Il Passaporto delle Buone Maniere

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La contessa Barbara Ronchi Della Rocca, voce e volto noti della radio e della televisione nonché Tesoramia da anni prediletta, è indubbiamente una delle massime esperte di buone maniere  esistenti in Italia; non per nulla ne è “docente”, poiché tiene nelle grandi aziende corsi appositi atti a “formare” i dirigenti, soprattutto quelli che per motivi di lavoro devono trascorrere determinati periodi in paesi lontani dove spesso le norme di galateo sono assai diverse dalle nostre.

Certo sarebbe molto comodo anche per noi averla sempre a disposizione, soprattutto in vista di vacanze trascorse all’estero; ma dato che mettere una contessa  in valigia risulterebbe poco pratico, meglio ripiegare sul suo libro Il passaporto delle buone maniere  (Sperling&Kupfer), che  illustra in maniera chiara e sintetica tutti i consigli migliori per evitarci orrende figure fuori dal patrio suolo.

Ecco un’intervista sull’argomento che le ho fatto.

Hai mai fatto gaffes mostruose all’estero?
“Mi trovavo anni fa in Giappone a parlare con un alto dirigente della televisione locale; una persona distinta e cortesissima, che colloquiava in un inglese perfetto. Era molto “occidentale” nei comportamenti, quali il modo di salutare, l’abbigliamento e così via. Prima di accomiatarmi gli chiesi “Può per favore consigliarci un buon ristorante qui vicino dove poter andare a pranzo?”.
Fu la mutazione: divenne gelido, s’irrigidì tutto e se ne andò furibondo seguito dal suo staff.
In seguito mi spiegarono che in Giappone non bisogna mai fare domande del genere per due motivi: il primo perché si invade la privacy, come se si volessero conoscere le abitudini personali di una persona. Secondo perché la si mette in grave imbarazzo, obbligandola a citare un locale al posto di un altro, facendo così dei favoritismi. E il Giappone, come spiego dettagliatamente nel libro, è in assoluto uno dei luoghi dove occorre fare molta attenzione al galateo locale”

Una regola generale?
Mai giudicare i comportamenti altrui, anche se ci sembrano strani; se andiamo a cena in una casa indiana o araba, non dobbiamo scandalizzarci se alla fine gli ospiti digeriscono rumorosamente; è la loro usanza per dichiararsi soddisfatti del cibo. Spesso si tratta invece solo di mode del momento; oggi ad esempio in Svezia è molto cool sputare per terra: sputano tutti, anche le donne. Noi là non sputeremo, ma neanche commenteremo indignati il fatto.”

Qualche consiglio sull’abbigliamento femminile?
Ad esempio bisogna ricordare che in India si può girare con l’ombelico di fuori, ma assolutamente coperte dalle ginocchia in giù. Nel Centro dell’Africa puoi stare a seno nudo ma non indossare mai braghette corte che mostrino le cosce, invece in Brasile sulle spiagge puoi mettere dei tanga invisibili, ma guai a chi osa un topless mentre in Corea una donna occidentale può essere molto malgiudicata se porta occhiali da sole o indossa sandali infradito…

Spesso gli italiani fuori casa hanno dei problemi con il cibo…
Pretendere spaghetti in Birmania è assurdo, così come qualunque nostro piatto ovunque; anche in questo caso si tratta di adeguarsi, informarsi prima a cosa si va incontro e farsi guidare dal buon senso, se è possibile. Io ad esempio all’inizio ho pagato cara la convinzione che una civiltà la si conosca per forza a tavola. Nelle isole Faroer, Islanda del Nord,  ho insisto entusiasta a voler mangiare il piatto nazionale, che è la balena; un grasso giallastro attaccato a della carne nera che puzzava di pesce marcio: una cosa repellente. In quel momento avrei dato chissà che cosa per poterla inghiottire con della grappa, fernet, china bollente…Purtroppo là vige il proibizionismo più assoluto, e mi sono dovuta accontentare della Coca Cola.Nelle Filippine invece ho dovuto gustare il “balut”, uova di anatra covate per un po’ e poi bollite; le comprano sulle bancarelle per strada, e poi le mangiano passeggiando come un cono gelato: solo che lì dentro c’è il pulcino mezzo formato e con le piume…Insomma, quando in Africa ho dovuto mangiare delle cavallette arrostite, ti giuro che al confronto mi sono sembrate  splendide.”

Qual è l’errore più comune del comportamento degli italiani all’estero?
Innanzitutto il tono di voce, che è sempre troppo alto. Parliamo forte, ridiamo sguaiatamente, ci chiamiamo da lontano: gridiamo sempre troppo. Poi tendiamo a fare domande troppo confidenziali  o a discutere di politica; in certi luoghi, ad esempio i paesi dell’Est o in Indocina, non sono affatto graditi. In Norvegia tutti, giovani contestatori inclusi, si offendono a morte se uno straniero osa fare dei commenti sulla famiglia reale, gli austriaci non amano parlare di danaro, sesso e religione e così via. Ma in fondo sono regole civili che andrebbero usate sempre anche da noi, no?”

E ora  eccovi un assaggio di curiosità varie tratte dal suo  Passaporto delle Buone Maniere .

In Austria in pubblico non ci si pettina, né si toccano i capelli e soprattutto non ci si gratta il mento parlando con qualcuno perché tale gesto significa che secondo noi l’interlocutore sta dicendo delle sciocchezze.

In Olanda hanno il culto della tolleranza ma anche della pulizia; nei parchi pubblici uno è libero di drogarsi a qualunque ora ma, pena una forte ammenda, deve poi riporre la siringa usata nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata dei rifiuti.

In Finlandia nelle sale da ballo e nelle discoteche si può invitare a ballare uno sconosciuta o uno sconosciuto, e il prescelto non può rifiutare l’invito, pena il dimostrarsi estremamente maleducato.

In Norvegia gli alberghi e i locali servono superalcolici solo nei giorni feriali e solo tra le 13 e le 23,30. Però le misure “normali” sono gigantesche rispetto a quelle in uso negli altri paesi europei: prima di ordinare un doppio whisky, guardiamo le dimensioni del bicchiere…

In Thailandia, durante le visite ai templi, è grave offesa mettersi in posa per fotografie davanti (o, peggio) sopra una statua o a qualche immagine sacra. E a proposito di immagini sacre, evitate di acquistarne perché tanto è vietato portarle fuori dal paese.

In Indonesia, signori uomini, se chi vi ospita per la notte vi chiede se vi fa piacere nel letto una fiancée hollandaise, non abbandonatevi a fantasie erotiche: la “fidanzata olandese” non è altro che un traversino di lenzuolo che ha lo scopo di rendere più fresco il letto.

In Australia due sono i gesti da non fare assolutamente: indicare qualcuno con l’indice (se proprio si deve, usare la mano intera) e soffiarsi il naso in pubblico. E chi è raffreddato? Se ne sta in casa e non frequenta nessuno.

Nelle Filippine attenzione ai controlli doganali: il più innocente dei nostri rotocalchi verrà sequestrato come pornografico se mostrerà fotografie di modelle anche solo in costume da bagno.

In Giappone non solo non ci si soffia il naso in pubblico, ma gli sternuti sono considerati gesti di enorme scortesia. Anzi, per dirlo con le parole esatte del capo del protocollo che accompagnò l’imperatore Akihito a Firenze nel settembre del 1993, “In Giappone piccolo rumore di naso è considerato appena più educato di piccolo rumore di sedere”.

© Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

37 Replies to “Il Passaporto delle Buone Maniere”

  1. Articolo super interessante!
    Altre abitudini diverse sono nel lanciare la mancia ai ristoranti e nel saluto.

  2. -Se sei a Roma, vivi secondo l’uso romano; se sei in un altro luogo, vivi come in quel luogo si vive.-
    (Consiglio dato a Sant’Ambrogio da
    Sant’Agostino)
    Buongiono a tutti e un abbraccio a te cara Miti’.

  3. Grazie per la segnalazione di questo libro interessante come la tua intervista.

    Altre abitudini diverse sono nel lanciare la mancia ai ristoranti e nel saluto.
    Auguro una buona giornata anche a te ,Tittieco, e a tutti :)

  4. lo fanno strano…..

    AL RISTORANTE – Le regole e i riti legati ai pasti sono molto variegati. In Giappone, ad esempio, prima di un pranzo viene spesso offerta una salviettina calda, chiamata oshibori: usatela solo per le mani, evitando di passarla su volto e collo e, ovviamente, non utilizzatela per soffiarvi il naso. Sempre in Giappone c’è un preciso rituale legato ai chopsticks, le tradizionali bacchette: vanno utilizzate per mangiare fino all’ultimo chicco di riso e solo per il sushi è consentito l’uso delle mani (mentre per la zuppa, è possibile bere il brodo direttamente dalla ciotola, ma solo dopo aver “pescato” con i bastoncini tutte le parti di cibo solido). Alla fine vanno riposte nella loro confezione: in questo modo il cameriere capirà che il pasto è concluso. In Cina e Taiwan i bastoncini possono essere utilizzati anche per rimuovere piccoli pezzi di cibo rimasti incastrati tra i denti: assolutamente vietato, invece, usare le dita. Lecito anche sputare in un lato del piatto, pratica che invece farebbe inorridire in un qualunque ristorante europeo.

    Altra cosa da non fare dalle nostre parti è produrre rumori sgradevoli durante la masticazione. Nell’est asiatico, invece, lo «slurping» è raccomandato perché, soprattutto nel caso di alcune pietanze, come i noodles, intensifica il sapore ed è inoltre considerato una sorta di complimento allo chef. Così come il rutto a fine pasto, gradito – ma solo se discreto e contenuto – in alcuni Paesi dell’Africa settentrionale e centrale e in Cina.
    Ma alla fine chi paga il conto? Dividere la spesa (ovvero fare «alla romana» o, per dirla alla britannica, «going Dutch», fare all’olandese) è considerata buona norma in Scandinavia, Olanda, Australia e Stati Uniti. Nell’Europa meridionale, nel Medio Oriente e in America Latina è invece usuale che qualcuno si proponga di pagare per tutti e nessuno starebbe a sindacare sulla quantità di portate che ogni partecipante al pasto ha consumato pretendendo di calcolare al centesimo quanto ciascuno debba sborsare. In Cina il concetto di ripartire il conto è considerato assolutamente offensivo: chi vi invita al ristorante sa che poi dovrà anche pagare. E’ possibile tentare per tre volte di proporsi di saldare in sua vece (e ogni tentativo fallirà). Ma assolutamente da evitare è l’idea di dare un contributo o di fare «fifty-fifty»: sarebbe un imbarazzo imperdonabile per il vostro ospite. Piuttosto, è possibile ricambiare nel corso di una seconda cena, cosa che al contrario risulterebbe particolarmente apprezzata. Quindi, in sostanza, mai provare a fare all’olandese a Pechino (da cui il titolo del libro, «Going dutch in Beijing»).

  5. ridaieee…..

    INVITI A CENA -Se il pasto è invece previsto in un’ abitazione privata è inevitabile parlare di orari. Se avete appuntamento per le 8 di sera, in Germania si indendono proprio le 8 di sera. In Francia è invece tollerato il classico quarto d’ora accademico e quindi non è da maleducati arrivare alle 8,15. In America Latina, al contrario, è considerato opportuno non essere assolutamente puntuali perché quasi sicuramente anche il vostro ospite non sarà pronto per l’ora indicata e arrivando all’orario concordato si rischierebbe di trovare la padrona di casa con ancora i bigodini in testa. Arrivare puntuali in Argentina vi farebbe passare addirittura per ingordi, ansiosi di addentare il cibo, e lo stesso accade a Singapore.

  6. I REGALI – I fiori non sempre possono essere utilizzati per fare colpo su una donna. Soprattutto se non si sa che i crisantemi sono abbinati ai defunti in Italia, Belgio, Francia, Spagna e Turchia mentre sono apprezzati in alcune nazioni orientali. Da utilizzare solo per onoranze funebri sono invece i garofani in Thailandia, Svezia, Polonia e, ancora, in Germania: in questi Stati un partito politico che li adottasse come simbolo si troverebbe a riscuotere ben pochi consensi. I fiori gialli sono considerati graziosi nella maggior parte dei Paesi occidentali (basti pensare alla mimosa per la festa della donna); ma guardatevi bene dal donarli a qualcuno in Russia o in Iran: quel colore è infatti giudicato un segnale di odio o di ostilità. In Perù qualunque omaggio floreale, fatta eccezione per le rose, sarebbe invece considerato «cheap».

    Anche la gestualità legata ai doni è importante: mai riceverli con la mano sinistra in molti Paesi del Medio Oriente e dell’Asia. In Cina e in Giappone, invece, è d’obbligo presentare entrambe le mani alla consegna di un regalo. Sempre in Cina, un dono potrebbe essere accettato solo dopo tre gentili rifiuti di maniera; in caso di scambio di omaggi è quindi opportuno fare altrettanto con il proprio interlocutore. Assolutamente vietato sia in Cina sia in Giappone incoraggiare all’apertura immediata del regalo: chi lo riceve deve essere libero di esprimere gioia o disappunto e per farlo, non potendo mostrare imbarazzo in pubblico, l’operazione deve avvenire assolutamente in privato.

    noi siamo più “ecologici”….si ricicla..

  7. ABBIGLIAMENTO – Il modo di vestire non è solo una questione di folclore o di tradizioni. Anche i rituali hanno valore. In Giappone è ad esempio obbligatorio lasciare le proprie calzature all’esterno di un’abitazione prima di entrarvi. L’abbigliamento scuro e formale per gli uomini è accettato praticamente ovunque, ma mentre i tedeschi daranno molta importanza al fatto che le scarpe siano pulite, nel Medio Oriente verranno osservati da vicino la valigetta 24ore e l’orologio. Le donne dovrebbero invece evitare di indossare collane di perline nel Togo: laggiù sono utilizzate alla cintura per agganciare la sottoveste e mettersele al collo avrebbe, per i locali, un effetto esilarante e scatenereste risate a non finire.

    paese che vai comicità che trovi…..

  8. MATRIMONI -La sposa arriva in chiesa dopo l’uomo, magari con un leggero ritardo rispetto all’ora fissata: questa è la regola in molte culture occidentali. Ma nel Salvador può addirittura succedere, anzi è normale, che la cerimonia inizi addirittura senza la donna, che arriverà dopo qualche minuto, interrompendo il celebrante e facendo scattare l’immancabile marcia nuziale . Nei matrimoni indiani è invece la sposa che aspetta lo sposo, il quale arriva in processione con amici e famigliari a piedi, a cavallo o addirittura in groppa ad un elefante: una condizione di privilegio, la sua, ma non dovrà assolutamente dimenticarsi di portare con sè una ghirlanda di fiori per la futura moglie e una noce di cocco per la suocera.

    la noce di cocco alla suocera…è la parte migliore…

  9. il mondo è bello perchè vario…basta che tutti si faccia un piccolo sforzo per apprezzarsi,nelle differenze che abbiamo…..

  10. questo è strano davvero….

    A Guam ci sono uomini il cui lavoro a tempo pieno consiste nel girare per le campagne e deflorare giovani vergini che pagano per il privilegio di stare con un uomo per la prima volta…
    Il motivo: La legge dell’isola stabilisce a chiare lettere che una donna vergine non può sposarsi.

    ….però…….

  11. questo è terribile……

    A Cali, in Colombia, una donna può avere rapporti sessuali soltanto col marito, e la prima volta che ciò accade, nella stanza deve essere presente anche la madre di lei.

    ….e se una è orfana di madre chi prende il suo posto…..il padre…???

  12. Il naso sembra essere decisamente la parte più sconveniente del corpo.
    Coraggiosa la Ronchi a mangiare la balena, a me vengono i brividi solo a pensare di farlo!

    (Roger, ti sei scatenato oggi eh? ;)

  13. Questo libro è fantastico:)

    Cmq è verissimo: in Giappone ho assistito a scene terribili in metropolitana, con nasi gocciolanti e loro che tiravano su indomiti, senza curarsi di niente. Anzi, si sono scossi e moltissimo quando, sempre in metro, ho starnutito e mi sono soffiata il naso: mi sono salvata solo perchè portavo una bellissima borsa griffata e loro, davanti ad una cosa del genere, possono soccombere in un attimo:)

  14. propinarono anche a me le locuste caramellate in un mercato contadino in Myanmar: le sgranocchiavano come popcorn dentro a degli scartocci di foglie di non so che.

    mi astenni e fui malgiudicato.

  15. leggendo tutte queste regole, mi vien da chiedere: ma solo da noi si può sempre fare e dire tutto???? o_O
    ciao Mitì!!

  16. pardon, ho scritto lanciare invece di lasciare la mancia (ahhhhh quando si scrive senza occhiali! :D)

  17. A proposito di cortesia, mi corre il piacevole obbligo di ringraziarti, che a bighellonare un un po’ nei PlacidiAppunti ho avuto le mie soddisfazioni :-)

  18. Curiosissime notizie. Io vorrei scrivere il vedemecum delle cattive abitudini da bar, ma sarebbe meno affascinante, suppongo. P.S. Ma i Giapponesi lo sanno che trattenere uno starnuto è dannoso per la salute? :-)

  19. interessantissimo articolo, e grazie per averci segnalato il libro, peraltro l’autrice mi piacere con il suo modo di porgersi ed inteloquiare buon fine settimana

  20. Grazie tante tante, sara’ uno dei miei libri delle vacanze, non posso viaggiare ma lo faro’un po’ leggendolo. L’autrice l’ho vista qualche volta in un programma Tv di viaggi. E’ davvero una gentile “tesoramia”.Mitì sei sempre generosa perchè ci doni a piene mani le cose interessanti che conosci. Continua…

  21. Verissimo. ho passato una ventina di giorni girando per il Giappone con un raffreddore che non passava mai. In metropolitana se osavo soffiarmi il naso mi si faceva il vuoto come se avessi fatto qualcosa di orribile. E non parliamo degli starnuti!
    E lo sapete che negli Stati Uniti è considerata buona educazione stare a tavola tenendo la mano sinistra sotto il tavolo e non sopra come da noi?

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