Graffiti 1943: nei sotterranei di Napoli

Napoli è composta da due città: una esterna illuminata dal sole e una sepolta, silente, buia, brulicante budelli, gallerie, cave e cisterne scavate nel tufo giallo tipico della zona.

Nell’ultima guerra in quei sotterranei furono organizzati molti “ricoveri pubblici” dove la popolazione si rifugiava durante i bombardamenti; erano i più vasti d’Italia, potevano ospitare più di 300.000 persone.

Avevano lunghi sedili in pietra murati lungo le pareti, luce elettrica, servizi igienici e varie uscite di sicurezza; venivano raggiunti tramite larghe scale dai bassi gradini che avrebbero dovuto impedire cadute rovinose alla folla terrorizzata che, al suono delle sirene, si precipitava al riparo.

Uno dei più conosciuti si trova nei Quartieri Spagnoli, uno spazio di 3.200 mq. a 40 metri sottoterra che poteva contenere 4000 persone; uno degli ingressi era, ed è, in Vico Sant’Anna di Palazzo n. 52.

Una scala di 184 scalini scende in un grande alveo a campana, dal quale si diramano come tentacoli cunicoli e passaggi che conducono ad altre grotte i cui muri sono istoriati da graffiti e disegni tracciati dai rifugiati durante le attese di fine pericolo: piccola antologia storico sociale d’allora, curiosamente nessuno è datato prima del settembre ‘43.

C’è il disegno del sommergibile Topazio; varato a Quarnaro di Fiume nel 1933, dopo 41 missioni e 26.000 miglia di percorso il 9/12/1943 venne bombardato per errore da un aereo alleato inglese.
I 49 membri dell’equipaggio morirono, erano quasi tutti napoletani; forse chi l’ha ritratto era un parente di uno di loro, chissà.

Qualcuno disegnò un bombardiere Savoia Marchetti SM79 il quale, dotato di una caratteristica torretta dorsale, veniva gentilmente soprannominato dai nemici “Gobbo maledetto”; altri si distrassero dall’ansia facendo le caricature (in pieno spirito di par condicio) di Badoglio, Hitler, Hirohito, Mussolini, Churchill; un’altra ritrae D’Annunzio. Nudo.

In quella zona si trovavano le più importanti sartorie della città i cui stilisti, costretti lì sotto, passavano il tempo abbozzando figurini abbigliati con abiti da sera, da sposa, e persino un’allegrotta ragazza in minigonna (Mary Quant ci arrivò vent’anni dopo).

C’era anche la voglia di discutere di calcio (schemi di partite), ricordare fidanzati, mariti e figli lontani (profili di uomini in divisa), pensare alla morte (un carro funebre), far sorridere i bimbi (il Signor Bonaventura).

E dato che esiste sempre chi si sente migliore e superiore agli altri anche nei momenti di emergenza comune, vi fu persino chi decise democraticamente che una delle grotte era di sua esclusiva proprietà, scrivendo su una parete a chiare lettere: “Riservato al signor Campagna il 16.9.43”.

C’era la guerra, ma la vita continuava; e due innamorati, uniti in matrimonio una mattina di settembre, furono obbligati a passare la prima notte là dentro.

Ma probabilmente furono felici lo stesso, visto che qualcuno fece trovar loro una piccola grotta discreta e isolata, sormontata dalla scritta “Dono di nozze ad Anna e Renzo, oggi sposi 20.9.43”.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


30 Replies to “Graffiti 1943: nei sotterranei di Napoli”

  1. Anna e Renzo potrebbero essere ancora in vita, se qualcuno degli eredi ti legge e si riconosce potrebbe risponderti, ma quei sotterranei si possono visitare? Bellissimo post sei Mitica come sempre.;*)))

  2. Ogni volta mi meraviglio dello spirito di adattabilità dell’essere umano. Dovevano essere momenti tremendi, eppure si continuava a pensare alla vita normale…
    Gran bel post, bella signora.

  3. dato che che l’argomento del post riporta al tempo della guerra….metto queste ricette di guerra trovate in un forum,dove si parla anche di rifugi antiaerei e di molto altro attinente al periodo bellico….

    bombardamento culinario….

    Minestra di pantrito

    Ricetta per persone: 4
    Ingredienti
    50 grammi di burro
    12 cucchiaiate di pane grattugiato finemente
    2 cucchiaiate di parmigiano
    2 uova (facoltative)
    1 litro e ¼ di brodo

    Mettere a bollire il brodo, versarvi il pantrito mescolando per evitare grumi. Lasciar cuocere, sempre mescolando, per 5 o 6 minuti. Sbattere le uova intere con il parmigiano come per una frittata e gettarle nella minestra continuando a sbattere. Servire dopo aver aggiunto il burro e spolverare di parmigiano grattugiato.
    Tempo di cottura: 10 minuti
    —————————————-
    Stufato povero ma buono
    Ricetta per persone: 4

    Ingredienti
    ½ kg di carne
    molte cipolle dolci

    Si tagliano sottilissime molte cipolle in modo da formare un alto strato nella casseruola. Sopra ci si mette la carne, si chiude con un foglio di carta da macellaio (ora si può usare la carta da forno o d’alluminio) aggiungendo un grosso peso sul coperchio. Si gira ogni mezzora fino a cottura completa, a fuoco moderato.
    Tempo di cottura: 90 minuti
    —————————————-
    Torta di guerra
    Tempo di preparazione: 50 minuti

    Ingredienti
    2 parti di farina gialla (250 grammi)
    2 parti di farina bianca (250 grammi)
    1 parte di zucchero (100 grammi)
    buccia di limone grattugiata
    1 uovo
    uvetta
    lievito
    latte q.b.

    Impastare, mettere in una teglia unta di burro e infornare per 40 minuti a temperatura moderata.
    (Tratto da Carla Cerati, Un uovo… una frittatona : dal quaderno di cucina del tempo di guerra 121 ricette antispreco e un racconto, Torino, Blu, 2008)

    il tutto trovato qui….

    http://www.metaforum.it/forum/showthread.php?t=6900

  4. Ma quelle scale le hanno costruite in tempo di guerra [quindi a tempo di record] o erano preesistenti?
    Perché quando dici larghe scale dai bassi gradini che avrebbero dovuto impedire cadute rovinose alla folla terrorizzata che, al suono delle sirene, si precipitava al riparo parresti avallare la prima ipotesi…
    Nel caso complimenti a chi le ha fatte. Sembrano quelle del PozzodiS.Patrizio…

  5. Non sapevo assolutamente nulla di tutto cio’; Complimenti Miti’ è sempre un piacere leggerti, grazie.
    Un forte abbraccio!

  6. Antar, sinceramente non te lo so dire…Però immagino che le scale ci fossero già prima e magari “aggiustate” dopo; tutto quel rifugio esisteva già da moltissimo tempo prima, come tutti i sotterranei napoletani. I romani (epoca romana) ne avevano fatti molti, e li usavano come frigoriferi, cisterne, magazzini, passaggi di collegamento…:-*

  7. sto sopravvivendo ad un bombardamento….

    è da quando è iniziato Sanremo che la sera,appena odo le “sirene”,che mi rifugio in camera da letto con qualcosa da leggere……ma stasera e soprattutto domani,sono le sere che più mi preoccupano…..avendo letto tutto il leggibile a mia disposizione…..non mi resterà che dedicarmi ai graffiti….

    si accettano spunti e suggerimenti….

    ….POVIA NON MI AVRAI..!!!!!

  8. Princy, chissà…Forse anche i nostri rifugi erano pieni di graffiti prima di esser ripuliti (e di un paio, non lo sapremo mai purtroppo). Di certo non avrebbero preparato un letto nuziale i nostri mugugnoni e discretissimi conterranei ;-*

  9. Roger, manco accendo la tv…;-)
    Come consigli di lettura, mah…rileggere libri che non prendi in mano da decenni? Io lo faccio spesso, e mi piace moltissimo!

  10. che bello mi hai riportato indietro di anni ,visitai appena fù aperto e gestito da un gruppetto di volontari, ma non sapevo il n.r degli scalini ,ricordo x il senso provato scendendo di mancanza d’aria pur non essendo claustrofobica,tenerissimo l’angolo dei novelli sposi,debbo ritornarrci buon fine settimana,un grazie al roger per la sua ricetta

  11. Pingback: Napolibit »  Placida Signora » Blog Archive » Graffiti 1943: nei sotterranei di …

  12. Voglio approfittare di questo spazio per fare i complimenti al tuo sempre magnifico Placido Tumblr. “Essa è la nostra focaccia ligure….è il mio preferito di stamane.
    Bentornata Mitì

  13. Ti leggo sempre con piacere e da tempo volevo ringraziarti per le piacevoli letture, approfitto adesso che hai descritto un particolare della mia città Napoli, che amo come Genova :-D
    Del resto per molte cose si assomigliano.
    Ciao un saluto solare, Antonello.

  14. ora che ci penso anche nella caserma del car (alpino a Cuneo) c’erano i graffiti qualcuno del secondo scaglione 1933 si era segnato sul davanzale della finestra
    vale:)?

  15. Napoli sotterranea è immensa ed affascinante per le tracce di storia che custodisce.Lì ho immaginato gli spostamenti del non più leggendario monaciello, uomo di piccola statura capace di addentrarsi nei pozzi collegati alle cisterne sotterranee; nel labirinto di cunicoli, che collegavano i monasteri con palazzi e castelli, gli intrighi di corte, nelle divise abbandonate la fuga dei disertori,nei graffiti e nelle piccole cose la vita degli sfollati, vittime dei bombardamenti.
    Un mondo nascosto che merita di essere visitato. Grazie per averlo ricordato :)

  16. ciao, sto cercando delle immagini dei graffiti e mi sono imbattuta in te. Interessante! per caso hai delle immagini dei graffiti? Io avevo acquistato un libro ma non riesco a recuperarlo. Grazie e buon anno!

  17. Scusa, dato il tardo orario sono un po’ rincitrullita, mi interessano le immagini delle caricature

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