Canzoni tristi tristi tristi

Wittgenstein scrive di canzoni tristi, tristi, ma proprio tristi.

A me vengono subito in mente Albergo a ore cantata da Herbert Pagani, Geordie di De Andrè, Il poeta di Bruno Lauzi e Angelita, de Los Marcellos Ferial.

E poi tutte quelle popolari alpine, come Signore delle cime (qui la storia), Stelutis alpinis (qui), Joska la Rossa , Nikolajewka

E per voi, quali sono le canzoni che giudicate più tristi al mondo?
(domani  un’altra volta però facciamo quelle allegre, eh? )


ZiaPaperina: Trovo tristissima, ma forse è un’impressione che fa solo a me, Il vecchio e il bambino di Guccini. Tra quelle popolari invece “Mamma mia dammi 100 lire”.

Antar: Io trovo tristissima e bellissima Radici [restando su Guccini che pare specializzato, anche se lui dice di stupirsene e in effetti dal vivo è divertentissimo]. Ma una tristezza bella che ti fa venire il groppo e le lacrime e “un grande senso di dolcezza”.

Marchino: Canzone triste, di Ivan Graziani

MimosaFiorita: I Vecchi, di Claudio Baglioni

Francesca: Billie Holiday: “Strange Fruit”, Luigi Tenco: “vedrai vedrai

Roger: Che sarà .

MaxG: Amara terra mia, di Domenico Modugno.

Skip: “Canzone quasi d’amore” di Guccini (bella ma triste)

Regi: La favola degli aironi di Branduardi.

Maurizio: Su tutte, “La canzone dell’amore perduto” di De Andrè.

Tittieco: Ce ne sono molte di canzoni “tristi, tristi”. Una è questa: Conversazione con una triste signora blu di Roberto Vecchioni.

John: Un giorno dopo l’altro, di Luigi Tenco

Alianorah: “Balocchi e profumi”, possibilmente non nella versione cantata da Franco e Ciccio :-)

Krishel: Le mie canzoni tristi sono queste: The Drop Peter Gabriel, Jeff Buckley Hallelujah, Renato Zero Il carrozzone, Sigur Ros la prima dell’album ( ) sia per la canzone che per il video Sigur Ros Andvari. Ce ne sarebbero anche altre ma mi fermo qui.

Paolo: Anche per me Amara Terra Mia, di Modugno; poi Lontano Lontano e Vedrai vedrai di Luigi Tenco (curioso: entrambi i titoli composti da una parola ripetuta…); Mille giorni di te e di me di Claudio Baglioni. dimenticavo “Cinque minuti e poi…” di Maurizio (anche perché quella situazione la vissi davvero in prima persona. Fu straziante e a distanza di tredici anni non riesco ancora a sorriderne!)

Partenio: E questa l’avete mai sentita? Quella Cosa In Lombardia (di Franco Fortini) fu cantata da Laura Betti, Milly e da Enzo Jannacci

Storie di tamarri: “Marinai” delle Orme.

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

45 Replies to “Canzoni tristi tristi tristi”

  1. Trovo tristissima, ma forse è un’impressione che fa solo a me, Il vecchio e il bambino di Guccini. Tra quelle popolari invece “Mamma mia dammi 100 lire”.

    Buon weekend tesora!

  2. Io trovo tristissima e bellissima Radici [restando su Guccini che pare specializzato, anche se lui dice di stupirsene e in effetti dal vivo è divertentissimo].
    Ma una tristezza bella che ti fa venire il groppo e le lacrime e “un grande senso di dolcezza”.

  3. Trovo tristissima e malinconica la canzone ” I VECCHI DI CLAUDIO BAGLIONI”

    I Vecchi sulle panchine dei giardini
    succhiano fili d’aria a un vento di
    ricordi, il segno del cappello sulle teste da pulcini.
    I vecchi mezzi ciechi, i vecchi mezzi sordi, i vecchi che si addannano alle bocce, mattine lucide di festa che si puo’ dormire.
    Gli occhiali per vederci da vicino a misurar gocce per una malattia difficile
    da dire.
    I vecchi tosse secca che non dormono di notte, seduti in pizzo a un letto a riposare la stanchezza, si mangiano i sospiri e un po’ di mele cotte.
    I vecchi senza un corpo, i vecchi senza una carezza….

    Mi fermo qui’, la canzone e’ lunga, non voglio rubare spazio, e se la scrivo tutta mi commuovo. Ciao Miti’;*@

  4. Che sarà

    Paese mio che stai sulla collina,
    disteso come un vecchio addormentato;
    la noia, l’abbandono, il niente
    son la tua malattia,
    paese mio ti lascio, io vado via.
    Che sarà, che sarà, che sarà
    che sarà della mia vita, chi lo sa!
    So far tutto, o forse niente,
    da domani si vedrà
    e sarà, sarà quel che sarà.
    Gli amici miei son quasi tutti via,
    e gli altri partiranno dopo me,
    peccato, perché stavo bene
    in loro compagnia
    ma tutto passa, tutto se ne va.
    Che sarà, che sarà, che sarà
    che sarà della mia vita, chi lo sa!
    Con me porto la chitarra,
    e se la notte piangerò
    una nenia di paese suonerò.
    Amore mio ti bacio sulla bocca
    che fu la fonte del mio primo amore,
    ti do l’appuntamento,
    come quando non lo so,
    ma so soltanto che ritornerò.
    Che sarà, che sarà, che sarà
    che sarà della mia vita, chi lo sa!
    Con me porto la chitarra,
    e se la notte piangerò
    una nenia di paese suonerò.
    Che sarà, che sarà, che sarà
    che sarà della mia vita, chi lo sa!
    So far tutto, o forse niente,
    da domani si vedrà
    e sarà, sarà quel che sarà

    qui suonata in midi….

    http://www.ezgeta.com/sara.html

    tristissima…..non ci resta che piangere..

  5. Credo che dipenda molto anche dalle situazioni e dal nostro stato d’animo.
    Ps:Placida Signora su MOHéTA potrai conoscere Placido Strano….che combinazione originale vero?
    buon fine settimana

  6. Ce ne sono molte di canzoni “tristi, tristi”. Una è questa:
    CONVERSAZIONE CON UNA TRISTE SIGNORA BLU.
    di Roberto Vecchioni.
    In questo periodo non sono molto presente sulla rete scusami Miti’, ti mando un forte abbraccio.

  7. Un giorno dopo l’altro
    Luigi Tenco
    L. Tenco

    (1966)

    Un giorno dopo l’altro
    il tempo se ne va
    le strade sempre uguali,
    le stesse case.
    Un giorno dopo l’altro
    e tutto e’ come prima
    un passo dopo l’altro,
    la stessa vita.
    E gli occhi intorno cercano
    quell’avvenire che avevano sognato
    ma i sogni sono ancora sogni
    e l’avvenire e’ ormai quasi passato.
    Un giorno dopo l’altro
    la vita se ne va
    domani sarà un giorno uguale a ieri.
    La nave ha già lasciato il porto
    e dalla riva sembra un punto lontano
    qualcuno anche questa sera
    torna deluso a casa piano piano.
    Un giorno dopo l’altro
    la vita se ne va
    e la speranza ormai e’ un’abitudine.

  8. certo che….a pensarci bene….uno che si chiama Jose FELICIANO….che canta una canzone TRISTE….è un tantino anacronistico….

    o no….???

  9. Anche per me Amara Terra Mia, di Modugno; poi Lontano Lontano e Vedrai vedrai di Luigi Tenco (curioso: entrambi i titoli composti da una parola ripetuta…); Mille giorni di te e di me di Claudio Baglioni.

  10. Chiedo scusa, ma dimenticavo “Cinque minuti e poi…” di Maurizio (anche perché quella situazione la vissi davvero in prima persona. Fu straziante e a distanza di tredici anni non riesco ancora a sorriderne!)

  11. E questa l’avete mai sentita?

    Quella Cosa In Lombardia (di Franco Fortini) fu cantata da Laura Betti, Milly e da Enzo Jannacci

    Sia ben chiaro che non penso alla casetta
    due locali più i servizi, tante rate, pochi vizi,
    che verrà quando verrà…
    penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica,
    di famiglie cadenti come foglie…
    di figlie senza voglie, di voglie senza sbagli;
    di millecento ferme sulla via con i vetri appannati
    di bugie e di fiati, lungo i fossati della periferia…
    Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
    Non ho detto “andiamo a passeggiare”
    e neppure “a scambiarci qualche bacio…
    Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
    Dico proprio quella cosa che sai,
    e che a te piace, credo, quanto a me!”
    Vanno a coppie, i nostri simili, quest’oggi
    per le scale, nell’odore di penosi alberghi a ore…
    anche ciò si chiama “amore”;
    certo, è amore quella fretta tutta fibbie, lacci e brividi
    nella nebbia gelata, sull’erbetta;
    un occhio alla lambretta, l’orecchi a quei rintocchi
    che suonano dal borgo la novena; e una radio lontana
    dalle nostre due vite i risultati delle ultime partite…
    Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
    Non ho detto “andiamo a passeggiare”
    e neppure “a scambiarci qualche bacio…
    Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
    Dico proprio quella cosa che sai,
    e che a te piace, credo, quanto a me!”

  12. ovviaaa…or che è quasi sera…e vedo appressarsi l’ora che volge al desio(cena)…anzi la sento come un vago languore che prende lo stomaco…

    la tristezza si stempera in nostalgia,che è pur sempre uno stato d’animo che volge al triste…..MA…..guardando al passato,e cercando di coglierne il meglio, RITROVIAMO IL SORRISO,come ideale collegamento al post di domani… :)))..

    perchè… un fine settimana…deve cominciare in allegria…percio linko questa…come ideale collegamento fra i due stati d’animo…mi si perdoni se si puo l’ardire…ed al cantante qualche “licenza poetica”

    http://it.youtube.com/watch?v=OykC35QGU1Q

    a domani……censura permettendo.. :)))

  13. Piange il telefono di Modugno.
    Mi ricorda mio nonno. La cantava spesso quando ero piccola. E intanto guardava nonna quando lo faceva…
    V.

  14. uh ce ne sono…. miniera dei new trolls in primis…. poi hurt di christina aguilera (anche se non sono sicurissima del titolo), nothing compares to you di sidney o’connor, poster di claudio baglioni e dancing di elisa.

  15. ahhhh dimenticavo proprio la canzone che mi scioglie sempre in pianto: dite a laura che l’amo di michele. non la posso ascoltare senza trattenere le lacrime!

  16. per me la più triste è la canzone di marinella che per quanto mi sforzi mi viene sempre da piangere e quindi la evito come un documentario sulle gazzelle.

    poi mi intristisce “non andare via” di patty pravo, per quanto la trovi bellissima e “traslocando” della bertè ma per motivi personali :D

  17. La più triste in assoluto: “La Priere” (la Preghiera) di Georges Brassens, cantata in milanese da Nanni Svampa con il titolo “Madonna varda giò” (Madonna guarda giù):

    Par le petit garçon qui meurt près de sa mère
    Tandis que des enfants s’amusent au parterre
    Et par l’oiseau blessé qui ne sait pas comment
    Son aile tout à coup s’ensanglante et descend
    Par la soif et la faim et le délire ardent
    Je vous salue, Marie.

    Par les gosses battus, par l’ivrogne qui rentre
    Par l’âne qui reçoit des coups de pied au ventre
    Et par l’humiliation de l’innocent châtié
    Par la vierge vendue qu’on a déshabillée
    Par le fils dont la mère a été insultée
    Je vous salue, Marie.

    Par la vieille qui, trébuchant sous trop de poids
    S’écrie: ” Mon Dieu ! ” par le malheureux dont les bras
    Ne purent s’appuyer sur une amour humaine
    Comme la Croix du Fils sur Simon de Cyrène
    Par le cheval tombé sous le chariot qu’il traîne
    Je vous salue, Marie.

    Par les quatre horizons qui crucifient le monde
    Par tous ceux dont la chair se déchire ou succombe
    Par ceux qui sont sans pieds, par ceux qui sont sans mains
    Par le malade que l’on opère et qui geint
    Et par le juste mis au rang des assassins
    Je vous salue, Marie.

    Par la mère apprenant que son fils est guéri
    Par l’oiseau rappelant l’oiseau tombé du nid
    Par l’herbe qui a soif et recueille l’ondée
    Par le baiser perdu par l’amour redonné
    Et par le mendiant retrouvant sa monnaie
    Je vous salue, Marie.

  18. Buongiorno tristezza, amica della mia malinconia…
    la strada la sai, facciamoci ancor oggi compagnia…

    Claudio Villa…Sanremo 1955

    retroscena….della vittoria…ovvero…come non esserci e vincere ugualmente…playback… :))

    ” Dopo la prima serata, che aveva già decretato il trionfo di ‘Buongiorno tristezza’, al momento di uscire dall’albergo Londra venni colpito da un febbrone da cavallo che mi costrinse a restare in camera. A nulla valsero i reiterati tentativi del maestro Razzi di riportarmi davanti ai microfoni. Nonostante tutta la buona volontà, non ne avevo minimamente la forza. Oltretutto la mia afonia era tale che, se anche avessi voluto, non avrei potuto non dico cantare ma nemmeno aprir bocca. A distanza di più di trent’anni, non so darmi una spiegazione di cosa fosse effettivamente successo. Forse, a parte l’influenza, pesò su di me anche un fattore emotivo: solo da un anno, infatti, avevo cessato le cure pneumotoraciche, e questo, probabilmente, mi creava dei problemi nei confronti dei miei colleghi. Ma questi sono ragionamenti fatti col senno di poi…

    Fatto sta che non potei muovermi dal letto. A quel punto il maestro Razzi decise, tra la costernazione generale, che al mio posto avrebbe cantato… il disco. Quel che era certo è che il festival non si sarebbe potuto fermare. Per nessuna ragione. Ancor oggi trovo che fu una saggia decisione. E così tutta l’Italia televisiva assistette immobile, e con il fiato sospeso, alla esibizione del mio disco. Anzi, sul teleschermo la mia voce si sentiva nitidamente ma non si vedeva il disco che girava.

    Dal punto di vista psicologico fu un gran colpo. Mezza Italia era in lacrime e attendeva trepidante di conoscere la sorte che mi era stata assegnata. ‘Come andrà a finire?’, si domandava la gente. ‘Lo squalificheranno?’ Io intanto ero chiuso nella mia stanza con accanto fasci di giornali e cineoperatori pronti a cogliere anche la più impercettibile delle espressioni patetiche che si fosse stampata per caso sul mio volto.

    I soliti maligni dissero poi, a cose fatte, che io avevo vinto perché con quell’espediente ero riuscito a fare breccia nel cuore del pubblico. Ora, a parte il fatto che il pubblico era già largamente dalla mia parte, figuratevi se io avevo bisogno di questi mezzucci per vincere il Festival!”

    In effetti, un altro tipo di malignità è quello suggerito dal giornalista musicale Dario Salvatori, secondo il quale il divo si inventò la malattia come alibi durante una burrascosa telefonata alla moglie che sospettava (non a torto, pare) una sua scappatella.”

    trovato qui….

  19. tra le tristi che amo.

    sabato stelle (vecchioni)
    la ballata degli annegati (guccini)

    tra le tristi odiose

    piange il telefono (modugno)

  20. “Ne me quitte pas” (si scrive cosi’?) cantata da Edith Piaf… quando ero adolescente, innamorata e non ricambiata, ascoltavo sempre la versione in italiano cantata da Ornella Vanoni. E viaaa, facciamoci del malee!

  21. Io trovo tristi:
    1)Ancora di Edoardo di Crescenzo
    2)Tienimi con te di Claudio Baglioni
    3)Com’è triste Venezia di Charles Aznavour
    4)Ogni volta di Antonello Venditti
    Ma ultimamente ho ascoltato
    Rose spezzate di Anna Tatangelo e parla di come un uomo puo fare diventare triste la vita a una donna.Penso sia bellissima

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