Gradassi, Perpetue, Sirene & C.

Spesso utilizziamo normalmente come aggettivi nomi di personaggi coniati dalla penna di grandi scrittori.

Ad esempio definiamo gradassi quei tizi litigiosi e attaccabrighe che si comportano da veri spacconi, facendo grandi sceneggiate per minimi motivi,  sbraitando di solito coi più deboli, minacciando spesso a vuoto perché sanno di avere le spalle coperte da qualche potente o da una loro particolare forza, fisica, “monetaria” o ‘ndranghetoria.

Il nome deriva da Gradasso, di cui sia l’Orlando innamorato del Boiardo che l‘Orlando furioso dell‘Ariosto raccontano le avventure.

Era un re “dal cor di drago e membra di gigante“, cavaliere pagano leggermente affetto da manìe di grandezza che – gradasso – decise di piombare in Francia dall’Oriente con un esercito di centomila uomini armati sino ai denti non per combattere i Cristiani, ma solo per impadronirsi del cavallo di Rinaldo (Baiardo) e della spada di Orlando (Durlindana).

Altro personaggio letterario entrato a far parte del linguaggio comune è la Perpetua dei manzoniani Promessi Sposi, celeberrima governante di Don Abbondio.
Grazie a lei vennero da allora chiamate familiarmente così tutte quelle donne che, per una professione ormai in via di estinzione, facevano da “colf” ai parroci che arrivavano privi di familiari nelle parrocchie di paesi lontani.
Oggi perpetua viene usato soprattutto per definire una donna  particolarmente intrigante, pettegola e curiosa e irrimediabilmente zitella.

Definiamo Circe – come la maga dell’omerica Odissea, una donna che d’abitudine ammalia i maschietti per poterli usare a proprio esclusivo vantaggio per poi – dopo averli usati e rovinati nella reputazione e nello spirito (rovina simboleggiata dai porci in cui la Circe tramutava gli uomini) – farli soffrire abbandonandoli o trattandoli malissimo.

Figura assai simile alle sempre omeriche sirene , malefiche figure (oggi d’ambo i sessi, o sottoforma di miraggi di successo) che con canti, complimenti, coccole, promesse sottintese, lusinghe e gnegnè riescono ad illudere e far perdere la testa persino agli individui più posati e raziocinanti. 

Invece il ricordo di una cattiva azione o di una colpa diventa la nostra privata ombra di Banco, spettro ossessionante descritto da Shakespeare nel Macbeth.
Questo modo di dire è un po’ passato di moda, forse perché le cattive azioni oggi spesso sono motivo di premio e vanto, o forse perché Shakespeare in Italia lo conoscono sempre più in pochi…

Al contrario, chi ha un vocabolario superiore alle 100 parole,  continua a definire pantagruelico un pranzo estremamente succulento e abbondante; degno di Pantagruel, il golosissimo e famelico personaggio inventato nel ‘500 da Rabelais

Infine, anche il mondo delle fiabe ha contribuito a “eternare” dei tipi precisi: chi corre dietro le donne è un dongiovanni, come il Don Giovanni protagonista della celeberrima leggenda spagnola del XIV sec. che ispirò molti autori; una fanciulla trattata male in famiglia è una cenerentola, come l’eroina di Charles Perrault e il gatto e la volpe collodiani rappresentano – nel mondo degli affari – una coppia di individui mica tanto perbene.

©Mitì Vigliero

Ve ne vengono in mente altri?

MimosaFiorita: Per esempio,essere come L’Araba Fenice, risorgere dalle proprie ceneri o disgrazie. Di solito,quando si cerca una persona, e non si trova mai, si dice: e’ come la Primula Rossa. E quanti di noi hanno per amico un Grillo Parlante che ci da’ consigli, quasi sempre inascoltati?

Luca: Forse il più citato in questi tempi “sei un pinocchio

Antar: Lavorando in uno studio legale non posso esimermi dal nomiare il manzoniano azzeccagarbugli.

Beppe: Nabocov si troverebbe a suo agio qui dove lavoro: è pieno di lolite (alcune hanno 35 anni, lolite passite…;)

Skip: Bertoldo ( uomo grossolano ma furbo, da un racconto di Giulio Cesare Croce) e Cacasenno (sputasentenze , da un’altra novella)

ZiaPaperina: Un bacio veloce, Pla’, prima che arrivi quel cerbero del mio socio….;oD

Brian: Direi:  Giuda e Paparazzo (il fotografo della Dolce Vita)

MaxG: In amore sono un otello (geloso). Che poi non è vero, ma non mi suonava bene scrivere “in amore mia moglie è un otello”

Anna: “Casanova” per indicare un seduttore, “Narciso” (anche se mitologico) per indicare chi, anche in forma patologica, ha troppa cura della propria immagine…

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


46 Replies to “Gradassi, Perpetue, Sirene & C.”

  1. Per esempio,essere come L’Araba Fenice, risorgere dalle proprie ceneri o disgrazie.
    Di solito,quando si cerca una persona, e non si trova mai, si dice: e’ come la Primula Rossa.
    E quanti di noi hanno per amico un Grillo Parlante che ci da’ consigli, quasi sempre inascoltati? ;+]

  2. Ma tu conosc qualcuno che dopo un pranzo/cena ti dice “pantagruelico”?
    Forse il più citato in questi tempi
    “sei un pinocchio”

  3. mi vengono in mente titoli dispregiativi, anche se non derivati- credo- da personaggi: marrano ( chi non mantiene la parola data o villano) , lestofante ( colui che raggira con imbrogli e truffe) oppure quaquaraquà che dà bene l’idea di un chiacchierone)…

  4. Nabocov si troverebbe a suo agio qui dove lavoro: è pieno di lolite (alcune hanno 35 anni, lolite passite…;)

  5. ah sì ! Bertoldo ( uomo grossolano ma furbo, da un racconto di Croce) e Cacasenno (sputasentenze , da un’altra novella)

  6. e…Azzeccagarbugli (avvocato di scarso prestigio) dai Promessi Sposi

  7. Un bacio veloce, Pla’, prima che arrivi quel cerbero del mio socio….;oD

  8. eheh Placida, è la prima volta che ti sento accennare a, come dire, un imbruttimento morale e culturale, sempre in un placidomodo.

    “Al contrario, chi ha un vocabolario superiore alle 100 parole” e “ombra di Banco”

    Non mi dire che ti sei un po’ placidamente stufata!
    ;)

  9. Placida Mitì, Dovresti fare un post con tutti i personaggi della Letteratura diventati prodotto pubblicitario.

    A me viene in mente lo shakespeariano Ariel.

  10. Boh, no, non stufata. D’altronde pensa che del “vocabolario di 100 parole” si lamentava già Marcello Marchesi 50 anni fa…;-D

  11. Brian, credo che quello della cedrata sia proprio il cognome del produttore. In ogni caso ce ne saranno molti di sicuro…Fallo tu il post, così “palleggiamo”! :-)*

  12. Brian, lo scrivi da te, dicendo quello che dico io all’inizio solo con il riferimento alla pubblicità.
    “Spesso la pubblicità utilizza per i prodotti nomi di personaggi famosi o coniati dalla penna di grandi scrittori”.
    Metti l’elenco che hai messo qui e inviti a proseguire. Io lo linkerò in coda al mio :-)

  13. L’ INNOMINATO….dai Promessi Sposi…che poi vinse Il grande fratello,l’isola,la fattoria…ed anche…la coppa del nonno..

    Il CONCIAOSSA….non so perchè….ma tutto ad un tratto…scoppio di salute..

    La BANDERUOLA…con sto vento è quasi indispensabile…

    IL RIVOLTAGABBANA….ci vorrebbe quando uno deve stendere una lavatrice…e trova tutto da rovescio…

    L’ATTACCAPANNI…..grande amico del rivoltagabbana

    IL CASCAMORTO….magari cadesse….

    IL BELLIMBUSTO…grande amico del cascamorto…di solito ne condivide la sorte….

    IL FUGGIFUGGI….difficile da vedere,in quanto…molto veloce…

    IL GAMBACORTA….nutre un invidia mortale per il fuggifuggi…di cui è acerrimo nemico…

  14. tratta da: http://www.itacalibri.it

    Deonomastica
    di Enzo Caffarelli*

    «Un martedì di luglio il faro della galleria illuminava la silhoutte di fagiano di un dongiovanni con tanta cipria e rimmel o mascara da sembrare il sosia della giunonica e gioviale sgualdrina in bikini e pantaloncini bermuda la cui berlina, senza benzina, caricava una damigiana di chinotto sbolognato per cognac e poi dalie, begonie, zinnie, ortensie, camelie e gardenia. Nel vicino pullman impantanato, un cicerone gradasso e beota, in jeans turchesi, cravatta fucsia e montgomery bordò, ripeteva che un fantomatico camorrista aveva sfregiato con un grimaldello, per pochi dollari, un fantozziano boéhemien che burchielleggiava alla carlona come un canarino».
    D’accordo, il racconto sarà rocambolesco, ma plausibile, perché tutti e 50 i sostantivi, gli aggettivi e i participi che vi compaiono sono parte della lingua italiana e registrati da qualsiasi dizionario di lessico. Con una particolarità: derivano tutti e 50 da nomi propri, antroponimi o toponimi…..

  15. In amore sono un otello (geloso)
    Che poi non è vero, ma non mi suonava bene scrivere “in amore mia moglie è un otello” ^^

  16. E dai! Non fare come lo STRUZZO !

    Piccola canzoncina che canto ai miei numerosi “quasifigli” :
    Il caval del CONTADINO
    va pianin pianin pianino
    il cavallo del GRADASSO
    va di passo, va di passo
    il caval del GIOVANOTTO
    va di trotto, va di trotto
    e se poi viene la GUERRA
    tutti cascano per terra.
    Ciao a tutti.

  17. Mi vengono in mente termini come:

    ” machiavellismo” o “machiavellico” riferito ad un certo modo di fare politica o con il significato di spregiudicato,

    “Casanova” per indicare un seduttore,

    “Narciso” o “narcisista” (anche se mitologico) per indicare chi, anche in forma patologica, ha troppa cura della propria immagine…

    Un abbraccio
    :-*

  18. CARNEADE….chi era costui..????

    ho citato Manzoni…così…tanto per fare…una CASSANATA…

    che a me Manzoni neanche piace…per me se Carneade fosse stata una donna se lo poteva pure sposare ,Manzoni….almeno sarebbe diventata Carneade in Manzoni….ciccia a sfare….

  19. CARNEADE….

    da wikipedia..

    “Fu uno scettico radicale e il primo filosofo a sostenere il fallimento dei metafisici che volevano scoprire un significato razionale nelle credenze religiose. Criticò lo stoicismo ad Atene e fu scolarca dell’Accademia platonica.”

    allora anche Franco Califano potrebbe essere “uno scettico radicale” ,nonchè allievo dell’Accademia Platonica….perchè canta….

    Non capire per un pò
    Non sapere cosa sia
    Non è un si, nemmeno un no
    Sembra un gioco di magia… Platonia…

    Franco Califano – “Platonia”

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