I Mestieri scomparsi: dai Conservatori del Mare ai Catrai

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Il Progresso cammina nel bene e nel male, dando più che mai ragione al detto “tout passe, tout lasse, tout casse“.
In nome del Progresso cambiano abitudini ed esigenze; ciò che rende poco viene scartato e ciò che va a rilento è spodestato.
Così è per tutto, anche per alcuni mestieri che oggi o si sono completamente estinti, o si sono evoluti in modo tale da tramutarsi in cosa totalmente diversa dall’originale.

Inizio qui una serie di post che vi racconteranno appunto alcuni di questi mestieri scomparsi, prendendo come scenario Genova che possedeva sin dall’antichità e fino a non molti anni fa un patrimonio artigiano e professionale che spaziava in ogni campo, a partire dal mare.

Del mare infatti, sin dal 1300, c’erano i Conservatori, un’antica “magistratura” che aveva gli scagni (uffici) nella zona del Molo; i Conservatori gestivano con severità la cura del porto, vigilavano sulle acque affinché non venissero contaminate, in caso di burrasche provvedevano ai bastimenti ormeggiati e, da quanto si legge in un documento del ‘600, fungevano da polizia “contro i fuggitivi ba bastimenti, chi ruba o leva gli ormeggi barcaroli, chi non si ormeggia come si deve, i denneggiatori delle merci, i ricettatori di marinai fuggitivi, marinai mancanti al servizio, padroni che caricano sopra coperta…”

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Nella zona portuale, sin dai primi tempi della Repubblica genovese, lavoravano anche gli oggi scomparsi Minolli (che nulla hanno a che fare con questo ;-) ), ed erano tutti residenti nel quartiere di Sampierdarena chiamato Coscia.
I Minolli, il cui compito era quello di procurare e caricare la zavorra per i bastimenti in partenza da Genova, erano riuniti in Confraternita;  tra loro si chiamavano “fratelli” e si autogovernavano per mezzo di un Priore, un Console e un Viceconsole.
Possedevano una flotta di oltre cento barche tipo leudo, che portavano i nomi delle moglie o della madre del capobarca: La mia Caterina, La bella Luigia, Moae (Madre) Bedin, Antonia, Manin (diminutivo di Maddalena), oppure soprannomi vezzosi – che facevano capire perfettamente quali omini delicati e fragili fossero – quali Storto, Marasso (coltellaccio da macellaio), Futta (stizza, rabbia), Lerfun (schiaffone).

E scomparsi completamente sono da tempo anche i Catrai, proprietari di curiose trattorie galleggianti sistemate su gozzi o piccole chiatte.
Queste natanti ristoratori si avvicinavano ai bastimenti ormeggiati alle banchine del porto, vendendo alla ciurma fumanti gavette colme di minestrone profumato, che veniva assai apprezzato dai marinai che allora, durante le lunghissime navigazioni, non avevano possibilità di mangiare verdure fresche, con conseguenti problemi sanitari quali scabbia e gravi avitaminosi.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


30 Replies to “I Mestieri scomparsi: dai Conservatori del Mare ai Catrai”

  1. Che bel post sulla tradizione marinara! :)

    Oggi si tende ancora a dare nomi femminili alle imbarcazioni forse per compensare la radicata convinzione che le donne a bordo portano sfortuna.

  2. Che bel post sulla tradizione marinara!

    Oggi si tende ancora a dare nomi femminili alle imbarcazioni forse per compensare la radicata convinzione che le donne a bordo portano sfortuna :)

  3. grazie per questo spazio ligure,conosco un pò la liguria ,ma non le sue tradizioni,i suoi mestieri,qualche ricetta che adoro ecc….. buon inizio di settimana

  4. Bel post Miti’, GRAZIE!
    Non sapevo affatto delle trattorie galleggianti, ma il minestrone genovese è la mia passione, lo mangerei tutti i giorni!
    Un abbraccio.

  5. Ma i minolli erano parenti dei camalli?

    Fantastico questo post, non vedo l’ora di leggere gli altri!

    E benternota, finalmente :*

  6. Caravaggio, credo che questi mestieri tradizionali esistessero anche in altre città di mare (dei catrai non so); sarebbe bello conoscerne i nomi locali :-)

  7. Negli anni 60, se non ricordo male, sulla riviera adriatica c’erano quelli che vendevano bomboloni in mezzo al mare, a quelli che andavano sul pedalò. Però il minestrone mi attirerebbe di più. E magari anche un piatto di trenette!

  8. Arieccome! Ciao Miti’ ben rirovata, mi sono letta tutti i post che ho perso “mannaggiaaa” comprese le risposte, come sempre e strasempre, e’ tutto semplicemente delizioso.;+]

  9. Mi sono mangiata la “T”,ma confido sulla tua compassione, e’ vero che tu non fai caso ai miei strafalcioni???? ho bisogNo di sicurezze, dimme de si!:@)))

  10. MINESTRONE – MENESTRON
    Ingredienti per 6 persone

    2 hg. di fagioli rossi sgranati (se fuori stagione, una scatola di fagioli tondini lessati o un etto di fagioli secchi precedentemente cotti)
    un hg. di fagiolini verdi
    una melanzana, due patate, due zucchini
    due cucchiai d’olio
    pesto (tanto quanto una tazzina da caffè)
    formaggio parmigiano grattugiato
    3 etti di pasta (preferibilmente “brichetti”) o 3 hg. di riso
    n.b. (se fuori stagione ai fagiolini, alle melanzane e agli zucchini, possono sostituirsi: un cavolo, un pezzo di zucca).

    Far bollire acqua con sale e buttare, al momento della bollitura, fagioli rossi, melanzane ripulite ed affettate, fagiolini verdi, patate, zucchini affettati ed alcuni cucchiai d’olio.
    Quando questo intruglio di verdure sarà ben cotto si dovrà buttare la pasta.
    Quando a sua volta la pasta sarà cotta, buttare nella pentola anche il pesto precedentemente preparato.
    Terminata la cottura servire con una buona spolverata di parmigiano.

    ….minestra eccezionalmente buona tanto da far scrivere ad Ore Leo nella sua composizione “A cuxinn-a zeneize”:
    …A-o primmo posto, subbito – sciccomme o l’è o ciù bon,
    senza tanti preamboli, ghe metto o menestron….

    curiosità….

    scorbuto..(malattia causata da carenza di vitamina C e P…)

    scorbutico…( chi ha un carattere scontroso, scostante…)

    deriverà dal fatto che qualcuno abbia trovato un minestrone non di suo gusto,con poca verdura,e magari pagato anche caro……??????

  11. comunque…..NON ME NE VOGLIA…NON è PER CAMPANILISMO…..ma io al minestrone preferisco la….

    RIBOLLITA

    Ingredienti per 8 porzioni:
    – 300 g di cavolo nero
    – 250 g di pane casalingo raffermo
    – 500 g di fagioli cannellini già cotti
    – 100 g di cavolo verza
    – 100 g di bietola
    – 200 g di patate
    – 50 g di carote
    – 150 g di zucchine
    – 100 g di sedano
    – 200 g di pomodori pelati
    – 1 porro
    – 1 cipolla
    – 50 g di olio extra vergine di oliva
    – sale e pepe
    Preparazione: passare al passaverdure la metà dei fagioli e metterli a insieme a tutte le altre verdure in una cassaruola in una quantità di acqua sufficiente a coprirle, salare, portare a bollore e cuocere a fuoco basso per almeno 30 minuti, quindi aggiungere il resto dei fagioli e il pane raffermo tagliato a pezzetti, mescolare bene, regolare di sale e pepe e far riposare almeno 10-15 minuti prima di servire. Appena prima di servire, cospargere con olio extravergine di oliva a crudo.

    paese che vai…minestrone/ribollita….che trovi..

  12. Ma fa parte dei CATRAI anche quell’imbarcazione perennemente arenata in una caletta del golfo di Napoli che offre frutta fresca e gustose polpette al sugo ai bagnanti?

  13. Là in mezzo al mar
    ci stan pentolon che fumano
    là in mezzo al mar
    ci stan pentolon che fumano
    là in mezzo al mar
    ci stan pentolon che fumano
    saran dei marinai che i minestron consumano…..

    per la ricetta…non so…l’ho trovata su di un sito di cucina tipica ligure…se ne esiste altre versioni ,non so dirti…..

    quale è la tua ricetta..????..dicci…pendiamo tutti da tuo romaiolo… :)))

  14. Pingback: Placida Signora » Blog Archive » Via del Camp vista da Roma

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