Funghi

 

Antiche, stupide e pericolose credenze

 

Autunno tempo di funghi, sin dall’antichità uno dei cibi più apprezzati dagli italiani che da sempre però lo ammantano di riti arcani, sapendo che di funghi velenosi si può morire.

Da qui la nascita di bislacche e pericolosissime credenze, che purtroppo permangono nonostante oggi la raccolta dei funghi sia regolata anche con l’obbligo di mostrare a esperti micologi gratuitamente a disposizione nei mercati e nelle ASL, le “prede” raccolte prima di mangiarle.

Plinio nel I sec. dC, scriveva che se i funghi nascevano in terreni contenenti “bottoni di metallo, chiodi da scarpa, ferri arrugginiti, panni putrefatti” diventavano velenosi perché la loro natura “è di assorbire qualunque veleno”.
Da qui la deleteria credenza che tutti i boleti raccolti in alta montagna o in boschi impervi, in territori cioè non contaminati dalla presenza umana, siano innocui.

Pier Andrea Mattioli, medico del ‘500, assicurava che “le persone avvedute distinguono benissimo i velenosi quando li preparano per la cottura. Infatti essi, tagliati, cambiano il loro colore più volte. Quando si spezzano diventano prima verdi, poi di color rosso nerastro e quindi blu scuro, che alla fine si converte in nero”.

Il verde (considerato anticamente color della pazzia, della disperazione e della bile malvagia) e il nero, colore mortifero e diabolico, portarono alla stupida credenza di cuocere sempre i funghi insieme a qualcosa di bianco come cipolla, mollica di pane o aglio (che se scaccia i vampiri vuoi che non debelli le Amanite Phalloidi?): se questi rimanevano chiari, non vi era alcun pericolo.

Giuseppe Pitrè, nel 1870, a proposito di avvelenamento da funghi scriveva “La vera cura è prevenire l’avvelenamento stesso assicurandosi dell’innocuità dei funghi. A tal’uopo per sincerarsi se siano o no velenosi, si bollisce con essi un cucchiaio d’argento. Se il cucchiaio annerisce, son velenosi; se no, no.”
E questa assurda usanza perdura tutt’ora in molte zone d’Italia nelle quali si usa anche mettere nella pentola dei funghi una o più monete di rame, aggiungendo batteri e veleno ad eventuale veleno.

Alcuni ancor’oggi giurano che i funghi mangiucchiati da chiocciole siano di sicuro buoni: conoscete forse qualche lumaca suicida?
Assicurano commestibili anche quelli che, cotti in abbondante prezzemolo, non lo tingano di giallo così come accertano ottimi quelli che, rosolati con un tocco di ferro, non lo corrodano: e quasi ovunque annientano (insieme alla famiglia e agli amici invitati a cena) ogni dubbio asserendo che, in caso di fungo sospetto, basterà sobbollirlo nell’aceto, unendo magari piccioli di pera per cancellarne ogni veleno.

E in caso di intossicazione, che dicono i folli esperti della domenica? Che basta un poco di olio di ricino (Piemonte, Veneto), indurre il vomito con aceto e sale (Lazio), bere un decotto di origano (Sardegna, Liguria)…Tanto varrebbe seguire il consiglio del medico Dioscoride (50 dC): “sterco di pollo impastato a miele e aceto”.

Per questo i siciliani cinicamente dicono “Ca’ mori per li funci, ‘un cc’è nuddu chi lu chianci”, chi muore per colpa dei funghi, non c’è nessuno che lo pianga: l’ignoranza incosciente non fa pena.

©Mitì Vigliero

A proposito di Placida Signora

Una Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del "Come eravamo", del Folklore e della Cucina.


42 Replies to “Funghi”

  1. Poi ci sono quelli che li danno da mangiare prima al gatto. A parte la crudeltà, hai mai visto un gatto mangiare funghi? Il mio non li toccherebbe nemmeno con un baffo ;)

  2. Sembra impossibile che oggi ci sia ancora qualcuno che si avvelena coi funghi…..Eppure ogni anno li leggi sui giornali. Quest’anno ne ho letti pochi però. Che abbiano imparato??

  3. ZiaPaperina, non hanno imparato, semplicemente quest’anno non è ancora esplosa la stagione dei funghi (ce ne sono pochi). Parlavo sabato sera con Nives, la moglie di Beggi, medico al pronto soccorso qui. Diceva che l’anno scorso una sera sì e una no c’era l’allerta avvelenati (in truppa, perché i funghi si mangiano in compagnia) :-*

  4. Io da un medico che si chiama Dioscoride non prenderei nemmeno l’aspirina!
    Champ…ignon per tutti! Stamattina offro io!

  5. Conosco un tipo “abbastanza” famoso (ma uff non ne posso fare il nome) che si è intossicato con i funghi raccolti, e che per farlo sentire più a suo agio tutti i suoi colleghi di lavoro lo hanno iscritto con la sua posta elettronica a newsletter sui funghi, e l’amministratore della rete gli ha bucato la password e gli ha installato un bello sfondo con funghi… detto questo i funghi mi ricordano solo momenti belli cammnate con i nonni, ma con il nonno in particolare lunghe chiaccherate e buone raccolte… e non ci siamo mai intossicati.. se posso dire ancora du cose su funghi…. uno crudi tagliati sottili sottili in insalata sono il massimo… due se passate dalle parti di treviso e più precisamente Nervesa della Battaglia dovete assolutamente andare a mangiare i funghi da Miron il ristorante di miei amici… li ho mangiato un porcino avvolto nella sfoglia che non riesco a descrivere….. se lo trovo poi metto il link

  6. Io una volta sono finita all’ospedale per intossicazione da funghi…per fortuna non erano velenosi, mia madre si era solo dimenticata di metterli in frigo la sera prima. In quell’occasione il medico mi ha detto che tutti i funghi sono tossici, solo in misure diverse…!

  7. Luca, infatti oggi a mezzogiorno insalatina di ovuli meravigliosi (comprati dal mio verduraio di fiducia a Castelletto, con tanto di bollino di provenienza ecc).
    Andar per funghi è bello, soprattutto se vai con chi conosce loro, il bosco…e te.
    Aspetto il link! :-**

  8. Luisa, sì, tutti i funghi sono lievemente tossici. Infatti non bisognerebbe mangiarne a quintalate; le indigestioni da fungo, per chi ha problemi di fegato/digestione già per i fatti suoi, sono pericolose. Ma la cottura di solito elimina abbastanza la tossicità (parlo di porcini, non di amanite phalloidi eh? ;-D)

  9. eccolo ho solo dovuto cambiare pc:)
    http://www.cocofungo.it/

    menù a destra ristoranti e poi Miron
    tra l’altro sta cominciando proprio in questi giorno la nuova edizione del cocofungo…… prenotazione obbligatoria durante la manifestazione
    io conosco Enrica la figlia che è una dei prossimi astri della cucina nazionale e non solo

  10. DE….FUNGO

    I funghi possono essere connati, fascicolati, cespitosi, e crescono disponendosi sul terreno in vari modi a strisce, a zig-zag in cerchi. Si favoleggia che i funghi creino sul terreno dei disegni a cerchio, detti -cerchi delle streghe”, nei punti in cui le streghe hanno danzato in tondo, durante le loro feste notturne in onore del diavolo….

    Plinio si cimenta anche a parlare dei Tartufi, che nascono in autunno specialmente dopo temporali accompagnati da tuoni e fulmini e racconta di un pretore romano che a Cartagine si ruppe i denti addentando un tartufo che aveva conglobato una moneta (si trattava con ogni probabilità della Terfezia leonis, tartufo conosciutissimo fin dall’antichità).

    ERMOLAO BARBARO (1454 – 1492), patrizio ed uomo politico veneziano, commentatore di Plinio, traduttore e commentatore di Dioscoride. Dal commento a Dioscoride veniamo a sapere che i Greci consideravano i funghi “cibo degli dei” o addirittura “figli degli dei”, in quanto sembra che essi nascano senza concorso di seme. E. parla di alcuni generi di funghi, i cui nomi corrispondono abbastanza ai nostri odierni; ad es. “vi sono poi i funghi Aegiritae, che si possono coltivare sui tronchi stessi del pioppo, bagnandoli con fermento e con acqua”. Ci fa conoscere il lapis lyncurius o pietra della lince o Pietra fungaia: seguendo le opinioni popolari del tempo, E. riteneva nascesse da una pietra creduta orina di lince fossilizzata. Questo fungo nelle epoche successive ecciterà al massimo la fantasia dei naturalisti facendo scorrere fiumi di inchiostro. Si tratta in realtà del Polyporus tuberaster, che forma degli sclerozi bulbosi sotterranei che possono pesare anche diversi chilogrammi ed hanno l’aspetto di un sasso.

    PIER ANDREA MATTIOLI (1500 – 1577), senese di nascita, laureato in medicina all’università di Padova e stabilitosi per esercitare l’arte medica a Trento, nel cui duomo è sepolto. La sua fama è legata ai Commentarii della materia medica di Pedacio Dioscoride, opera stampata a Venezia nel 1554, dotata di splendide tavole, vero best seller (60 edizioni in duecento anni) e guida insostituibile per medici, farmacisti e naturalisti.
    La sua è un’opera eclettica (medicina, farmacologia, zoologia, mineralogia, soprattutto botanica) ed i funghi sono trattati in alcuni capitoli.
    Egli ci parla dei Prignoli, per noi prugnolo o Calocybe gambosa, molto diffusi in Toscana, “odorosissimi, gradevolissimi al gusto e senza pericolo”.
    Per quanto riguarda i Porcini, basandosi sulla credenza popolare già risalente a Plinio, ritiene velenosi quelli a carne virante; la popolarità e l’autorità del M. contribuirono come sappiamo ad accreditare per secoli questa falsa convinzione relativa ai boleti a carne cangiante.
    Interessante è un passo del M. relativo ad un fungo, oggi individuato come Laetiporus sulphureus, crescente sulle montagne della Val di Non, “così grande da pesare 25-30 libbre, di colore rosso acceso, frastagliato”.
    Un altro suo “autorevole errore” – che dimostra come la vecchia superstizione sulle cause della tossicità dei funghi fosse ancora incredibilmente radicata anche presso gli scienziati più qualificati del Rinascimento, e che ha purtroppo accreditato tale falsa credenza fin quasi ai nostri giorni – riguarda i funghi lignicoli, ritenuti dal M. tutti innocui (ma pensiamo al tossico Omphalotus olearius!) perché crescendo sugli alberi “non vi è pericolo che nascano su ferro, né su panno fradicio, né su serpente morto o altro animale velenoso”.

    comunque…io i maccheroni li preferisco con i funghi porcini….. :)))….slurp…

  11. FORTUNIO LICETO , genovese, autore del libro più antico – e non citato nella “Storia della Micologia” di G. Lazzari – presente nella biblioteca del Centro Studi di Vicenza: il De spontaneo viventium ortu, opera dedicata al senatore veneto Lorenzo Giustiniani, stampata nella tipografia di Domenico Amadio a Vicenza, nel 1618. E’ un esempio tipico di come la cultura barocca affrontava i problemi scientifici appoggiandosi alle teorie di Aristotile. Adattando le teorie aristoteliche, l’autore tratta della generazione spontanea degli esseri viventi, che comunemente si dice nascere “ex putri”, cioè dalle sostanze marcescenti; esamina le opinioni correnti sulla questione ed espone poi le cause generiche e specifiche della generazione spontanea. Il testo è costituito di 323 pagine, suddivise in prefazione e quattro libri. Vi troviamo bizzarre spiegazioni sull’origine dei funghi: essi nascono dalla pietra, dagli escrementi animali, dal legno, ed in particolare vengono date spiegazioni sull’origine del “tartufo dei cervi.

    tartufo dei cervi….????? nasce vicino a dove passa il “treno dei cornuti”…

  12. Buoniiii i funghi!!! Mitì quando verrai in Puglia e sarai mia graditissima ospite (“San Nicola e i baresi sono amici dei forestieri”, ricordalo) ti farò assaggiare i cardoncelli! Sono spettacolari con l’agnello o il coniglio e con un buon bicchiere di primitivo(o un altro tipo di rosso purchè “robusto”):-DDD

  13. CERCHI DELLE FATE. Sono quei funghetti dove, ogni nuovo nato, tende sempre a tornare al centro del gruppo creando così un cerchio.
    Si dice che in questi cerchi danzino le fate o, nella versione maligna da te riportata, le streghe.
    Io preferisco la prima e quando ne vedo uno ci salto dentro, sfidando la credenza secondo la quale chi entra in questi cerchi vi rimane prigioniero.

    ROSY

  14. “Ogni anno a settembre, quando costano poco, io fo la mia provvista di funghi porcini e li secco in casa. Per questa operazione aspettate una vela di tempo buono…”

    Così scrive l’Artusi Pellegrino, nel suo “la Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”.

    Beh, era solo per mandarti… un segno romagnolo. Ciao!

  15. Quando ero piccola, mio padre m’aveva insegnato a riconoscerli; che gioia e che soddisfazione quando riuscivo a scoprire il cappello di un porcino sotto le foglie di quercia! … Cosa mi hai ricordato (oltre a farmi venire voglia di tagliatelle ai funghi porcini)!

  16. una volta una persona di cui ero follemente innamorata mi diede un bigliettino scritto da lui (altro che anello di diamanti!!!!): c’era una ricetta per cucinare l’amanita muscaria che non sapevo cosa fosse.

    Poi qualcuno mi disse che era proprio il funghetto dove vivono i folletti… assolutamente mortale (anche se adesso in Giappone li detossificano).

    Che toccava fà a diciott’anni!!!!

  17. Boletus edulis…meraviglioso! Amanita Cesarea…divino!Amanita Phalloide… mortale! Amanita muscarea…allucinogena! Terreum…non mi piace!Finferlo o Gallinella…buono!Se tornassi indietro a quando andavo per funghi col mio babbo tornerei ad esser pollicina!Cara ti ho appena taggato! Vieni da me a scoprire come! ciao ciao

  18. AMMUNIMENTU !!

    Ranni è lu “Regnu” di la funcia!

    Ranni assai…

    Cù s’affaccia a sta finestra

    non la chiudi mai …

    E’ comu l’acqua immensa di lu mari

    chi na scoccia di nucidda

    non pò mmai livari.

    Ppi sta “Scienza” occurri:

    talentu, mudestia e ‘spirienza.

    Mai fidarisi di vecchi cridenzi,

    mai aviri tintinnamenti

    e mmai diri falsità:

    la funcia punisci senza pietà …

    TEMPU DI FUNCIA !

    Cadunu li primi acqui,

    cadunu li primi fogghi…

    S’arrifrisca l’aria,

    l’arbiri si fannu spogghi.

    Nova stagiuni veni e annuncia

    chi già è tempu:

    tempu di funcia!!

    A tutti l’ura vannu

    li funciari

    a rritta e mmanca a ffirriari…

    Ccu ‘i cesti chini chini di sti

    “ciuri”

    tornano a vvalli e cantunu

    li circaturi.

    Cadunu li primi acqui,

    lu tempu cancia!

    Bbeddu è lu boscu

    rricamatu a ffuncia…

    Mannu ‘ncantatu!

    Ppi nnui chistu è surrisu!!!

    Picciotti!

    Tinemulu caru stu “Paradisu”…

    Stefano La Motta

    e poi….

    Lorenzo de’ Medici (sec. XV): Campeggeran ne’ verdi prati i funghi: / liete donne corranno or questi or quelli.

    Canti carnascialeschi (sec. XV): Donne, … comperate dei funghi, / ché per tutto mai più di tanti ne nacque. / D’ogni sorta n’abbiam, donne, chiedete, / da malefichi infuora.

    Niccolò degli Albizzi (sec. XVIII): A cercar tutto ieri, / Fioretta, andai de’ funghi e non trovai / altro che vesce mai.

    Giacomo Leopardi (sec. XIX): Oh guata : / un fungo, e quivi un altr o: oh quanti funghi / usciti son per tutto appena han vista / quella poca di piova .

  19. SIIIIIIIIII…..i funghi FRITTI FRITTI FRITTI…sono BUONISSIMI…anche se…qualcuno vuol far credere il contrario…

  20. quando vado in Garfagnana a cercar funghi prendo solo porcini. Non ho problemi, mi fido di chi me li vende. Io non li trovo neanche a calpestarli

  21. Io adoro i funghi… troppi “puffi” quando ero piccolo [e non le pizze come dicono i maligni :)] hanno condizionato la mia maturità… quindi donate dei fughi al meschino qui presente… e se non vi è di troppo disturbo già trifolati (e stesi sulla pizza fanno la loro porcina figura) ;)
    .:.

  22. :)anche io adoro i funghi…
    molto interessante il tuo blog!
    se ti va potremmo scambiarci i link!

  23. ci ha “rovinati” a tutti il libro di Brian Froud! (chebello!)buoni e strani i funghi, occorre conoscerli bene, solo se sai dove crescono ne trovi parecchi. io raccolgo solo finferli, finferle, trombette dei morti, brise e brise-cappuccine. Sanguigni, vesce, russole, manine, ovoli…li guardo e li lascio ai caprioli. da noi per andar per funghi devi pagare!! sissi al comune o in posta, e trovarne un po’, inaspettatamente, durante una passeggiata, è una piccola bracconata che li rende ancora più gustosi…se non ti becca il guardaboschi

  24. bellissimo il detto siculo, hai fatto bene a postare sui funghi se ti leggono forse eviti a incauti il minimo la lavanda gastrica

  25. ecco hai elencato i motivi per cui io non vado a funghi, e quando il mio ragazzo ci va sono sempre … inquieta…

    meglio comperargli!