Fantasmi a Milano

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(Dino Buzzati, Piazza del Duomo di Milano, 1952, olio su tela)

Nonostante sia la capitale degli affari e della concretezza, Milano risulta ai primi posti delle città italiane popolate da fantasmi.

Ad esempio, si dice che alla Scala compaia spesso la Callas che vorrebbe vendicarsi d’essere stata lì fischiata durante una delle sue ultime rappresentazioni, mentre Bernarda Visconti, figlia di quel bel tipino che era Bernabò, si aggira nel chiostro di Santa Redegonda: colpevole d’adulterio fu imprigionata dal dolce papà e lasciata morire di fame.

Nel Parco Sempione sino agli anni ’50 compariva una misteriosa e fascinosa signora vestita e velata di nero che adescava i passanti; portava il sedotto in una splendida casa che appariva all’improvviso nel parco,  e poi si toglieva il velo svelando un teschio dal sorriso civettuolo.

In via Paolo Sarpi vaga un monaco scarmigliato che urla invettive feroci contro la corruzione della società: se però qualcuno si ferma ad ascoltarlo, lui timidone svanisce.

In via Mecenate si vede talvolta la figura di un robusto signore in antiquato giubbotto di pelle; sembra si tratti di Gianni Caproni, che cerca inutilmente la sua scomparsa officina d’aerei.

In piazza Santo Stefano, in un loco ameno quale la cappella brulicante ossa umane chiamata “San Bernardino dei Morti” ovviamente non può mancare un fantasma; lo scheletro di una bimba, probabilmente la più giovane del mucchio, che la notte del 2 novembre si disincastra dal cumulo dei suoi simili posto alla sinistra dell’altare, mettendosi a capo di una lunga processione scatenata di scheletri danzanti. 

Vi è poi lo spettro di Carlina di Schignano; il giorno che sposò il suo Renzino vestiva completamente di nero, come fosse in lutto: stratagemma questo usato dalle fanciulle del paese per tenere nascoste le nozze ed evitare quindi d’esser sottoposte allo “jus primae noctis” del feudatario locale.

In realtà Carlina aveva già concesso ad un altro quel diritto, rimanendo incinta; e sposando Renzino sperava di spacciargli quel figlio per suo.
I due sposi andarono in viaggio di nozze a Milano, e da perfetti turisti salirono sul tetto del Duomo; era un freddo autunno avvolto di nebbia.
Carlina, circondata da tutte quelle statue di draghi e mostri che parevano guardarla furenti per il suo inganno, in preda ai sensi di colpa si buttò di sotto; il marito vide il corpo cadere, ma arrivato in piazza non lo trovò.
Non fu mai trovato.
In compenso oggi  Carlina vestita di nero dicono appaia nelle foto scattate agli sposi che escono dal Duomo. 

Nella strettissima via Bagnera infine si avverte talvolta un misterioso soffio d’aria gelida; pare si tratti della “presenza” del muratore Antonio Boggia che dal 1849 al 1859 ammazzò quattro persone , murandole poi tagliate a pezzi nel magazzino che aveva in quella strada; la sua fu l’ultima impiccagione che avvenne a Milano,  in uno slargo tra porta Vigentina e porta Ludovica, il 6 aprile 1862.

La testa del “Mostro di Via Bagnera” venne analizzata dal Lombroso, che ne fece l’archetipo di “fisionomia tipica dell’assassino”. 
©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.

63 Replies to “Fantasmi a Milano”

  1. che bello un post dedicato ai fantasmi di Genova! brrrrrrrrrr…chissà cosa ti inventerai per halloween!

  2. Pensavo proprio ad Halloween leggendo il tuo bel scritto! Ma se i nostri fantasmi hanno cosi’ belle storie dietro, non voglio sapere quello che si nasconde dietro le vittime dei serial kilelr americani!!!

  3. Luisa, faccio come nelle “veglie” che facevano in campagna ad ottobre la sera. Chiusi nelle stalle, rammendavano e costruivano attrezzi, mangiando castagne e raccontandosi storie così, sino alla notte di ognissanti. Hallowen è altra cosa, che non ci appartiene come tradizione: il nostro è migliore e meno carnevalesco…;-*

  4. manco farlo apposta ieri sera abbiamo mangiato le castagne…invece di rammendare e costruire attrezzi ascoltavamo l’i-pod, la magia delle sere d’autunno…

  5. Salve, su Milano vi invio questo comunicato stampa che potrebbe interessarvi…si parla di fantasmi milanesi,sotterranei,cunicoli ecc.

    COMUNICATO STAMPA

    Milano sotterranea e misteriosa

    di Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan

    Mursia Editore, 160 pagine, 16 euro

    A fine Febbraio in libreria

    http://www.milanosotterranea.com

    Il libro ”Milano sotterranea e misteriosa” (di Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan – Mursia Editore), steso a quattro mani da uno scrittore di noir e da uno speleologo, porta alla luce aspetti sconosciuti della metropoli lombarda. I suoi tanti abitanti insieme ai lavoratori, pendolari e occasionali, gli studenti, i turisti che ogni giorno ne percorrono le strade, ignorano in gran parte la storia millenaria di Milano e quasi del tutto i segreti celati nel suo sottosuolo.

    È solo negli ultimi vent’anni , grazie alla passione di alcuni speleologi dello S.C.A.M. (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano), che si è incominciato ad indagare questo importante patrimonio storico, civile, architettonico, archeologico, capace di aggiornare le conoscenze circa le vicende e le necessità legate alla vita della città e alla sua continua stratificazione. L’altra anima del libro segue tutti i risvolti che si ricollegano a leggende, ricordi, curiosità.

    Questo ricco e inedito documento storico è anche un affascinante viaggio, realmente avvenuto, tra cripte, cunicoli, passaggi, canali, fonti, ricoveri antiaerei…

    Si prende avvio dalla fondazione della Milano celtica e delle sue presunte tracce nei sotterranei del Duomo, dove persistono alcuni profondi pozzi e si vocifera dell’esistenza di un lago ipogeo. Si passa a raccontare il dedalo di cunicoli sottostante il Castello Sforzesco, di cui solo un terzo è stato fino ad oggi esplorato. Si prosegue lungo il tracciato dei Navigli, in parte ancora percorribili nel sottosuolo, insieme ad altri canali cittadini. Interessanti le scoperte sulle antiche catacombe venute alla luce durante alcuni scavi negli anni Settanta nella zona di Piazza Vetra, poi scomparsi sotto il cemento e l’asfalto insieme ad un prezioso mosaico databile intorno al IV secolo d. C. raffigurante un ‘Ultima Cena. Il viaggio prosegue alla ricerca di tunnel e passaggi segreti, da sempre presenti nelle leggende meneghine, nel suolo di diverse chiese milanesi, tra cui Santa Maria delle Grazie. In altri casi le ricerche dello S.C.A.M. hanno condotto a risultati insperati, come il ritrovamento, nel quartiere di Gorla, di un rarissimo Tempio della Notte presente nel giardino di Villa Ottolenghi-Battyani-Finzi, luogo segreto di riunioni massoniche. L’ultima tappa è nei numerosi bunker e ricoveri antiaerei costruiti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, ancora presenti sotto molti palazzi. Il primo ad essere stato esplorato è il vastissimo ricovero della Stazione Centrale. Sopravvive ancora oggi la leggenda dell’esistenza di un secondo livello, in parte suffragata dal ritrovamento di due accessi, ostruiti dalle macerie all’inizio delleperlustrazioni. Secondo le dicerie dei senzatetto che un tempo affollavano la stazione, questo sotterraneo più profondo era popolato da strani rettili di ignota provenienza. Un’altra storia di mistero è legata al bunker antiaereo di via Mecenate, adiacente allo stabilimento Caproni che durante l’ultimo conflitto costruiva velivoli per la Regia Aeronautica. Risale al 13 giugno 1933 l’avvistamento notturno di un oggetto volante non identificato che precipitò alla periferia di Milano e che, pare, fu recuperato e nascosto per essere studiato per ordine dello stesso Mussolini proprio nelle stanze sotterranee della Caproni.

    Queste e molte altre appassionanti vicende fitte di misteri, ricche di storia e di aneddoti curiosi rendono “Milano sotterranea e misteriosa” un volume adatto agli addetti ai lavori così come a un pubblico vasto.

    GLI AUTORI

    Ippolito Edmondo Ferrario, classe 1976, vive e lavora a Milano, dove affianca all’attività di gallerista d’arte quella di giallista. In seguito alla pubblicazione del saggio “Triora Anno Domini 1587. Storia della stregoneria nel Ponente Ligure” (De Ferrari Editore), ha ricevuto la cittadinanza onoraria da Comune di Triora (Imperia) per i suoi approfonditi studi in materia. È creatore del detective-gallerista Leonardo Fiorentini, suo alter ego letterario, le cui vicende sono raccontate nei romanzi pubblicati nella collana noir di Frilli Editore (“Il Pietrificatore di Triora”, “Il collezionista di Apricale”). Collabora come giornalista con Il Secolo d’Italia.

    Gianluca Padovan è nato a Verona nel 1959. Nel 1984 costituisce il Gruppo S.C.A.M. (Speleologia Cavità Artificiali Milano) che diviene Associazione nel 1991. Nel 2004, assieme a Luigi Bavagnoli dell’Associazione TE.S.E.S, partecipa alla fondazione della F.N.C.A. (Federazione Nazionale Cavità Artificiali). Nel 2007, con altri Soci della Federazione, contribuisce alla creazione della collana “Hypogean Archaeology” dei British Archaeological Reports di Oxford. Da più di vent’anni conduce importanti ricerche nel sottosuolo milanese.

    Per info e contatti:

    Ufficio stampa BA. CO.

    http://www.lafestadiagata.it

    e-mail info@lafestadiagata.it

    chiara.balansino@lafestadiagata.it

    338.404.79.16

  6. quando sarò un po’ più grande andrò in giro in tutti i questi luoghi con la mia amica, cerchiamo dei misteri… ma nella periferia sud-ovest di milano, nn ce ne sono molti.

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