San Giovanni: vi racconto riti e credenze della Notte più Magica dell’anno

San Giovanni: credenze, usanze, riti 

 

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E’, quella di San Giovanni, la notte più magica dell’anno: malìe, incantesimi, riti e credenze si fondono e danzano alla luce delle stelle.

Alzate lo sguardo al cielo stanotte e lo vedrete segnato da quelli che paion nembi sottili, ma che in realtà sono nugoli di streghe le quali, da qualsiasi parte del mondo, volando si recano al Grande Sabba che si terrà a Benevento, sotto le frasche del Grande Noce che riapparirà solo per loro.

In questa notte quindi, per evitare che streghette curiose e dispettose vogliano infilare il nasone adunco in casa vostra, sarà bene porre di fronte all’uscio un bel mucchietto di sale o una grande scopa; le megere, per poter entrare, saranno prima obbligate a contare granello per granello e saggina per saggina: così il tempo passerà,verrà mattina e dovranno per forza tornare a nascondersi nei loro antri.

Oppure, per evitare che s’introducano nelle abitazioni scendendo dal camino, occorrerà posare sulle braci le molle e la paletta incrociate: e chi camminando per strada non vorrà incontrarle , sarà d’uopo che si munisca di lanterne, torce e strumenti musicali con i quali accompagnare canti a squarciagola, che di certo terrorizzeranno le streghe anche perché, per farsi coraggio, i musicanti avranno prima avuto l’accortezza di rimpinzarsi di lumache cotte nell’aglio, odore odiato dalle megere, nonché di “fare il pieno” con qualche litrozzo di quello buono, e si sa che i canti degli ubriachi non son certo allettanti come quelli delle sirene.

La Notte di San Giovanni, la rugiada che bagna i prati acquista miracolose facoltà: rotolarsi nell’erba bagnata renderà il fisico scattante, vigoroso e bello. E passeranno persino i reumatismi. Dicono.

Persino determinate erbe raccolte bagnate di rugiada in questa magica oscurità sono miracolose: l’artemisia, la ruta, l’iperico, la salvia (contro il mal di pancia), la menta (contro l’influenza), il rosmarino (contro  le calvizie), ma soprattutto -eccolo di nuovo- l’aglio perché come dice il proverbio: “Chi non prende aglio a San Giovanni,è povero tutto l’anno”.
In realtà questo detto si riferisce all’uso di acquistare in questo periodo l’aglio da piantare per il prossimo raccolto; ma l’aglio è in ogni caso un ottimo scaccia-maligni, o per lo meno tiene lontano i seccatori. Pare.

Raccontano anche che, solo a mezzanotte in punto, una pianta di felce che nasce accanto ai rivi fiorisca: chi riuscirà a cogliere questo fiore (di cui nessuno ha mai svelato la forma) acquisterà fama di saggio nonché la capacità di leggere il passato e prevedere il futuro.

Perché stanotte è una magica notte solstiziale; quella di mezza estate, come dicono i britanni come Shakespeare, quella dove i sogni sono  veritieri e ciò che è impossibile si avvera.

Ma è, quella di San Giovanni, soprattutto una notte che parla d’Amore: poiché il 24 giugno è ovunque considerata la data più propizia ai matrimoni, sono moltissimi gli antichi “riti” di previsione sentimentale che le ragazze prive di fidanzato potranno provare a fare esattamente a mezzanotte.

Come versare un bianco d’uovo in un bicchiere ed esporlo sul davanzale della finestra; se, alla mattina, si troverà l’acqua ricoperta di bollicine, vorrà dire che entro poco troveranno un uomo bello, buono e ricco. Se non sarà cambiato nulla, bisognerà aspettare con pazienza il prossimo 24 giugno.

Se, invece, dopo aver raccolto un cardo e averlo bruciacchiato, lo si nasconderà in una fenditura del muro e la mattina lo si troverà verde e fresco come appena colto, vorrà dire che ci si innamorerà felicemente corrisposte entro l’anno.

Oppure, sempre a mezzanotte, prendere tre fave: ad una togliere completamente la buccia, ad una solo metà, la terza dovrà rimanere intatta. Dopo aver incartato le tre fave come caramelle, verranno poste sotto il cuscino e la mattina, se ne pescherà una a caso.
La fava con la buccia intera vuol dire “marito ricco”, con mezza buccia “abbastanza benestante”, senza buccia “povero in canna”.

In certe zone le fanciulle, prima di addormentarsi, pregano San Giovanni di far vedere loro in sogno il volto del futuro compagno; altri dicono che se una ragazza a mezzanotte si guarderà allo specchio, vedrà riflesso accanto al suo volto quello di lui.

In Veneto le nubili che hanno più di un corteggiatore, la notte di San Giovanni scrivevano su bigliettini i nomi dei loro spasimanti, uno per uno: dopo aver piegato i biglietti in quattro, li gettavano in un catino d’acqua e il bigliettino che a contatto dell’umido si apriva per primo, conteneva il nome dell’uomo “giusto”.

Da parte loro i maschietti in questa notte dovranno cogliere foglie di valeriana, verbena e maggiorana, farle seccare, ridurle in polvere e, al momento che giudicheranno propizio, gettarle addosso alla donna desiderata ma ritrosa: pare che il successo sia assicurato. Pare.

Ne La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, Ornella dice ad Aligi:

E domani è  Santo Giovanni,
fratel caro: è San Giovanni
Su la Plaia me ne vo’ gire
per vedere il capo mozzo
dentro il Sole all’apparire,
per vedere nel piatto d’oro
tutto il sangue ribollire
.

Questo si riferisce all’antica abitudine delle ragazze abruzzesi che si svegliavano all’alba per guardare il sorgere del sole poiché la prima che avesse visto nel disco luminoso e sanguigno il volto di San Giovanni decapitato dopo la danza dei sette veli di Salomè, entro l’anno si sarebbe felicemente maritata.

Ed infine la notte di San Giovanni è famosa e resa ancor più magica dai suoi fuochi, accesi per usanza comune in quasi tutta Europa; mille falò scoppiettanti che illuminano l’oscurità e squarciano le tenebre:  una tradizione antichissima, tramandata dai Fenici che adoravano il dio Moloch, gestore del Sole e della Paura del Buio, mentre nella rivisitazione cristiana il fuoco simboleggia la Fede e l’eterno calore dell’Amore.

E all’alba gli innamorati che vorranno vivere insieme felici per sempre, non dovranno fare altro che tenersi per mano e saltare da una parte all’altra delle braci lasciate dal falò finito, esprimendo desideri di fortuna, salute, benessere e serenità.

© Mitì Vigliero

E voi conoscete altre usanze, credenze o riti legati al 24 giugno, San Giovanni?

Cassandra:  durante questa notte si raccolgono noci acerbe per metterle sotto spirito e farne il nocino (con altri ingredienti più o meno segreti). E’ forse perché, come racconti nel primo paragrafo, ci sono le streghe… che mia mamma, per anni, abbia preparato l’unguento di Benevento?

Skip: Si usa anche raccogliere erbe “magiche”,umide di rugiada mattutina che trasmette poteri benefici a tutti gli esseri viventi.Le piante più raccolte nella notte di San Giovanni sono la felce,l’iperico,la malva,la melissa e la verbena che dovevavno essere conservate in soffitta per poi essere utilizzate contro il malocchio e le malattie.

ZiaPaperina: Per preservare tutto l’anno dalle tarme vestiti o coperte a cui si tiene molto, stanotte bisogna stenderli fuori affinché si bagnino della rugiada di San Giovanni. Pare sia meglio del Raid.

Beppe: Ricordo che mio nonno marchigiano raccontava che ogni alba del 24 giugno tutto il paese si ritrovava sulla spiaggia per bagnarsi in mare appena spuntava il sole. Quell’acqua, in quel preciso momento, assicurava la salute tutto l’anno. Non so se è per quello, ma è campato felicemente sino ai 98 anni…

Seia: Con mia madre e mia sorella qualche anno fa, durante la notte di San Giovanni facevamo un rito per conoscere il lavoro dei nostri futuri fidanzati sciogliendo del piombo e aspettando che si solidificasse a forma di qualche oggetto che rivelasse una professione e per sapere invece il tempo da aspettare prima di trovare il vero amore facevamo una specie di novena mentre arrotolavamo dei pezzetti di legno in strisce di cotone bianco e alla fine srotolandoli velocemente quelli che si liberavano dall’intreccio senza rimanere incastrati – ed era incredibile vedere come alcuni pezzi di legno ltrepassassero la stoffa – davano il tempo che ci voleva. Mi metteva i brividi questa cosa ma mi affascinava anche :-)

Marchino: mia nonna usava mettere l’albume in un fiasco spagliato riempito per metà d’acqua, lo lasciava tutta la notte in giardino e il mattino seguente i filamenti biancastri dovevano rappresentare il vascello di San Giovanni (o di San Pietro, 29 giugno?NdPS); ci voleva un po’ di fantasia, per riconoscere una nave, però per noi bambini era suggestivo, come rituale. Non mi ricordo però quale profezia sottostesse a questa pratica.

Roger:  detto toscano: Arrivare dopo i fòchi di San Giovanni …A Firenze, a giugno, si festeggia la festa del santo patrono (San Giovanni Battista). Questa festa comprendeva tornei, un palio di cavalli (ricordato da Dante e Boccaccio),una fiera. Alla fine c’erano i fuochi sui quali si facevano saltare uomini e bestie in base alla tradizione della benedizione ‘per ignem’. Arrivare a fuochi spenti significa arrivare a cose fatte.  (altre interessantissime segnalazioni di Roger qui)

Roberto: Anche mia nonna, come quella di Marchino, metteva sempre la chiara d’uovo in bottiglia… A seconda della luna la barca si formava più o meno bene però si formava!
Per quanto riguarda le felci io sapevo che se nella notte di San Giovanni dei semi di quella pianta rimanevano tra i vestiti si otteneva la capacità di vedere le cose nascoste e di svelare i trucchi…

Cristella: La guàza ad san Zvan la guarés ogni malàn (la rugiada di san Giovanni guarisce ogni malanno).

Sancla: “Ya vino San Juan Verde, ya vino y ya se vuelve”, in Spagna si sottolinea con questo dittico la velocità con la quale trascorre la notte più corta dell’anno, quella durante la quale nessuno può rimanere asciutto, perché solo durante questa notte tutta l’acqua del mondo porta dentro una goccia del Giordano.

Scrittoingrassetto: In provincia di Verona invece i filamenti di albume rappresentano San Pietro in barca (San Piero in barca) la data è quella del 29 Giugno sempre di notte. Lo si faceva e qualcuno lo fa ancora per trarre buoni o cattivi auspici sul raccolto

Diego: quando ero piccolo, in ogni cortile della Spezia, si faceva il batistòn, che poi era un falò con un fantoccio in cima. la testa era fatta di solito con un fiasco nudo rovesciato. ora non si fa più, credo, forse saranno i rigidi regolamenti condominiali, saranno gli spezzini doc ormai solo pensionati

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


51 Replies to “San Giovanni: vi racconto riti e credenze della Notte più Magica dell’anno”

  1. Non conosco altre usanze Mitì, ma le streghette curiose non avranno il coraggio di mettere il loro nasone in casa mia, perche ci sono già IO, e non vorranno competere.Ciao Placidissima buona notte magica;0)

  2. So solo che durante questa notte si raccolgono noci acerbe per metterle sotto spirito e farne il nocino (con altri ingredienti più o meno segreti)… forse perché, come racconti nel primo paragrafo, ci sono le streghe… che mia mamma, per anni, abbia preparato l’unguento di Benevento? O_o

  3. Si usa anche raccogliere erbe “magiche”,umide di rugiada mattutina che trasmette poteri benefici a tutti gli esseri viventi.Le piante più raccolte nella notte di San Giovanni sono la felce,l’iperico,la malva,la melissa e la verbena che dovevavno essere conservate in soffitta per poi essere utilizzate contro il malocchio e le malattie.

  4. Per preservare tutto l’anno dalle tarme vestiti o coperte a cui si tiene molto, stanotte bisogna stenderli fuori affinché si bagnino della rugiada di San Giovanni. Pare sia meglio del Raid. ;oD

  5. Ricordo che mio nonno marchigiano raccontava che ogni alba del 24 giugno tutto il paese si ritrovava sulla spiaggia per bagnarsi in mare appena spuntava il sole. Quell’acqua, in quel preciso momento, assicurava la salute tutto l’anno. Non so se è per quello, ma è campato felicemente sino ai 98 anni…

    Ti sono grato perché con i tuoi scritti mi fai sempre scaturire ricordi che credevo perduti, e sono sempre bei ricordi.

  6. Con mia madre e mia sorella qualche anno fa, durante la notte di San Giovanni facevamo un rito per conoscere il lavoro dei nostri futuri fidanzati sciogliendo del piombo e aspettando che si solidificasse a forma di qualche oggetto che rivelasse una professione e per sapere invece il tempo da aspettare prima di trovare il vero amore facevamo una specie di novena mentre arrotolavamo dei pezzetti di legno in strisce di cotone bianco e alla fine srotolandoli velocemente quelli che si liberavano dall’intreccio senza rimanere incastrati – ed era incredibile vedere come alcuni pezzi di legno ltrepassassero la stoffa – davano il tempo che ci voleva. Mi metteva i brividi questa cosa ma mi affascinava anche :-)

  7. mia nonna usava mettere l’albume in un fiasco spagliato riempito per metà d’acqua, lo lasciava tutta la notte in giardino e il mattino seguente i filamenti biancastri dovevano rappresentare il vascello di San Giovanni; ci voleva un po’ di fantasia, per riconoscere una nave, però per noi bambini era suggestivo, come rituale. Non mi ricordo però quale profezia sottostesse a questa pratica.

  8. Seia, in che zona d’Italia? Trovo meravigliosi questi riti antichi proprio per il fascino che emanano. Mi piace cercare di immaginare “come” siano nati, in quali contesti, fra quali pensieri. Sono favole coinvolgenti e “commoventi”, nel senso letterale del termine. Ci riportano alle origini, a quando l’Umanità era ancora capace di sognare. :-*

  9. In Bretagna c’era la stravagante usanza di far dondolare i bambini per nove volte davanti al fuoco, cosicché crescessero robusti. Davanti alle fiamme, inoltre, si disponevano delle pietre per fare in modo che gli avi defunti si riscaldassero.

    In Inghilterra era proibito, il 24 giugno, portare fuoco all’esterno delle case, per paura che la buona sorte se ne andasse. Tra le altre usanze, far passare gli animali attraverso il fuoco per preservarli dalle malattie e dai sortilegi negativi.

    La notte di San Giovanni, le donne della Repubblica di Venezia si rivolgevano alla luna per chiederle il nome del futuro marito. Il primo nome udito pronunciare da qualcuno, in qualsiasi circostanza, sarebbe stato quello dello sposo. Ben diversa l’usanza portoghese di andare nei boschi e, insieme, cominciare a prendere a male parole le volpi là nascoste, che non tornassero più a rubare le galline.

    e per finire…dato che…

    San Giovanni un vole inganni….

    a Firenze oltre che santo patrono della città lo misero anche sulle monete(fiorino)….perciò …. dato che era finito sul denaro,fonte di umana cupidigia…Giuseppe Giusti gli dedicò una poesia…

    A SAN GIOVANNI

    In grazia della zecca fiorentina
    che vi pianta a sedere in un ruspone,
    o San Giovanni, ogni fedel minchione
    a voi s’inchina.
    Per voi sconvolto il mondo e indiavolato
    s’agita come mare in gran burrasca:
    il vostro aureo vapor giù dalla tasca
    dello scapato
    sgorga in pioggia continua, feconda
    al baro, al sarto, a epicureo vivaio
    e s’impaluda in man dell’usuraio
    pestifer’onda.
    Dal turbante invocato e dalla stola
    siete del pari: ai santi, ai birichini,
    ai birri smessi, quondam giacobini,
    voi fate gola.
    Gridano: Ave spes unica! in un coro
    a voi scontisti, bindoli e sensali,
    a voi per cui cancellan le cambiali
    il libro d’oro.
    Vecchia e novizia deità, che il callo
    ha già sul core e pudicizia ostenta,
    perde le rose e itterica doventa
    del vostro giallo.
    Il tribuno che tiene un piede in Francia,
    l’altro a Modena, e sia tra due sospeso,
    alza ed abbassa al vostro contrappeso
    la rea bilancia.
    Voi, ridotto a trar sangue da una rapa,
    dal giorno che impegnò la navicella,
    chiama al deserto della sua scarsella
    perfino il Papa.
    Salve, o bel conio, al secolo mercante
    polare stella! Ippocrate, il giornale,
    e la monomania trascendentale
    filosofante,
    e prete Apollo in maschera, che predica,
    sempre pagano, sull’arpa idumea,
    fidano in te, ponsando diarrea
    enciclopedica.
    Oh mondo, mondo! oh gabbia d’armeggioni,
    di grulli, di sonnambuli e d’avari;
    i pochi che per te fan de’ lunari
    son pur minchioni!
    Non delle sfere l’armonia ti guida,
    ma il magnetico suon delle monete.
    Francia s’arruffa intanto nella rete
    del birro Mida.
    Sostien l’amico con un laccio al collo
    Anglia con fede che la greca ecclissa;
    lacera il Belgio la volpina rissa
    d’un protocollo.
    In furor di cannibali si cangia
    lo scisma ibero che se stesso annienta;
    cannibale peggiore or lo fomenta,
    poi se lo mangia.
    Sognan d’Italia i popoli condotti
    con sette fila in cieco laberinto:
    giocano i re per arte e per istinto
    ai bussolotti.
    Se l’inumana umanità si spolpa,
    se a conti fatti gli asini siam noi,
    caro Giovanni, un Santo come voi
    n’avrà la colpa?
    Colpa è di questi figli del demonio
    che giran per le tasche a voi confusi,
    di cui vedete le sentenze e i musi
    brillar nel conio:
    colpa di moltitudine che anela
    far da leon col core impecorito;
    falsificando il cuoio ed il ruggito
    sbadiglia e bela.
    Che dico mai? Di scettri e candelieri
    a questa gente non importa un ette:
    tribune invade e cattedre e gazzette
    furor di zeri.
    Guerra non è di popoli e sovrani,
    è guerra di chi compra e di chi vende:
    e il moralista addirizzar pretende
    le gambe ai cani?
    Ah! predicar la Bibbia o l’Alcorano,
    San Giovanni mio caro, è tempo perso:
    mostrateci la borsa, e l’universo
    sarà cristiano.

  10. Anche mia nonna, come quella di Marchino, metteva sempre la chiara d’uovo in bottiglia… A seconda della luna la barca si formava più o meno bene però si formava!
    Per quanto riguarda le felci io sapevo che se nella notte di San Giovanni dei semi di quella pianta rimanevano tra i vestiti si otteneva la capacità di vedere le cose nascoste e di svelare i trucchi…

  11. altro detto toscano…

    Arrivare dopo i fòchi di San Giovanni …

    A Firenze, a giugno, si festeggia la festa del santo patrono (San Giovanni Battista). Questa festa comprendeva tornei, un palio di cavalli (ricordato da Dante e Boccaccio),una fiera. Alla fine c’erano i fuochi sui quali si facevano saltare uomini e bestie in base alla tradizione della benedizione ‘per ignem’. Arrivare a fuochi spenti significa arrivare a cose fatte.

  12. La guàza ad san Zvan la guarés ogni malàn (la rugiada di san Giovanni guarisce ogni malanno).
    Io sono nata la notte di san Giovanni (veramente alle ore 22 circa del 23 giugno). Sarò un po’ strega?????????

  13. Ecco, io per esempio ero completamente iganra di tutte questa tradizioni e che il 24/06 fosse una giornata “speciale”. Grazie mille Placida! ;)

  14. Io vivo vicino Roma ma la tradizione dei due riti è siciliana, Messina precisamente. La novena la recitava mia madre e gliel’aveva insegnata mia nonna e a lei sua madre, a noi ancora non è stata tramandata anche perchè io sono un po’ impressionabile e mia sorella pensa di avere dei poteri divinatori già da sola :-)

  15. Ah no, non ne conosco.
    Ho letto con grande piacere questa tua discettazione stregonesca…

    Conosci per caso Parietto?
    Ha scritto un po’ di libri che cercano di collegare l’eterna lotta contro il femminino e poi della libertà sessuale (multi-sessuale) attraverso la condanna della stregoneria.
    Molto interessante, aldilà dell’opinabilità.

    Comuqnue, più che tremare, son contento… che le streghe son tornate!

  16. “Ya vino San Juan Verde, ya vino y ya se vuelve”, in Spagna si sottolinea con questo dittico la velocità con la quale trascorre la notte più corta dell’anno, quella durante la quale nessuno può rimanere aciutto, perché solo durante questa notte tutta l’acqua del mondo porta dentro una goccia del Giordano.

  17. In provincia di Verona invece i filamenti di albume rappresentano San Pietro in barca (San Piero in barca) la data è quella del 29 Giugno sempre di notte.
    Lo si faceva e qualcuno lo fa ancora per trarre buoni o cattivi auspici sul raccolto

  18. quando ero piccolo, in ogni cortile della spezia, si faceva il batistòn, che poi era un falò con un fantoccio in cima

    la testa era fatta di solito con un fiasco nudo rovesciato

    ora non si fa più, credo, forse saranno i rigidi regolamenti condominiali, saranno gli spezzini doc ormai solo pensionati

  19. Roberto, ecco cos’era! Il bianco d’uovo doveva prendere delle forme particolari che servivano a prevedere il futuro dei raccolti e dell’amore. Invece la barca di San Pietro (fatta nello stesso modo, albume ecc) è la notte del 29 giugno; pure lì, se compare, significa ricchezza e fortuna.
    Quella dei semi di felci non la sapevo, grazie!

  20. Seia, ;-D! Fai però in modo che non vada persa quella novena, sono materiali storici preziosi che si mantengono solo con la memoria tramandata :-)***

  21. Diego, o forse perché certe tradizioni vengono dimenticate troppo in fretta…Dovrebbero essere i comuni (assessorati ecc), soprattutto se non enormi, a mantenerle in vita in un modo o nell’altro. :-*

  22. Placida, ti faccio mandare un’email da mia madre col testo della novena così la conservi te, io non la voglio sapere :-)

  23. Pingback: Skip blog » La notte di San Giovanni

  24. molto molto interessante quante cose non conoscevo grazie e buona giornata

  25. cercavo una perla e..ti ho trovato. posso servirmi della fotografia della perla? Aspetto il tuo consenso. molto interessante questo tuo spazio, e leggendo, imparo molte cose. grazie

  26. buona sera, ho letto con attenzione i vostri commenti sulla notte di san Giovanni, e chiedo se è possibile, se Seia mi può mandare la novena…..ringrazio anticipatamente :)

  27. A Massaquano in Penisola Sorrentina, dove San Giovanni Battista è Patrono e Protettore si tramanda una simpatica interpretazione alla cosiddetta ” scossura ” un vento, molto forte, insolito in questo periodo, che puntualmente si fa sentire nei giorni che precedono la festa del 24 giugno. San Giovanni fa soffiare forte il vento per raccogliere la paglia e fare la provvista, per l’inverno, alla sua pecorella.

  28. Io sapevo di tradizioni legate all’amore. Ho portato il mio fidanzato dal falò e ci siamo baciati davanti al fuoco.
    43anni d’amore.
    auguri a tutti

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