Lingua

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 C’è gente che parla solo perché ha “la lingua in bocca”; qualcuno l’ha “sciolta” come una briglia e  può affascinare nei discorsi, ma anche ingannare con promesse mai mantenute, rivelare segreti delicati o  offendere troppo fiero della sua capacità espressiva: “lingua salace, sempre mordace”.

E c’è chi al contrario troppo silenzioso fa sospettare che “gliel’abbia mangiata il gatto” quella lingua, o di averla “dimenticata a casa”.

Giusto è “non avere peli sulla lingua”, però bisogna guardarsi sempre da quelli che l’hanno “affilata”, “tagliente” o, come dicevano gli Indiani d’America, “biforcuta” come quella dei serpenti; velenosa e maligna “lingua taglia e cuci”: pettegola e maldicente “mala lingua”.

Talvolta sarebbe davvero il caso di “mordersi la lingua”, trattenendosi cioè dal dire cose da non dire; ci vorrebbero leggi che la facessero “tenere a freno” , moderando un linguaggio scurrile, inconsulto o semplicemente irriverente e irrispettoso: questo per evitare di sentirsi augurare da interlocutori furibondi: “Ti si possa seccare la lingua!”.

Per evitare di far danni “la lingua non dee parlare/senza al cuore domandare” poiché, come dicono i toscani,  “per la lingua si langue” dato che “la lingua non ha osso, ma può rompere il dosso”; e gli spagnoli aggiungono che “dalle ferite di coltello si guarisce, da quelle di lingua no”. 

Aveva ragione Don Basilio nella cavatina rossiniana: “la calunnia è un venticello” che spesso si tramuta in tempesta: poiché la “lingua batte ove il dente duole” “calunniate, calunniate, qualche cosa resterà” era un antico adagio gesuita citato sempre dal Barbiere di Siviglia (atto II, scena 8^).

E chi ascolta quelle cose non è meglio di parla; “fra le male lingue e le male orecchie dubbia è la scelta”, perché “mala lingua e mala orecchia sono ambedue del diavolo”: così, chi peccherà di maldicenza e  credulità finirà di certo all’inferno, fra lingue di fuoco, obbligato ad ascoltare i comizi di Lucifero tutti svolti in lingua spagnola, almeno a dar retta ai madrileni campanilisti feroci secondo i quali “la lingua ispanica è la più seducente: quando il serpente parlò ad Eva, lo fece in spagnolo”.

Bisogna insomma far sempre attenzione a ciò che si dice; gli arabi ammoniscono “guarda che la tua lingua non tagli la tua gola” ma effettivamente loro, quando parlano, è un po’ difficilino capirli: “per me è arabo” (stessa sorte dei turchi, “parli in turco).

Eppure conoscere lingue diverse ormai è indispensabile, ed era virtù apprezzata anche in tempi antichi; “chi molte lingue conosce è amato da tutti” dicevano i Romani; i Grecichi le lingue sa ovunque va”, mentre i Longobardi e i loro discendenti tedeschi non erano particolarmente d’accordo, affermando: “Chi sa due lingue, è un doppio uomo”.

Così affermavano soprattutto mercanti e diplomatici, gente affaccendata negli intrallazzi monetari o di destini umani, che poco si fidavano dei colleghi poliglotti: “Conosce sei lingue e la settima si chiama Mentire”. 

Per questo, tutti gli altri mercanti e diplomatici europei, per sfottere un collega teutonico di lui dicevano: “Parla quattro lingue: l’alto tedesco, il basso tedesco, il pomerano e il berlinese”.

©Mitì Vigliero 

E voi conoscete altri Proverbi e Modi di dire sul Parlare/Dire/Linguaggio?

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ZiaPaperina: Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

Roger: qui, qui, qui

Anna:Chi d’altrui parlar vorrà, guardi prima se stesso e tacerà”; “Non dire di me quel che di me non sai, di’ prima di te e poi di me dirai”

Alessandra: Dunque mi chiedi se so qualche altro proverbio o modo di dire….è che l’ho qui sulla punta della lingua ma non mi viene proprio in mente… quanto al settore linguistico, appunto, reputavo fortunate le colleghe studentesse bilingue che avevano una marcia in più per affrontare la scuola traduttori

Brigida: linguaccia mia taci!

Vipera: MODI DI DIRE IN PROVINCIA DI BARI:
1) “Tizio parla solo per dare aria alla lingua”.
2) “Le pu*ttane hanno la sedia in c*u*lo
(= vengono accolte), le malalingue le cacciano tutti”.
3) “Impara (= educa) la lingua quando stai da solo” (Impara a non parlare troppo prima di andare tra la gente).
4) Scusa l’oscenità: “Mettiti la lingua in c*u*lo” (Stai zitto).
Inoltre, in provincia di Bari, lo scemo è “u lengammoc” (quello che tiene la lingua in bocca), una donna che strepita è ” a voccapert” (bocca aperta), una persona con la bocca grande tiene “a vocc com a p’zzcatreic” (la bocca come la rana pescatrice).

Pievigina: Siccome sono una chiaccherona, mia mamma quando le dico che ho male da qualche parte, mi dice: “la lengua però no la te fa mai mal!”*.*”la lingua però non ti fa mai male!”

LupoSordo: La Vocca jè cquanta ‘na cerasa ma ce fréca la térra, la vìgna e lla casa. La bocca è quanto una ciliegia, ma si mangia la terra, la vigna e la casa

MimosaFioritala lingua rompe la noce del collo– a Roma diciamo, stai a parla’ a vanvera, cioe’ a caso- oppure – quanno parla me pare na mitrajetta– una parola e’ poca due sono troppe- eppoi ci sono le canzoni: Parole,parole- Parlami d’amore Mariu’- Pensieri e parole– e adesso parola mia non mi viene in mente piu’ niente.

Fran(cesca): Grande Spirito fa’ che io non parli male del mio fratello prima di aver camminato 100 miglia nei suoi calzari”; “Ne uccide piu’ la lingua che la spada

Princy60: “Io la lingua, egli il pugnal” dice Rigoletto riferendosi al fatto che lui colpisce con la satira, mentre il Duca usa le armi. “Rigoletto” di G.Verdi

Maxime: La lingua batte dove il clito… ride (Daniele Luttazzi)

Sonny&Me: Tre cose te nnùticane lu core: le meddhre, le cutugne e le parole.

Mareadiluce: Argento pregiato è la lingua del giusto, il cuore degli empi vale ben poco”, lo ripeteva spesso un vecchio prete, credo si tratti di una citazione proveniente dalla Bibbia.
Da me in calabria, una persona solita a mentire viene spesso definita come “lingùta brutta”. Oppure, ricordo dell’adolescenza, la frase spesso ripetuta tra ragazze: meglio usar la lingua per baciare, che per tagliare (dove la parola “tagliare” sta per “spettegolare malignamente”)

SdL: tanto va la gatta al lardo che ci lascia la linguina (creato oggi, qui. Però è troppo carino :-)

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


41 Replies to “Lingua”

  1. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

    Buonagiornata tesora!! ;o*

  2. Ascolta tutti, parla franco, credi a pochi, a te poi manco.

    Chi a troppi parla, a pochi dà consiglio.

    Chi meglio parla, peggio fa.

    Chi parla per udita, aspetti la mentita

    Chi parla semina, chi tace raccoglie

    Chi tace acconsente (e chi non parla non dice niente).

    Il tacere è rispondere a chi parla senza ragione

    I libri parlano allo spirito, gli amici al cuore, il cielo all’anima e tutto il resto agli orecchi.

    ma poi alla fine conta…..

    Lingua cheta, e fatti parlanti….

  3. la lingua batte dove il dente duole…..disse il dentista….presentando il CONTO…

  4. “Chi d’altrui parlar vorrà, guardi prima se stesso e tacerà”

    “Non dire di me quel che di me non sai, di’ prima di te e poi di me dirai”

    Buona giornata :-)

  5. Dunque mi chiedi se so qualche altro proverbio o modo di dire….è che l’ho qui sulla punta della lingua ma non mi viene proprio in mente… quanto al settore linguistico, appunto, reputavo fortunate le colleghe studentesse bilingue che avevano una marcia in più per affrontare la scuola traduttori ;)

  6. Di tre cose il diavolo si fa insalata, di lingua d’avvocati, di dita di notai, e la terza è….. riservata.

    comunque…..povero diavolo è di bocca buona……perchè…

    La lingua è la peggior carne del mondo.

  7. penitenza…
    Dire….Fare….Parlare…Lettera…Testamento…..??????

    TESTAMENTOOOO ?!?!?????….. ma chi credete che sia….PAVAROTTI….?????

  8. MODI DI DIRE IN PROVINCIA DI BARI:

    1) “Tizio parla solo per dare aria alla lingua”.

    2) “Le puttane hanno la sedia in culo
    (= vengono accolte), le malalingue le cacciano tutti”.

    3) “Impara (= educa) la lingua quando stai da solo” (Impara a non parlare troppo prima di andare tra
    la gente).

    4) Scusa l’oscenità: “Mettiti la lingua in culo” (Stai zitto9.

    Inoltre, in provincia di Bari, lo scemo è “u lengammoc” (quello che tiene la lingua in bocca), una donna che strepita è ” a voccapert” (bocca aperta), una persona con la bocca grande tiene “a vocc com a p’zzcatreic” (la bocca come la rana pescatrice).

    Se me ne vengono altre le aggiungo in seguito ;-)

  9. Siccome sono una chiaccherona, mia mamma quando le dico che ho male da qualche parte, mi dice: “la lengua però no la te fa mai mal!”*.

    *”la lingua però non ti fa mai male!”

  10. La Vocca jè cquanta ‘na cerasa ma ce fréca la térra, la vìgna e lla casa.

    La bocca è quanto una ciliegia, ma si mangia la terra, la vigna e la casa

  11. Evviva! sono tornata, quanti bei post mi sono persa o mia Signora, dunque riprendiamo le sane abitudini alle quali ci hai splendidamente abituati, allora – la lingua rompe la noce del collo- a Roma diciamo, stai a parla’ a vanvera, cioe’ a caso- oppure – quanno parla me pare na mitrajetta- una parola e’ poca due sono troppe- eppoi ci sono le canzoni: Parole,parole- Parlami d’amore Mariu’- Pensieri e parole- e adesso parola mia non mi viene in mente piu’ niente. buon tutto cara Miti’. ;@)

  12. cito a memoria:
    “Grande Spirito fa’ che io non parli male del mio fratello prima di aver camminato 100 miglia nei suoi calzari”

    “Ne uccide piu’ la lingua che la spada”

  13. “Io la lingua, egli il pugnal” dice Rigoletto riferendosi al fatto che lui colpisce con la satira, mentre il Duca usa le armi. “Rigoletto” di G.Veri ;-)***

  14. cmq qui (bolzano) siamo esperti in risse a coltello sul bilinguismo, ci mettiamo a rischio anche le giunte, mica stiamo a pettinar bambole :D

  15. “Argento pregiato è la lingua del giusto, il cuore degli empi vale ben poco”, lo ripeteva spesso un vecchio prete, credo si tratti di una citazione proveniente dalla Bibbia.

    Da me in calabria, una persona solita a mentire viene spesso definita come “lingùta brutta”.

    Oppure, ricordo dell’adolescenza, la frase spesso ripetuta tra ragazze: meglio usar la lingua per baciare, che per tagliare (dove la parola “tagliare” sta per “spettegolare malignamente”)

  16. A dirla con Gerhard Rohlfs(Vocabolario dei dialetti salentini), le meddhre – dall’antico francese melle – sono le nespole d’inverno o nespole germaniche che, in quanto prive di succo, fanno nnuticare ossia procurano un nodo alla gola.

  17. Proprio oggi, come addetta alla rassegna stampa sul Sole 24 Ore(robe noiose, di solito) in ufficio ho messo da parte un articolo di Franco Loi del 16 settembre (il fascicolo domenicale!). Lo leggerò con calma a casa e ci tirerò fuori, di sicuro, un post. L’argomento è il dialetto. trascrivo solo una parte, che il tuo post pare chiamare. “Se consideriamo la ‘lingua’ nel suo etimo più antico, ha significato di leccare, qualcosa che ha attinenza con l’assaporare e, se si pensa che la parola ‘sapienza’ deriva appunto dal sapore delle cose, vediamo la connessione tra conoscenza ed esperienza corporea. Nominare le cose dice Genesi, nell’assegnare all’uomo questo compito. Ma come si può nominare le cose, se non praticandole, se non lavorando e vivendo nel corpo delle cose? In questo senso la parola ‘conoscere’ viene usata ampiamente nella Bibbia nel senso di ‘fare all’amore’. Per nominare le cose bisogna farci l’amore.”
    Bello, vero?

  18. La parola è argento e il silenzio é oro..

    Una volta, un prete,a messa, discorrendo sui mali delle cattive lingue, dice candidamente che per certe persone ci vogliono due bare : una per il corpo e l’altra per la lingua…per la prima volta ho visto risate durante una predica…rs rs rs

  19. Visto per la prima volta molti anni fa su un cartello all’Università di Parma, in seguito con alcune varianti:
    Prima di azionare la bocca, assicurarsi che il cervello sia inserito.

  20. sulla scrivania del mio Capitano a militare troneggiava un cartello con su scritto prima di usare la lingua accertarsi che la stessa sia collegata al cervello

  21. Un detto Partenopeo recita:
    “Chi tene a’ lengua, va’ in Sardegna!”

    …ovvero: Chi ha eccelse doti oratorie, può anche recarsi in luoghi ove il dialetto è incomprensibile!

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