valle susa e d’estate siamo invasi (soprattutto nelle serate calde e senza vento) da questi aninmaletti piuttosto fastidiosi che entrano in casa attirati dalla luce e si suicidano sul tavolo (mediamente della cucina, sigh!) quest’anno, poi, una mattina abbiamo trovato il pavimento del sottopassaggio della stazione interamente ricoperto. farò circolare questo tuo post per svelare il segreto delle formiche con le ali (non sapendo, questo è il nome che abbiamo, con poca fantasia, coniato). cordialmente

  9. Ricordo una sera a Varazze che venivo giù da Savona….
    Mitì, ma ricordo male o esiste una cosa che si chiama acido formico?

  10. va’ che bella storia, per un attimo, dal titolo, pensavo fossero formiche giganti milanesi…delle formiche déla Madona!
    ciao mitì sempre bello passare da queste parti, cat

  11. bellismo post ! affascinante nell’incomprensione del perchè i piccoli insetti cerchino proprio quei luoghi per morire. Auguri per la tua caviglia!
    Ciao Renata

  12. Giarina, visto, telepatia! E’ meraviglioso (ANDATE A LEGGERLO quel post di Giarina: è bellissimo!)
    Tra il resto, auguri in ritardo tesora! :-***

  13. Cat, pensa che mi ha scritto un’amica dicendo che, conoscendo la mia allergia, leggendo il ttlo pensava fossi stata punta da una formica volante e quindi fossi un cicinin arrabbiata…:-D
    Bentrovato tesoro!