Storia della Patata

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Bianca di Como, Rosa di Basilicata, Bintja d’Olanda, Sieglinde di Berlino…

Non sono partecipanti a qualche ennesimo concorso di Miss, ma tipi di patate.

Oggi può sembrare incredibile, ma quando nel 1524 lo spagnolo Pizarro iniziò l’importazione delle piantine in Europa dal Perù, tutti guardarono assai male quel tubero bruttotto, e si rifiutarono per lunghissimo tempo di cibarsene.

Solo i naturalisti s’interessarono molto alla povera patata (dalla parola haitiana batata), che battezzarono solennemente Solanum tuberosum; ma pure loro la consideravano soltanto una gradevole pianta decorativa poiché, nel periodo della fioritura, si copriva di bei fiori bianchi, rosa e violetti.

In Italia la patata fu introdotta dai Carmelitani scalzi, che dalla Spagna ne portarono un bel po’ in dono a papa Pio V (1566-1572) il quale, grande appassionato di botanica, ne riempì i giardini vaticani, guardandosi bene però dal mangiarla.

In Francia, nel 1600, la patata venne addirittura proibita come alimento, perché ritenuta portatrice di tremende malattie.

La cosa probabilmente dipendeva dal metodo di conservazione errato: il caldo, l’umido e la luce favoriscono lo sviluppo di germogli e di conseguente solanina, sostanza tossica che una volta ingerita, provoca davvero gravi intossicazioni.

Un secolo dopo, e qui viene il bello, il sovrano prussiano Federico II detto il Grande, obbligò i suoi sudditi a coltivare le patate; ma quando queste vennero portate nei mercati, il popolo le accolse con assoluta mancanza di fiducia e decise che facevano decisamente schifo, affermando che persino i cani si rifiutavano di mangiarle.

Fu così che Federico, colpito per primo da quell’illuminazione che da due secoli latitava ovunque in Europa, comprese  il perché di tale violento rigetto: fece così diffondere nel suo regno un bando ufficiale intitolato “Norme di cottura”, avendo finalmente compreso che, effettivamente, mangiare patate CRUDE poteva essere cosa assai sgradevole.

Ma nonostante ciò la patata continuava a suscitare un’incredibile e incomprensibile diffidenza, soprattutto in Italia.

Ad esempio, in Liguria arrivò per merito di un parroco, tal Michele Dondero di Roccatagliata, che nel 1786 se n’era procurate un po’ in Svizzera e piantate nel suo orto.

Dovette sudare parecchio per convincere i suoi parrocchiani che “quelli angaesi” (angaesu= oggetto non ben identificato, NdR) non erano affatto velenosi, che anzi facevano bene, nutrivano facendo ingrassare con poca spesa e quindi erano un cibo realmente benedetto da Dio.

Come raccontò sul curiale “Foglio di notizie e avvisi diversi” del 1792, don Michele arrivò al punto di girare piazze e paesi limitrofi, mettendosi pubblicamente lui stesso ai fornelli per inventar ricette che convincessero i liguri mugugnoni e sospettosi della bontà e innocenza del detestato ortaggio.

Prima provò “a grattarle alla maniera delle zucche preparate per torte, rimescolandole con farina e impastandole per l’uso dei tagliatelli”; poi ne fece una “polenta”, probabile purè e “insìno focacce”.

Gli sforzi vennero premiati, perché nel giro di sei anni la patata conquistò definitivamente non solo i fedeli di don Michele, ma anche tutto il Genovesato e, per conseguenza mercantile, tutte le italiche corti.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


37 Replies to “Storia della Patata”

  1. Nessuno di noi si sarebbe aspettato una cosa simile. Ora che la moglie di Francesco riposa in pace, nonostante il dolore, lo sbigottimento e l’incredulità di una intera regione innanzi a tanta efferatezza e barbara ferocia noi andiamo avanti: tra diritti e doveri.Soprattutto doveri: “La mattina se ti alzi di cattivo umore tieni presente che ti sei svegliato per un compito degno di un uomo! Tu non sei creato per il piacere ma per operare a vantaggio della società” (Marco Aurelio)

    Scusami stella se ho inserito questa notizia nel tuo blog, ma avrai letto i giornali, visto i tg.
    Purtroppo, a volte credo che anche i blog più solari, allegri e vitali hanno il ruolo di trasmettere messaggi ferrei di speranza, coraggio, onestà.

    Mai la violenza vincerà ma prevarrà sempre la Ragione sulle vicende umane.

    Un bacio. Enzo

  2. Argomento bollente o scottante, appunto come la patata,” ma quale di patata? dice il mio collega trucidone” ma naturalmente fritta,oppure bollita con un filo d’olio d’oliva, a forma di crocchetta, quelle cric croc, il pane alle patate, il gateau di patate, calde, fredde, sono sempre buonissime! Buona settimana a tutti. Ciao Mitica ;*)

  3. ” LA PATATA

    A cura della Dott.ssa Rossana Godi Direttrice de ” la clinica dermatologica”

    La patata grattugiata, applicata sulle bruciature serve a calmare i dolori. Lo stesso vale per il succo estratto dal tubero. Il decotto di foglie fresche (20 gr.) in un litro d’acqua, con aggiunta di miele e’ efficace nelle tossi secche e stizzose, da solo, rende preziosi servigi nella renella e nelle infiammazioni delle vie urinarie. ”

    trovato quì….

    http://www.lapelle.it/alimentazione/patata.htm

  4. L’ONU ha stabilito che il 2008 è l’anno internazionale della patata. Infatti nei paesi con gravi carenze alimentari vuole sostituire il pane di grano con la metà della farina di patata, che costa assai meno: la cultura della patata, insomma.

    Quindi il tuo post non è solo carino e informativo, ma lotta per i diritti umani!

    Grazie:)

  5. cappero….non lo sapevo…il foille…

    ma lo sai che…..mi è venuta un idea maligna…

    hai presente quando uno va a quelle cene con menù già impostato e dove una fetta di bollito con qualche francesismo diventa una leccornia sopraffina…???

    ecco…..anche un bel…”FOILLE DI PATATE”…ci farebbe la sua bella figura…e magari passerebbe pure inosservato ai più…. :)))

    magari cotto bene…anzi….bien cuit..

  6. a quelle cene succede un pò quello che è successo ad Alitalia….che si aspettava un “piano…forte”….e poi invece si è ritrovata con una “spinetta”…anzi una…”spinettà”….

  7. visto che nessuno ancora ha voluto far la figura da camionista in caserma, non mi sottraggo al ricordare che “tira più un germoglio di patata che un carro di buoi” :D

  8. Qualcuno dice alla mia dietologa che almeno un piatto di patate lesse a settimana me lo potrebbe lasciare? :D

  9. Quante vicissitudini!
    Chissà se anche con i tanto vituperati OGM assisteremo ad una rivalutazione, così come è accaduto per le patate?
    Amo le patate: sono un po’ come le uova, si possono usare in tanti modi, ne puoi tenere una scorta e sono sempre ottime!

  10. Mammamia che spavento! Per un’attimo avevo pensato ad un articolo scritto a quattro mani con il buon Rocco…
    Buon Lunedì!

  11. PASTA e PATATE, una minestra gustosa e saporita che scoprii quando venni ad abitare a Roma, per me che sono una “minestrara” questo piatto è uno dei miei
    preferiti!!
    Un abbraccio al volo Miti’ :D

  12. certo che la storia della patata è certamente più frivola di quella strappalacrime della cipolla…

    ….Con le mani sbucci le cipolle,
    me le sento addosso sulla pelle,
    e accarezzi il gatto con le mani,
    con le mani se vuoi, puoi dirmi di si….

    ma preferirei che te le lavassi… prima…..oppure basta annuire…eh…?

  13. Patata germogli dal suolo
    e cresci nel verde dell’erba
    potresti narrare a me solo
    quel che la tua anima serba?

    Ti vide fiorire il bel sole,
    ti accarezzò lieve il vento,
    scambiasti le prime parole
    con le stelle del firmamento.

    Patata sei solo patata,
    nessuno ti chede il perchè,
    non eri davvero portata
    per far questa vita ahimè!

  14. Ragazzi, mi raccomando, quando comprate le patate, sceglietele in base a come le volete cucinare altrimenti otterrete risultati diversi dalle attese. Per la cottura usate quele a pasta soda (TIPO A) per la frittura quelle TIPO B o AB.

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