Storia della Benzina

benzina

E’ una storia un po’ astrusa e complicata, composta di varie altre storie, ma decisamente interessante.

Tutto iniziò da una pianta ora conosciuta come “Styrax Benzoin”, dalla cui resina veniva estratto un liquido dal caratteristico aroma pungente, che aveva la proprietà di sciogliere i grassi.

Gli Arabi lo chiamavano “luben dGiawi”, incenso di Giava; infatti la Styrax cresceva soprattutto nelle isole della Sonda.

I popoli occidentali, udendo pronunciare “luben dGiawi”, pensavano che “lu” fosse un articolo determinativo e storpiando il suono del resto della parola inventarono  “lu belzuino”, alias “benzoino”.

Nel 1834 un chimico tedesco, Eilhard Mitscherlich, ricavò dal benzoino l’acido benzoico e lo battezzò “benzin”, nome però che non venne mai usato, sostituito subito dal “benzene”.

E questa è la prima parte della storia.

Qualche anno dopo, nel 1853, un tale che si chiamava J.D. Angier ottenne una delle primissime concessioni per l’estrazione del petrolio a Titusville in Pennsylvania; scavando col badile (sic!) ne tirava fuori dai 15 ai 20 litri al dì: poi ne distribuiva i campioni in giro per gli Stati Uniti per vedere se quel misterioso materiale potesse servire a qualcosa oltre che a lubrificare mozzi di carri.

Un gruppo di occhiuti banchieri spedì quindi nel 1857 a Titusville un loro agente con l’incarico di indagare; costui si chiamava E.L.Drake ed era stato scelto dai magnati dell’economia solo perché era un ferroviere e quindi aveva la possibilità di viaggiare gratis facendoli risparmiare.

Giunto sul posto il Drake comprese acutamente che col badile si sarebbe combinato ben poco; così inventò un nuovo metodo di estrazione e nel 1859 inaugurò il primo pozzo di petrolio della storia.

Il petrolio, distillato e tramutato in kerosene, ebbe subito un primo grande successo diventando il più usato combustibile per l’illuminazione domestica, sostituendo le costose candele e il puzzolente olio di balena.

Durante la distillazione si ottenevano però frazioni più “pesanti” (fatte a temperatura più alta) e più “leggere” (temperatura più bassa); queste ultime venivano chiamate in Franciaessence”, in Inghilterra petroleum spirit”, negli USAgasoline”, in Germania (te la chì) “benzin”: ma dato che tutti non sapevano bene che farne, le buttavano via.

Temerari ed eroici inventori, intuendone la capacità energetica, provarono ad utilizzarle nell’illuminazione pubblica o nel riscaldamento, dando però vita a una serie continua di devastanti esplosioni.

Finalmente due tedeschi, Daimler e Benz, senza essersi mai conosciuti e lavorando separatamente, riuscirono in contemporanea (1885) a risolvere il problema brevettando il primo un motore monocilindrico a benzina da 212 cm3 cubici montato su un biciclo e il secondo un motore da 985 cm3 montato su un triciclo; per una questione di numero di ruote Benz viene considerato il padre dell’automobile, anche se il primo veicolo a 4 ruote e motore a benzina fu costruito da Daimler nel 1886.

Nel 1926 gli eredi dei due fusero le ditte; da allora auto, motociclette e benzina sono diventate croce e delizia della nostra vita.

©Mitì Vigliero

Corollario

DanieleMinotti: Storia della Mercedes

Tittieco: Bioetanolo

Roger: Padre Eugenio Barsanti inventore motore a scoppio

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


35 Replies to “Storia della Benzina”

  1. Il Drake qualche anno fa c’era gente che mi chiamava proprio così, ma questa è un’altra storia. Bè per quello che riguarda la benzina ti posso dire che a Chiavari (liguria riviera di levante N.d.li.)il mio negozio, una pasticceria, è stato il primo distributore di benzina della città a partire dai primi del novecento, fino a qualche anno fa avevamo la licenza N° 1 per la distribuzione di benzina, e non avevamo neppure la pompa perchè allora la benzina veniva venduta (a quelle due o tre auto che giravano qui) esclusivamente in bottiglia

  2. Dì, ma tu te lo ricordi quando commentando il traffico estivo o dei week end si diceva “Vorrei tanto che mettessero la benzina a 1000 lire al litro, così se ne starebbero a casa?” ;oD
    Buon lunedì tesora. Spero tutto bene…

  3. Bellissima storia!! Ho appena fatto un tour sul tuo blog, quasi un libro “dei quindici”! Davvero pieno zeppo di curiosità, mai noioso o scontato. Besitos

  4. ed appunto divennero la delizia della nostra vita, invece io più romanticamente ho postato antico liquore di monaci liquore alle violette e lo zucchero alle violette buon inizio di settimana

  5. Sentite cosa ho scoperto a proposito dell’oro nero:
    La benzina pulita si chiama BIOETANOLO e non è altro che zucchero fermentato, (proviene dalla barbabietola,dalla canna ecc.) per l’85% e per il 15% è benzina comune. In Brasile la usano dagli anni 70 e ne producono 15 miliardi di litri l’anno.
    Non si puo’ certo mettere in tutte le auto, solo in quelle che si chiamano FLEX.
    Il maggior produttore di automobili FLEX è la Fiat e le vende tutte all’estero, i modelli sono la Mille, la Palio e la Siena.
    La fonte: Rivista automobile 2005 Fiat in Brasile. http://www.fiat.com.br
    Buon lunedi’ a tutti.

  6. da Wikipedia…..

    “Padre Eugenio Barsanti, al secolo Nicolò (Pietrasanta, 12 ottobre 1821 – Seraing, 19 aprile 1864), è stato un inventore italiano, l’ideatore del primo motore a scoppio.

    Gracile di corporatura ed esile di statura, frequentò l’istituto ad orientamento scientifico dell’Ordine dei Padri Scolopi a Pietrasanta (Lucca). Nel 1838 fece il noviziato a Firenze e successivamente fu ordinato sacerdote. Nel 1841 Barsanti venne inviato al ‘Collegio S. Michele’ di Volterra. Qui, presentando agli allievi un esperimento sull’esplosione di una miscela incendiaria di aria e idrogeno (usando una pistola di Volta autocostruita) ebbe l’idea di sfruttare l’espansione rapida del gas per sollevare un pistone. Trasferitosi successivamente all’Osservatorio Ximeniano di Firenze, di livello universitario, ebbe la possibilità di sviluppare la sua idea e soprattutto di incontrare l’ingegnere Felice Matteucci con cui collaborerà per il resto della vita.

    I due riuscirono a brevettare l’invenzione in Inghilterra nel 1854. L’Italia dell’epoca non era ancora unita e non era in grado di offrire sufficienti garanzie per la tutela internazionale. La costruzione del motore ebbe inizio nel 1860 presso le officine di Pietro Benini…..”

    il resto qui…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Barsanti

  7. e allora da li prende il nome per caso anche la famosa casa automobilistica, mercedes “benz”?
    Ora rimane l’ultimo capitolo della stotia, come ha fatto il prezzo a salire così tanto? Maremma maremmina!
    @tittieco si del biobetanolo si sta discutendo molto, ed è anche se non erro, uno degli argomenti che tiene banco nel mercosur, l’area di mercato libero che unisce vari paesi dell’america latina, ma ovviamente gli Usa fanno grande resistenza e non solo loro.
    Piccola nota: Proprio negli usa il signor ford aveva inventato il prototipo di auto che funzionava a canapa o a derivati in ogni caso, ma l’espansione dei grossi gruppi estrattivi e di distribuzione, che sono in gran parte americani,fece grande ostruzionismo.

  8. eh, sì, la daimler-benz è la mercedes…
    molto interessante cara Mitì, che novità dirai..però è vero…interessante anche il commento di roger.
    ora spero che i due signori,insieme a ford e qualche altro, rimangano nei libri di storia della scienza, e che finalmente si lasci posto ad altri mezzi e “carburanti”…baci, piano col galòp, neh? :)

  9. io ricordo con grande divertimento gli anni 70 e le domeniche di Austerity quando girare in macchina era vietato si vedevano mezzi di ogni genere persino i cavalli e allora il cavallo non andava mica di moda come adesso

  10. La benzina, o meglio l’auto, sta diventando un bene di lusso. Da gennaio vado a lavorare con i mezzi pubblici e sai quanto risparmio tra benzina e manutenzione? 2400 euro l’anno!!!

  11. Gianluca, oggi ho ricevuto un avvertimento d’andar piano col galòp…son riuscita a semisvenire in mezzo alla folla. Va bé, oggi riposo. :-*

  12. Cuore, accipicchia! Certo che se i mezzi pubblici fossero un po’ di più sarebbe anche più facile…In ogni caso io non ho la patente, e mi muovo solo coi mezzi o in tassì. E risparmio di sicuro più che se avessi una macchina mia. :-)

  13. Come spesso accade le invenzioni vengono in mente in due posti diversi a due persone o gruppi di persone diverse: bello che abbiano collaborato Daimler e Benz

    se fossero stati blogger mi sa che non l’avrebbero fatto…:(

  14. Boh, bé, dipenderebbe dai blogger ;-)
    In questo caso Benz e Daimler (gli eredi) trovarono un accordo comune e la voglia di collaborare insieme. Ma se pensi a Meucci e Bell per il telefono, o a Marconi e un altro di cui in questo momento mi sfugge il nome per la radio, vinse quello che aveva più appoggi politici. E’ la natura umana. Però almeno un tempo creava cose importanti. Oggi mi sembra soprattutto un bla bla bla e bon :-*

  15. Da oggi askimed vede i miei commenti come spam, è assurdo!
    Devo usare un mio secondo blog per lasciare i commenti.
    Buona settimana Mitì :-D***

  16. La cosa piu’ inquietante di questa storiella molto istruttiva (brava, ma non saro’ certo io a consacrarti) e’ che uno di quei due tedeschi li’ si chiamava proprio Benz, mica Trielina ;-)
    Comunque, Mercedes era il nome della figlia di Emil Jellinek, di fatto il primo *concessionario* Daimler della storia, poi, sempre con Daimler, padre di altri progetti comuni.
    Belline queste pagine

  17. Mi hanno appassionato queste storie di altri tempi, fatte di genio e di coraggio. Eppoi, la moglie di Benz, Bertha, che, prima ancora di sposarsi, chiede di avere la dote per salvare l’impresa del marito e rilanciarlo e’ stupenda. E aggiunge l’amore.

  18. Daniele, sarò una stupida nostalgica, ma quanto mi sembrano migliori e più veri/forti/profonde in generale le persone, gli affetti, i commerci, le educazioni, le culture e le anime di anni e anni fa…:-*

  19. in verità, la Daimler-Motoren-Gesellschaft (che dal 1902 utilizzava il nome Mercedes per le sue autovetture) e la Benz & Cie. furono due costruttori distinti e concorrenti tra loro (entrambi costruivano auto etture di alta qualità e alto prezzo) fino al 1926, quando per volere della Deutches Bank e sulla scia della crisi post bellica fecero fusione in Daimler-Benz, nominando le autovetture Mercedes-Benz e come marchio unendo la stella a 3 punte della Mercedes con la corona d’alloro della Benz.

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