Cosa sta facendo/dicendo/pensando?

 

gatto

Secondo me sta urlando: “Ma la smetterà mai di piovere?”

Beppe: Esulta gridando “Questa settimana lavoro solo 4 giorni!”

Guido: Una gatta, se esisti mandami una gatta…anche da pelare…

Roger: Si stira, ha fatto come me ieri…una giornata praticamente passata sul divano a leggere e dormire, dormire e leggere, con qualche impercettibile cambio di posizione e conseguente atrofia delle giunture…

Mimosafiorita: Finalmenteeee! La micia del vicino mi ha detto di siiiii, hip hip hurrà!

John: GGGGGOOOOOLLLLL!!!!!!!!!!

ZiaPaperina: Yuppiii! Oggi a pranzo c’è il merluzzooooo!!

Boh: Urrà! Solo a casa senza nessuno, mi potrò fare le unghie sui divani bianchi senza che nessuno mi scocci..!”

Fatacarabina: sta urlando: Hanno rapito la primavera!!!

JillL: Grande gol di Zalayeta!!!!!

Zu: Sta reclamando: “Voglio anch’io una grattatina come quello là!”

Camu: Ma no, sta pensando “La volete smettere di scambiarmi per lo Swiffer Duster?!”

Antonio: Oppure canta Jesus Christ Superstar !

Rick: Thank God It’s Friday !!

MaxG: SI PUO’ FARE!

Placide Segnalazio’

Vado avanti in quella che sta diventando per me un’abitudine piacevole: quella di segnalarvi cose belle.

– Per i golosi “I citrons confits, limoni conservati sotto sale, sono una specialità nordafricana che aromatizza tajine, stufati di ogni genere, piatti di pollo, di pesce.”
Elena-Comidademama ci spiega tutto   qui e qui

– E poi la Marmettura di AranCarote, degli Scribacchini-Cuochi di Carta 

– Sempre in ambito culinario, la storia dell'(a)matriciana raccontata dalla Scienza in Cucina di Dario Bressanini . Leggete tutto il suo blog, come un libro; imparerete meravigliose cose legate all’arte culinaria e ai cibi, che faranno bene sia allo spirito che alla salute. Perché cucinare è letteralmente una Scienza: e Dario è il Professore che tutti avrebbero voluto avere.

– E un’altra scienziata che parla di cucina e salute è la mia Tesora Gianna Ferretti nel suo Trashfood. Da mettere nei preferiti e consultare come guida preziosa.

Biancoerosso Giappone  è un interessante diario pieno di ricette, curiosità, notizie, impressioni tutte viste con gli occhi belli di una Tesoramia che si è trasferita a vivere in terra nipponica.

– “A sessant’anni vide il mare per la prima volta. Andò in montagna con gli scout e pure anche in discoteca dopo una serata passata in pizzeria. E baciò una donna.”
Lo splendido racconto Gigio, il marziano di Fatacarabina

Hey y’Owls! è un tumblr tutto dedicato ai gufi.

Miezecatzen invece predilige i gatti.

– E per finire, le video avventure di Maru, il gatto più goffo, giocherellone e simpatico del mondo: qui , qui, qui e qui

Antiche Credenze: Sputare

Chiedo scusa per l’argomento; ma se oggi si tratta di un atto decisamente poco fine ed educato, era un tempo assai usato nelle credenze popolari, e quindi perfetto per questa piccola rubrica.

Persino la medicina era convinta che la saliva possedesse virtù magiche e terapeutiche, capaci di allontanare ogni male; per questo veniva usata come disinfettante sulle ferite subite, o su quelle di un diretto consanguineo.

Gli antichi, prima di affrontare un qualcosa di importante (da un incontro di affari a una gara sportiva) avevano la curiosa abitudine di sputarsi tre volte sul petto onde preservarsi dagli incantesimi, grane ed errori; anche oggi gli eroi di Formula Uno (e altri dediti alle corse in genere) prima di montare in macchina per affrontare una corsa si fanno sputare sulla schiena della tuta.

Ma ci si sputava sulle mani anche quando si faceva un giuramento o si concludeva un patto, come un solenne “sigillo” di sicurezza meno doloroso del sangue.

Si sputava a terra dopo che per strada si era incontrato uno iettatore o un rivale, per “cancellare” i suoi influssi negativi: l’importante era – e direi ora “ovviamente”- che quello avesse già voltato la schiena e non si accorgesse di nulla, sennò sarebbe stato un terribile pubblico sfregio, onta da lavare con duelli o sicari.   

In compenso si credeva che sputarsi addosso accidentalmente e sbagliando mira mentre si pensava di colpire l’altro, portasse malissimo; una vera e propria automaledizione.

Infine antiche puerpere dell’area mediterranea sputavano dalla finestra, certe di soffrire meno durante il parto; e se erano convinte che il loro neonato fosse vittima di un maleficio, per risolvere il problema gli sputavano amorevolmente tre volte sulla faccia.
E non esisteva neanche Telefono Azzurro…