Governo e Governati

 Proverbi, Aforismi e Modi di Dire

Sin dai primordi il rapporto Governati-Governanti non è stato dei migliori; gli Angeli contestarono immediatamente il loro Creatore, Adamo ci litigò per colpa d’una stupida mela e così via.

Emile Auguste  Bergerat già nel Seicento diceva che “La politica del governare è l’arte di fare agli altri ciò che non vorreste facessero a voi”; e nonostante il detto “E’ l’arte delle arti governare gli uomini”, farlo non è poi così difficile.

Il cancelliere Axel di Oxenstierna convinse il figlio Giovanni ad accettare l’incarico di primo plenipotenziario svedese al congresso di Munster dicendogli “Vedrai figlio mio con quanta poca sapienza si possa reggere il mondo”: da qui il proverbio ovunque diffuso e messo in pratica con somma convinzione “Con poco cervello si governa il grande mondo”.

In fondo chiunque  può decidere di intraprendere la carriera politica, una delle professioni oggi più ambite, insieme a quella del Tronista, della Velina, dell’Opinionista e del Guru: lo diceva già Dante ai suoi tempi che “Marcel diventa ogni villan che parteggiando viene”.

Ma poiché “Corpo non è che senza testa viva” (e secondo i napoletani sempre “O’ pesce fete da a’ capa”) la saggezza popolare insegna che occorrebbe sempre un po’ di buon senso nella scelta dei Governanti: “Quando il cieco porta la bandiera, guai a chi vien dietro” e “Mal governa chi ha bisogno egli stesso di governo”.

Certo governare non è semplice; bisogna sapersi adattare agli eventi.
La nave si governa secondo il tempo” e saper affrontare difficoltà non solo materiali: “Mal si governa dove l’ira e l’invidia comandano”. 

E  poi tenere a mente che “Un buon governo deve avere cinque P: Prevedere, Provvedere, Pagare, Premiare, Punire”, oltre a ciò che l’imperatore Tiberio rispose a chi gli proponeva di aumentare le tasse in modo spropositato: “Il buon pastore deve tosare le sue pecore, non divorarle”.

La politica dovrebbe avere come motto Fatti, non parole”, anche se purtroppo, come diceva Churchill “Vi sono politici che posseggono i dono di riuscire a comprimere il minimo di idee nel massimo di parole”.

Quando le cose non funzionano è inutile adottare “la politica dello struzzo” nascondendo la testa  sotto lo scranno; meglio forse quella “del carciofo”, che arriva al risultato voluto una foglia per volta e piccole fasi successive.

Ciò però si può ottenere solo con un Governo equilibrato – “Dove ciascuno ha le redini in mano, guai al Paese”-  e, secondo un proverbio olandese, stabile: “Troppi cambiamenti interni in chi comanda fan bruciare una minestra troppe volte riscaldata”.

Infatti si sa che “Mutar Governo è facile, ma è difficile migliorarlo”.

I Governati intanto se ne stanno lì pazienti ad aspettare qualcosa di buono, dimenticando talvolta che “Tale è il gregge, qual è chi lo regge”, affidandosi al Destino ma perfettamente consci che il più delle volte, come recita un proverbio veneto

L’Altissimo di sopra
ci manda la tempesta,
l’Altissimo di sotto
ci mangia quel che resta:
e in mezzo a questi Altissimi
restiamo poverissimi.

Ma consoliamoci,  rasserenati in fondo all’idea di vivere sempre in una Democrazia cioè, come diceva Vittorio G. Rossi, in una forma di Governo “nella quale ci è ancora permesso di chiederci ad alta voce cosa diverrebbe il Paese se fosse ben governato”.

 

©Mitì Vigliero

Corollario

Fabdo: Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.

Roger: di Antonio Ghislanzoni (Barco di Maggianico, Lecco 25 novembre 1824 – Caprino Bergamasco 16 luglio 1893) poesie tratte dal “Libro proibito”:

PROPOSTA DI UN CANDIDATO
Di tutto parla
E nulla sa…
Al Parlamento
Trionferà.

AGLI ELETTORI
All’urne accorrete,
Nessuno si astenga!
Però, riflettete
Se più vi convenga
Aver deputati
Già sazi e contenti,
O i nuovi affamati
Che affilano i denti.

GUARENTIGIE
Di sedere alla Camera
Ambiscon molti, e anch’io
Al nobil desco assidermi
Non sdegnerei, perdio! –
L’impiego, a ciò che dicesi,
È poco profittevole;
Ma ivi l’onor puoi perdere
Serbandoti onorevole.

Presveva: il pisellino fa la pipì e il culetto ha schiaffi. (ma in dialetto rende di più: u p-sc-lid pe-sc, i u culett abb-sch).

Luca: “Chi travaggie pou comun nu travaggie pe nisciunn” Chi lavora per il comune non lavora per nessuno

Graziano: Nel governo più importa saper comandare che obbedire. Chi è a governo d’altri né avaro né libertino.

Beppe: A proposito di politica…Ci sarebbe qualcosa da mangiare? (Totò)

Odiamore: “Il politico prende le proprie decisioni in funzione delle prossime elezioni; lo statista, in funzione delle prossime generazioni.” L’autore è De Gasperi, la fonte l’attendibilissima Settimana Enigmistica – quando ho risolto il crittogramma non ci potevo credere, a quanto fosse attinente alla contemporaneità!

Tittieco: Chi “minestra” amministra dal dialetto genovese, che vuol dire : Chi
ha il potere di decidere le porzioni a tavola di conseguenza è un ministro che governa la propria famiglia.

Sara: Da Groucho Marx:
«Ho appoggiato la sua nomina perché penso che lei sia ilpiù abile uomo di Stato della grande Freedonia.» «Oh sì, è abbastanza grande. Però debbo dire che anche lei non scherza,e fa bene a non scherzare: sembra infatti che vogliano abbatterla e erigere alposto suo un grattacielo. Le consiglio di fuggire con un mezzo o se non le basta prenda un tassì, in un tassì e mezzo ci dovrebbe stare. Lo sa che lei non ha ancora smesso di parlare? Devono averla vaccinata con una puntina digrammofono».

Skip: I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede. (Indro Montanelli)

Phoebe: Piove, governo ladro!!!!!!

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

29 Replies to “Governo e Governati”

  1. PROPOSTA DI UN CANDIDATO
    Di tutto parla
    E nulla sa…
    Al Parlamento
    Trionferà.

    GUARENTIGIE PARLAMENTARI
    Fuori dal Parlamento,
    Fra noi dell’umil schiera,
    Per falso giuramento
    Si può andare in galera –
    Al Senato, alla Camera
    Miglior sistema è invalso….
    Ivi per molti è titolo
    D’onor giurare il falso.

    A GELLIO DEPUTATO
    Gellio: se non ti avessero
    Eletto a deputato,
    Col titol di onorevole
    Chi mai ti avria chiamato?

    Antonio Ghislanzoni (Barco di Maggianico, Lecco 25 novembre 1824 – Caprino Bergamasco 16 luglio 1893) poesie tratte dal “Libro proibito”

  2. Governo ladro, In questo mondo di ladri, Ladro lui, Ladra lei, Come rubare un miliome di dollari e far vivere gli altri di stenti, Il ladro di Bagdad, Ladri e governanti si nasce, Rubamazzo, Una poltrona per due,Rutelli-amoci nel fango, I soliti ignoti, Ladri di biciclette..e non solo.. Aladin il principe dei ladri, Guardia e ladro,ogni riferimento e’ purissimamente casuale.

  3. sempre dal medesimo libro…

    A CRISPO
    Il partito moderato,
    A tuo dir, molto ha mangiato
    Alla greppia del poter;
    Io tel credo, e sarà ver.
    Pure, o Crispo, il tuo partito
    Dà tai segni di appetito,
    Che se un dì il potere avrà,
    Quel che resta mangierà.

    GLI UOMINI E LE ISTITUZIONI
    Sotto la monarchia
    Gabrio è ruffiano e spia;
    Sotto il governo – repubblicano
    Che sarà Gabrio? – spia e ruffiano.

    RAFFRONTI STORICI(15)
    Narran le antiche cronache
    Che un pazzo imperatore
    Al suo cavallo il titolo
    Donò di senatore.
    Qual meraviglia? Ai facili
    Tempi che venner poi,
    Forse più eccelsi titoli
    Non ebber ciuchi e buoi?

    AGLI ELETTORI(20)
    All’urne accorrete,
    Nessuno si astenga!
    Però, riflettete
    Se più vi convenga
    Aver deputati
    Già sazi e contenti,
    O i nuovi affamati
    Che affilano i denti.

    GUARENTIGIE
    Di sedere alla Camera
    Ambiscon molti, e anch’io
    Al nobil desco assidermi
    Non sdegnerei, perdio! –
    L’impiego, a ciò che dicesi,
    È poco profittevole;
    Ma ivi l’onor puoi perdere
    Serbandoti onorevole.

  4. bè io vengo da due famiglie di “politici” mio bisnonno e nonno materni sono stati nell’amministrazione comunale, mio nonno e papà lo stesso, nello specifico mio padre è stato sindaco per 20 anni..ma la massima più saggia è di mio bisnonno “Giacumin” per la sua stazza detto Giacumin u grande
    “Chi travaggie pou comun nu travaggie pe nisciunn”
    Chi lavora per il comune non lavora per nessuno

  5. Nel governo più importa saper comandare che obbedire.

    Chi è a governo d’altri né avaro né libertino.

    Te ne lascio due Mitì!
    Buona giornata :-D***

  6. La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte invece trovo che assomiglia molto di più alla prima. (Ronald Reagan)

    La politica pratica consiste nell’ignorare i fatti. (Henry Adams)

    Un uomo di stato è un politico che dona se stesso al servizio della nazione. Un politico è un uomo di stato che pone la nazione al suo servizio. (Georges Pompidou)

    L’uomo è per natura un animale politico… tanto è vero che spesso l’uomo politico è una bestia. (Alfredo Chiappori)

    PROVERBI ITALIANI

    Canzone politica, brutta canzone.
    Chi non ha politica, non sa regnare.
    Ci vuol politica, ci vuole.
    Il politico bacia con la bocca, e tira calci con i piedi.
    In fatto di politica è più utile un po’ di buon senso che molta astuzia.
    L’onestà è la miglior politica.
    L’uomo politico accende una candela a Dio e un’altra al diavolo.

  7. ammazza che pessimismo sullo stato della politica. vedrete che anche stavolta le percentuali di votanti saranno altissime. e allora mi chiedo: cosa cazzo tutti si lamentano a fare?

  8. Io non ho mai avuto una linea politica univoca.Ho semplicemente cercato di fare quella che,in un dato momento,giudicavo la cosa più sensata (Abraham Lincon)

    L’Italia è un paese di debole Costituzione(Giusi Vanella)

  9. “Il politico prende le proprie decisioni in funzione delle prossime elezioni; lo statista, in funzione delle prossime generazioni.” L’autore è De Gasperi, la fonte l’attendibilissima Settimana Enigmistica – quando ho risolto il crittogramma non ci potevo credere, a quanto fosse attinente alla contemporaneità!

  10. Chi “minestra” amministra
    dal dialetto genovese, che vuol dire : Chi
    ha il potere di decidere le porzioni a
    tavola di conseguenza è un ministro che governa la propria famiglia.
    Tittieco.

  11. Da ridere e piangere, soprattutto piangere. Grazie del passaggio!

    Da Groucho Marx:
    «Ho appoggiato la sua nomina perché penso che lei sia ilpiù abile uomo di Stato della grande Freedonia.» «Oh sì, è abbastanza grande. Però debbo dire che anche lei non scherza,e fa bene a non scherzare: sembra infatti che vogliano abbatterla e erigere alposto suo un grattacielo. Le consiglio di fuggire con un mezzo o se non le basta prenda un tassì, in un tassì e mezzo ci dovrebbe stare. Lo sa che lei non ha ancora smesso di parlare? Devono averla vaccinata con una puntina digrammofono».

    un saluto

  12. I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede.
    (Indro Montanelli)

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