Genova: Dichiarazione d’Amore

genova-by-pietro-calzona
(©Piero Calzona)

Genova col porto che ti accoglie come un abbraccio spalancato; con piazze come De Ferrari o Corvetto  che viste dall’alto sembrano il perno di un ventaglio di strade aperto sul turchese del mare.

Vedere la Foce, che i foresti non capiscono perché mai si chiami così, e scoprire che è a causa di un torrente che a un tratto scompare coperto da viali e giardini; ed abbinare all’immagine le parole del recitativo “La nostra spiaggia” di Bruno Lauzi, che alla Foce nacque e passò gli anni più belli della giovinezza:

Ricordo che c’erano solo i relitti delle chiatte da sbarco,
quello che era il parco giochi di chi sognava l’avventura
e lungo tutta la Foce l’acqua era limpida e pura
e sugli scogli i pescatori avevano la mano sicura:
è così che tanti anni fa era il nostro quartiere
…”

Vedere all’improvviso Boccadasse, sorpresa sempre nuova, intatto borgo pescatore in riva al mare, superstite glorioso alla civiltà urbanistica e romantico testimone di un tempo che fu.

E osservandola così ritratta nella sua pace, si capisce bene la poesia di Edoardo Firpo:

O Boccadaze, quando a ti se chinn-a
sciortindo da-o borboggio da çittae,
s’à l’imprescion de ritorna in ta chinn-a
o de cazze in te brasse d’unna moae.
Pa che deslengue un po’ l’anscia da vitta
sentindo come lì s’eggian fermae
ne-a bella intimitae da to marinn-a
a paxe antiga e a to tranquillitae.

O Boccadasse, quando si scende a te
uscendo dal subbuglio della città,
si ha l’impressione di ritornare nella culla,
o di cadere fra le braccia d’una madre.
Pare che si sciolga un po’ l’ansia della vita
sentendo come lì si sian fermate
nella bella intimità della marina
la tua pace antica e la tranquillità.

Ecco, tranquillità; pura serenità il sentimento che si prova a guardare Genova in alcune sue giornate.

Immergersi nei suoi colori; colori tenui, nulla di urlato: cipria, terracotta, cenere, albicocca.
E pistacchio, sale, pepe, zafferano, un pizzico di cannella e peperoncino: quelle “droghe” un tempo così amate dagli antichi mercanti di qui, spiccano ancora nel paesaggio con funzioni di chiaroscuro.

E scoprire così che la luce di Genova è dolce e lenitrice.

Di giorno, un giorno magari sferzato dalla tramontana, la luce è vitale, tutto sembra nitido, lavato di fresco e si rischiarano anche le idee, si raffreddano le rabbie, svaniscono le nebbie della malinconia.

Invece la luce della sera ricopre per un lungo attimo di rosa confetto le facciate e d’argento le centinaia di tetti d’ardesia, facendoli luccicare come altrettante scaglie di mare.

E Genova, così come sa regalare tramonti struggenti, sa donare notti di fiaba; quando sulle alture si accendono lumini da presepe, la città dorme sotto la Luna mentre il porto e i lungomare indossano i loro gioielli più belli che riflettono sull’acqua lunghe catene scintillanti, palpitanti scie d’oro e diamanti che fanno sognare l’anima.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


44 Replies to “Genova: Dichiarazione d’Amore”

  1. Genova: i ricordi del cuore!
    Grazie Miti’.

    CIANZI SCHEUGGIO “Campann-a”
    Cianzi, o cao scheuggio Campanna.a,
    l’agonia te l’ha seunnà,
    t’hae sfidòu l’ia pisann-a,
    t’ae sfidòu l’ira do mà !

    ‘Na votta ti formavi
    a delissia di pescoei,
    l’aia e o cè t’imbalsamavi
    comme ‘n letto da sposoéi.
    Ti gh’attroavi o Lippa e o Croxe,
    co-e sò braghe redoggiae,
    comme i vei pescoéi da FOXE,
    tutto o giorno li’ assettae.
    E co-o boggieu da l’atra man
    a cantà quarche strunello
    e a senti’ sunnà Caignan.

    PIANGI, SCOGLIO CAMPANA !
    Piangi, caro Scoglio Campana,
    l’agonia te l’hanno suonata:
    hai sfidato l’ira pisana
    hai sfidato l’ira del mare.

    Un tempo tu formavi
    la delizia dei pescatori,
    l’aria e il cielo imbalsamavi
    come un letto nuziale.
    Qui trovavi il Lippa e il Croce
    coi calzoni rimboccati,
    pescatori della FOCE
    tutto il giorno li’ accosciati.
    Col palamite e il cimino
    e il bugliolo nell’altra mano,
    a cantar qualche stornello
    ai rintocchi di Carignano!

  2. Mitì hai detto tutto tu, non posso che condividere tanta magnificenza e splendore di Genova e della sua Placida abitante. Bacissimi e buon tutto;***]]]

  3. Genova è una città che può far provare astinenza a chi ci ha vissuto anche solo per breve tempo. Ti entra nel sangue, come un amore di quelli indimenticabili.

  4. Che meraviglia, Mitì. Mi hai fatto venire voglia di Genova. E di focaccia. E di pesto. E di salsa di noci. Ora mi ascolto un po’ di Lauzi, che mi piaceva tantissimo sia come artista che come persona.

  5. di Tommaso Campanella

    A GENOVA

    1 Le ninfe d’Arno e l’adriatica dea,
    2 Grecia, che tenne l’insegne latine,
    3 le contrade siriache e palestine,
    4 e l’onda eussina e la partenopea,
    5 l’audace industria tua regger dovea,
    6 che superolle; e d’Asia ogni confine,
    7 d’Africa e d’America le marine,
    8 e ciò che senza te non si sapea.
    9 Ma tu, a te strana, le vittorie lasci
    10 per piccol premio ad altri, però c’hai
    11 debole il capo e le membra possenti;
    12 Genoa, del mondo donna, se rinasci
    13 di magnanima scuola, e non avrai
    14 schiave a’ metalli le tue invitte genti.

    1. Ninfe d’Arno sono Pisa, Livorno ecc., superate da Genova ; e Venezia, che fu astretta a mandarle carta bianca, benché Genova, avendole preso tutto lo Stato e ‘l mare, restò perditrice per un archibugio, primo visto in Italia, adoperato contra l’armata genovese ch’entrava trionfante in Venezia.
    2. L’imperio di Costantinopoli pur fu preso da’ Genovesi.
    5. E molti paesi di Soria.
    4. Il mar Nero, dove è Caf, loro colonia; e ‘l re di Napoli fu preso da’ Genovesi e dato al duca di Milano.
    8. Per Cristofano Colombo, che scoperse la navigazione al… ecc., e fu genovese, doverebbe essere signora di queste Indie Occidentali.
    11. Genova quanto ha preso, l’ha dato a’ prìncipi stranieri per danari; e ciò avviene perché la Repubblica è povera, e gli privati ricchi, contra la ragion di Stato.
    14. Nota il suo bisogno a farsi reina del mondo.

  6. E’ bello amare la propria città, non conosco Genova, ma condivido il sentimento forte per la terra di appartenenza. Un abbraccio!

  7. Marina, e pensare che sono nata a Torino…Però Genova mi ha adottato completamente (e qui già abitavano i nonni, in fondo foresta ero io a To) :-*

  8. “…La mia mitica Zibì (sorella di papà :-)…”

    avevo un sospetto e stavo per chiedertelo… :))))

  9. ops….libri…. :)))… E L’AVEVO PURE LETTO NELLA BIBLIOGRAFIA….

    sentite scuse per il mio singolo errore plurale…ma mentre scrivevo è passato prossimo chiedendomi di un indicativo presente che io credevo remoto….in futuro , è imperativo,….EVITERò L’IMPERFETTO…

  10. …e come darti torto Mitì? :)

    ..e pensa che quando ci ho vissuto ho abitato per un po’ su alla Madonnetta.. quindi quel tramonto diciamo che lo conosco proprio bene bene.. ;)

  11. Ci sono stata un paio di mesi fa per la prima volta e me ne sono letteralmente innamorata: città bella di una bellezza che forse un po’ ferisce, bella di una bellezza cruda. L’ho trovata una città di carattere, Genova.

  12. Mi piace “una città di carattere”, grazie Mitì e grazie laislabonita.

  13. Laisla, non è facile come “carattere” Genova, è una Superba Bisbetica Indomata. Non tutti riescono a capirla…ma chi ci riesce, non l’abbandona più :-)**

    PS Vieni qui e NON mi dici nulla? Eh? ;-*

  14. Non capisco mai dove vivono i blogger :(
    Me tapina!
    Comunque faccio parte di quelli che non l’abbandonano più, perciò ritornerò ;)

  15. Che meraviglia!

    Con quella faccia un po’ così
    quell’espressione un po’ così…

    Mi sembra di sentirlo, Lauzi

  16. Non conosco Genova anche se sono pasata vicino.Ma anchio faccio una dichiarazione de amore al mare che mi sta vicino e vi lo faccio vedere

  17. Ho trascorso un periodo molto bello a Genova che ancor oggi trovo sempre elegante e austera negli antichi palazzi di Via Balbi,Via Garibaldi e Carignano e nelle piazze (mi piace anche piazza della Vittoria), rasserenante sul lungomare e nei parchi ( molto romantico quello di Villa Pallavicini), viva nel centro storico e nella zona commerciale. Una città che merita di essere scoperta e ri scoperta.

  18. buon giorno a te Miti ed un grazie a Roger per la sapida ricetta di frittata con ortiche,io faccio pure gli gnocchi con le ortiche ,una specie di gnuti toscani buona giornata

  19. Genova mi ha dato De Andrè…posso non amarla anche se non l’ho ancora mai vista?

    Un abbraccio!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.