Piovon pinoli

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(foto Wikipedia)

L’altro giorno ero su una piccola terrazza romana. 
Avevo notato subito le piastrelle della pavimentazione coperte da decine e decine di gusci di pinolo vuoti; vicini di sopra maleducati, pensavo.

Mentre sono al telefono, tac , mi cade un pinolo sulla spalla.
Alzo gli occhi: finestre con tapparelle giù, nessuno in vista.
Continuo a telefonare: tac, un pinolo in testa.
Tac tac tac: tre pinoli vicino ai piedi.

Cielo limpido e deserto sopra di me.
Ma i tac continuano. 

Comincio a inquietarmi, quando dopo l’ultimo tac sento un frullìo alle mie spalle.

Mi giro, e vedo un passerotto accanto a un pinolo rotto a metà.
Mi guarda seccato e vola via.

Allora inizio a guardarmi più attentamente intorno. E vedo sui rami del limone, dell’oleandro, della mimosa, tanti passerotti che mi osservano con sguardo accusatorio e un fumetto in testa su cui sta scritto “Ti vuoi togliere di lì sì o no?”.

E così scopro che tutti i passerotti di Villa Ada utilizzano quella terrazza come schiaccianoc…schiacciapinoli; ci arrivano sopra volando alto, tenendoli in bocca, e lasciandoli cadere a terra, incrinandoli.
Poi li raggiungono, e con un deciso colpetto di becco li aprono del tutto: si pappano il pinolo e volan via a recuperarne altri.

Bé: in fondo mi sento fiera ad esser l’unica persona che io conosca ad esser stata bombardata coi pinoli dai passerotti.

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


33 Replies to “Piovon pinoli”

  1. Indubbiamente è preferibile essere bombardati coi pinoli piuttosto che con i prodotti finali di scarto del processo digestivo;)

  2. e meno male che a Roma…non ci sono scimmie e palme da cocco….. :))

    erano passerotti liguri in trasferta a Roma e volevano preparare il pesto per la pasta….se guardavi meglio lo avresti visto… :))))

  3. visita dal dottoressa “biologica” temporale di quelli che ti fa rimanere chiuso in macchina e dici vabbè la dottoressa aspetterà….spiove un pò apri la portiera e zump salti giù estrai le chiavi schiacci il telecomando per chiudere la macchina ed una pigna ti passa a tre millimetri dalla testa e si infrange al suolo… a quel punto vai piano sai che l’acqua al massimo ti bagnerà.. te la prendi tutta ma la dottoressa credo si stia ancora chiedendo cosa facessi bagnato fradicio con una pigna verde in mano alla visita
    ps la pigna è qui appesa in ufficio eh

  4. Sperando che non ti capiti di affrontare altri bombardamenti in questi giorni (per esempio tappi di champagne), ti auguro un buon 2008!
    Saluti
    Ponza

  5. Sembra la scena di un film Disney. Deliziosa!

    Cartello visto in un parcheggio nei pressi di una pineta in Maremma: “Attenzione, probabile caduta pinne”

  6. Ma che tenerezza! A proposito di pinoli, da bambina li raccoglievo con mia zia nei giardini di Villa Rossi a Sestri, quando dissi: “Zia, zia, guarda che grosso questo” e mia zia si voltò appena in tempo per togliermi dalle mani un bel vermone ciccione e bianco che tenevo in mano, pronta a ingollarlo. Lì ho capito che quando credi di trovare un pinolo sgusciato, ossia la metaforica pappa pronta, c’è sempre una fregatura!

  7. Bellissimo questo post. Sai, deiezioni a parte, a me certi animaletti fanno ancora tenerezza. Già, perché rappresentano l’ultimo baluardo di una vita naturale che noi umani abbiamo perso da un pezzo. Ma il pezzo che mi ha fatto davvero morire è questo:

    “E vedo sui rami del limone, dell’oleandro, della mimosa, tanti passerotti che mi osservano con sguardo accusatorio e un fumetto in testa su cui sta scritto “Ti vuoi togliere di lì sì o no?”

    L’idea che i passerotti possano avere espressioni umane e possano esprimere sentimenti con lo ‘sguardo’ e i fumetti fa molto Disney. Bellissimo. :)

  8. Teneri questi passerotti e quanto sono ingegnosi! Nel periodo universitario, da fuori sede, per un periodo ho abitato in Via di Trasone, abbastanza vicina a Villa Ada, e anche allora i passerotti avevano le stesse abitudini! Buona permanenza a Roma… e un abbraccio.

  9. Mi chiedo: ma i passerotti avranno imparato da mamma passerotta o ci sono arrivati da soli facendo mille prove? E’ un comportamento genetico o si impara?

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